Detroit 2 è il nuovo album di Big Sean: 21 tracce e tante collaborazioni, a tre anni dall’ultimo progetto ufficiale

Dopo una lunga attesa Big Sean ha pubblicato Detroit 2: quinto album in studio e ideale continuazione del suo mixtape del 2012 Detroit. Tante collaborazioni, 21 tracce (18+3 skit) formano un progetto lungo, ma comunque unitario che non funziona come una playlist.

Come già anticipato dagli estratti Deep Reverence e Harder Than My Demons, la narrazione di Detroit 2 è abbastanza introspettiva e riflessiva, toccando temi come il razzismo e la salute mentale.

Naturalmente tanto spazio anche a Detroit e a quello che la città significa. Una delle metropoli statunitense, fiorita sull’industria automobilistica e decaduta con il declino di essa: oggi un posto che offre pochissime possibilità di lavoro e dove abitano principalmente afroamericani e tutti coloro che non hanno le possibilità economiche per andarsene.

Nelle tre skit, prima l’attore e comico Dave Chappelle poi la cantante Erykah Badu e Stevie Wonder, raccontano la loro esperienza di Detroit.

There’s never been a single time
Not a, not a-one, that I’ve ever been to Detroit
Where it wasn’t some kind of adventure
City is fucking crazy, it’s like, it’s palpably alive
It’s an entity, it’s not like just a place you go
It’s Detroit

Tante collaborazioni con artisti forti e diversi: da Jhene Aiko a Young Thug, da Anderson .Paak a Travis Scott, da Post Malone a Lil Wayne solo per citarne alcuni. Ovviamente c’è anche quell’artista famosissimo di Detroit che perfino i boomer conoscono e non serve nominare, sì quello della 8 mile, proprio lui. Nonostante questa grande “varietà di voci”, Sean e il suo rap restano il centro del progetto, gli ospiti si limitano ad un piccolo contributo senza mai rubare la scena.

“Non so se quest’album sarà il migliore che abbia mai fatto, ma alla fine sono al 100% contento di come sia riuscito”. Con queste parole, l’artista ha risposto in un’intervista a Vulture, riguardo il motivo della lunga attesa (3 anni) dall’uscita del precedente album. Ciò che dice conferma l’impressione di stare ascoltando un lavoro nato più da un’esigenza di espressione e non da un ordinary day at the office. 

Voi cosa ne pensate di Detroit 2? Vi aspettavate qualcosa di diverso?

 

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