Quarto episodio, quarto rapper (o meglio MC) e i suoi tesori nascosti: Jari Vella, meglio conosciuto come Ensi.

Sulla mappa troviamo i suoi forzieri pieni di gemme sparsi per l’Italia ma principalmente a Torino (prima) e Milano (ora). Ensi è l’anello di congiunzione tra la vecchia e la nuova scuola, tra l’underground e il mainstream, l’hardcore rap e il c*zzeggio, il reggae e l’autotune.

Per il sottoscritto scegliere Enzino è stato facile perché, oltre ad essere un mio coscritto, è la sintesi di come apprezzo e mi immagino il rap; ho selezionato alcuni passaggi della carriera del rapper torinese, non solo prendendo canzoni proprie dei suoi album, ma anche strofe dove qua e là ha disseminato rime, knowledge e goodvibes sui dischi di colleghi più o meno noti.

Vendetta

Titletrack del primo disco solista di Enzino, uscito per la etichetta La Suite – del gruppo storico ATPC – nel 2008. Senso di rivalsa e inc*zzattura verso una vita difficile per una famiglia di periferia. La Vendetta che il rapper di Alpignano, paese dove è cresciuto Ensi, va cantando verrà messa in atto non con armi o sotterfugi ma con la sua voce e il suo rap: è stato buon profeta di se stesso e della sua carriera ormai ventennale. Ferocia e realness in questa traccia che si stende sulla strumentale prodotta da Rayden.

“Non ho più visto mia madre leggere un libro
Legge le lettere di mio padre e ci scrive un libro
Protagonisti figli senza fantasia
Ricostruisce con i fogli giorni di agonia
Non c’è libera interpretazione quando la polizia
In televisione trasmette le foto e il nome, e via”

Timeline di Rayden feat. Ensi e Raige

Non potevo trattare Ensi senza coinvolgere i suoi fratelli dal giorno zero cioè Raige e Rayden. In questa traccia – dove un ispiratissimo Rayden va a pescare un sample dei Cutting Crew – troviamo una dichiarazione d’amore alla doppia acca e una dedica speciale al loro sodalizio: One Mic. Ensi qua fa capire a tutti come lui (loro) sia l’anello che unisce il vecchio al nuovo, il classico al moderno, l’analogico al digitale, ma sempre con un minimo comune denominatore: l’essere “loyal to the game”. Era il 2009 e per Enzino anche nel 2020 lo state of mind non è cambiato.

“A metà fra due realtà come a Berlino
Ma questo è un muro del suono e ci schianto il destino
Dopo i centri sociali e prima del club
Dopo wild style prima di 8 mile, lo facevamo già
Freestyle prima di 50 e dopo il wu tang
Prima di myspace e gli ultimi a registrare sul dat
La vera gavetta, prima i primi e dopo
Gli ultimi in scaletta, la dedizione, lo studio in cameretta
In stazione le ore i demo in cassetta
Oggi neanche a metà strada e ringrazio di averla scelta.”

Generazione Tuning feat. Vacca

Correva il 2010 e mentre in Italia impazzava il tuning (spesso fai da te) dovuto al delirio post Fast and Furious, nel rap spadroneggiava la dirty south e si affermava l’autotune, Ensi, con il valido aiuto di Big Fish (alle macchine) e Vacca nel ritornello, caccia un pezzo zarro dove con la classica ironia che caratterizza il suo rap, tratteggia lo stereotipo dell’italian wannabe Toretto, convinto che la sua Panda sia un Subaru Impreza assettata e lanciata a 180km/h in tangenziale, quando invece ricorda più un albero di Natale con le ruote (lol). Tratto dall’EP Equilibrio per la label Doner Music ecco una prova di cazz*ggio con un flow meno tradizionale e più “dirty South”, come andava in quel periodo nel rap degli States, appunto.

“Alla tua auto puoi cambiargli anche il colore
Puoi Mettergli due strisce stile Viper e anche un alettone
Ma se è una Panda non basta a fare furore
E se volevi caricare qua ti prendi un caricone”

Testimoney dei Fratelli Quintale ft. Ensi e Jhonny Marsiglia

Canzone presa dal primo EP del trio bresciano Green Project, in Testimoney Ensi slega barre intorno ad un classico della letteratura rap “i soldi”, ma non limitandosi ai classici cliché e andando ad affondare una critica violenta, quasi alla Public Enemy, sulla classe politica italiana e sulle tasse che si intasca ogni giorno, dimenticandosi del perché si trova in quella posizione.

“Sta roba è troppo buona, mentre verso contenuti versa i contributi
Versa benza mentre spengo questa verso i mantenuti a Roma,
capisci che qualcosa non funziona?
Questa merda di governo con sto vecchio ancora in cima
Ancora che gli tira e se non muore prima è senatore a vita
Bella vita bel paese e bella sfiga
È ora di farla finita, scendi in piazza e basta
Prendi bene la tua mira, bum”

Ragazzo della Piazza dei Club Dogo feat. Ensi

Estratto dal fortunato disco Noi Siamo Il Club, su una strumentale cucinata alla grande da Don Joe, Jake e Guè più Mr. Mangia Flow aka Ensi mettono sul piatto la loro street knowledge e la loro street attitude. È soprattutto Jari a snocciolare una serie di rime dedicate alla sua attitudine da piazza, terminando la strofa con una chiusura emblematica di cosa sia il suo rispetto per la strada e della gente della strada nelle periferie del suo quartiere verso di lui. Flow, delivery e fotta al microfono per questa gemma passata un poco sottotono nel 2012.

“E quando ritorno in quartiere mi offrono da bere
Ma mica perché mi hanno visto in tele
Ma perché hanno visto che in tele ho portato il quartiere, il nostro quartiere
Sanno che faccio il cantante ma il mio nome d’arte non lo sanno dire bene
Chi è? E’ il nipote di Calogero, il figlio di Michele.”

Tangerine Dream feat. Raiz

Corre sempre il 2012 e tratta dal secondo album solista, rilasciato dall’etichetta di Gue e Dj Harsh Tanta Roba, questa traccia vede la partecipazione di un pezzo da 90 come Raiz, cantante dello storico gruppo Almamegretta. Ensi su una strumentale dai suoni eterei, disegnata da un grande come Marco Zangirolami, declina un parallelo tra la donna amata e le sostanze stupefacenti e, mentre si ascolta questa traccia, può sembrare di essere su una costa del Marocco assaporando qualche specialità del Ketama mentre si soffre per amore. Gran prova di lirica, delivery e cambi di flow con un intermezzo cantato – una piacevole novità nella cifra stilistica del rapper ex One mic.

“Non esiste il metadone come al SERT
Esisti te, metà prigione metà dessert
Da una galera di zucchero puoi evadere
Ma proprio perché è così dolce non è così facile
E non riesci a riordinare il caos nel tuo animo
Se bene e male si contaminano come dentro al Tao”

Mira feat. Madame

2019, Garelli alla produzione, Enzino alle rime si fa aiutare in questa fatica dalla voce bella e avvolgente di Madame. Un pezzo maturo che serve come pro memoria che l’ambizione aiuta a crescere e a migliorarsi nonostante le difficoltà che la vita presenta quotidianamente. Liriche incisive, flow deciso e delivery da “non più giovane del rap” ma nella sua accezione adulta e positiva quasi una sorta di saggezza dispensata ai più sbarbati.
Tratto da Clash Again, ultimo, per ora, progetto rilasciato da Jari per Warner Music Italy, una riedizione del fortunato disco Clash.

“Mira più in alto del limite
È solo una linea, delineala tu
La paura che esplode nell’iride
Fa parte del gioco, è pronta per uccidere
Prima che uccida te
Ricordati, non c’è tregua
Mira più in alto, poi ammira il cielo
Sputagli in faccia e poi sputa a terra
Perdonami, mamma, se mi hai visto debole
Ma tu sai quello che ho visto
Qua fra gli intoppi e gli zoppi per strada
Potevo cadere, ma cammino dritto”

Conclusioni

Ho fatto questa scelta pescando tra pezzi propri dei dischi di Ensi e strofe dove partecipava come ospite – sempre in maniera determinante e mai come un nome aggiunto per creare hype – per mostrare l’evoluzione della sua carriera ma nel contempo anche del rap italiano. Perché Enzino, pur mantenendo un core profondamente tradizionale, è riuscito a muoversi con freschezza nelle nuove correnti musicali che negli anni hanno pervaso il gioco del rap della penisola.

Nella sua storia ha dovuto spesso “combattere” la sua fama di grande MC da freestyle, caratteristica che nel contempo lo ha sia innalzato agli onori della cronaca ma forse anche un po’ penalizzato, circoscrivendolo in quella cerchia che alcune volte può non attirare il grande pubblico.

Tematiche attuali miste a barre cariche di orgoglio rap, flow sempre massiccio ma capace di andare dal reggae al rap senza nessun problema, una voce riconoscibile tra mille, dando sempre la sensazione che alla fine o una rima o una barra o una sua chiusura ti lasceranno il marker nel cervello per qualche tempo.

Davanti a lui ancora tante strumentali da cavalcare e tanti palchi da spaccare, Mr. Mangiaflow è pronto per gli anni 20.

Grafica di Mr. Peppe Occhipinti.

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