Il fascino del joint album unito alle capacità di Ernia e Lazza potrebbe regalare al rap italiano un grande progetto.

Ci sono artisti che arrivano e creano un terremoto tale da riuscire a ritagliarsi immediatamente il proprio posto nella scena, magari scardinando i cardini del genere con nuove musicalità. Un esempio potrebbe essere Sfera Ebbasta, che nel giro di pochissimo tempo ha raggiunto una popolarità senza precedenti, diventando – senza esagerare – uno dei cantanti più famosi di tutta Italia, oltre il rap. Poi invece esistono artisti che ci impiegano più tempo a farsi notare dalla massa, complice magari il fatto di portare al pubblico una musica meno facile e più cruda: due esempi di questo percorso sono proprio Ernia e Lazza, i protagonisti dell’articolo. 

Ernia comincia la sua carriera da giovanissimo, con la Troupe D’élite, diventato poi col tempo un caso vero e proprio per la rapida ascesa e discesa che ha caratterizzato il gruppo in questione, complice il fatto di essere stati sommersi da un hating senza precedenti. Lazza invece proviene dall’ambiente del freestyle, senza dimenticare la sua esperienza in conservatorio che gli ha donato una capacità insolita nell’ambiente rap: saper suonare il pianoforte, conoscendo a fondo la musica.

Mentre quasi tutta la nuova scena comincia a pubblicare i primi progetti nel 2016 – tolta la piccola parentesi per Ernia e il suo EP No Hooks – entrambi iniziano la loro salita nel 2017, rispettivamente con Come Uccidere Un Usignolo (CUUU) e Zzala. Entrambi gli album ricevono complimenti all’interno della scena cominciando a raccogliere buoni consensi anche tra il pubblico, nell’aria c’è la sensazione che qualcosa possano dire, ma l’acerbità ancora non gli permette di raggiungere il top del gioco. 

La chiave di svolta è il secondo progetto ufficiale per entrambi, da una parte 68 e dall’altra Re Mida, che hanno un forte riscontro e gli donano finalmente la giusta visibilità. Proseguendo su questa scia pubblicano anche le versioni deluxe Till The End e Aurum che solidificano la loro posizione fino a quest’anno, nel quale giusto poche settimane fa sono usciti Gemelli e J che ad oggi hanno dimostrato quanto ormai siano esponenti importanti per la scena rap nostrana.

Paragoni Ambiziosi

Se ci sono due rapper che sarebbe interessante vedere assieme per un intero album, questi sono Lazza e Ernia. I motivi sono diversi, e li vedremo passo dopo passo.

Innanzitutto parliamo di due soggetti che all’interno della scena sono riusciti a farsi rispettare sia dai colleghi che dal pubblico, mostrando una coerenza e una resilienza difficili da trovare. Dal primo all’ultimo progetto hanno (quasi) sempre fatto rap, riducendo al minimo episodi un po’ distaccati, dimostrando di tenere veramente al genere e di non sfruttarlo meramente per moda.

Permettete di fare un paragone alquanto azzardato e sicuramente – almeno per il momento – esagerato, ma i due protagonisti in questione al sottoscritto ricordano un po’ Marracash (Ernia) e Guè Pequeno (Lazza). Prima di terminare la lettura con indignazione lasciatemi argomentare.

Il rapper di QT8 mostra delle caratteristiche che sono accostabili al King del rap, liriche profonde e testi impegnati soprattutto. Certo è che raggiungere i livelli di colui che a detta di (quasi) tutti è uno dei migliori di sempre è ovviamente difficile, infatti non dico sia al suo livello, ma sotto molti aspetti lo ricorda. Ernia lascia parlare la musica, limitando comportamenti vistosi al di fuori dalla sala di registrazione, proprio come Marracash che durante la sua carriera si è contraddistinto proprio per essere poco sotto i riflettori al di fuori della musica. Quello che voglio dire è che entrambi hanno fatto coincidere piuttosto bene persona con personaggio, nel senso che non stanno molto dietro ai soliti giochi di marketing tipici della scena e cercano invece di mettere sempre in primo piano la musica. Inoltre hanno la capacità di affrontare con forza e competenza argomenti che si discostano da soldi e donne, riuscendo a masticare svariati argomenti anche di carattere sociale, umano e personale.

Lazza invece è più accostabile a Guè. L’attitudine arrogante e prepotente contraddistingue entrambi e la loro capacità lirica riflette questa personalità anche nei testi. Sotto il velo eccentrico c’è però un’indubbia capacità tecnica e attitudinale, che rende entrambi distinguibili dalla media. Se da una parte forse manca un po’ di introspezione (parlando del classe ’93, poiché il Gentleman del rap italiano ha dimostrato anche di saper mettersi a nudo), dall’altra risulta eccellente l’abilità tecnica e lirica di due personaggi che hanno dimostrato di essere veramente dei protagonisti assoluti e totali nell’ambiente rap. Forti di questa consapevolezza sono senza dubbio due rarità nel panorama in questione e non perdono mai l’occasione di ribadire e rafforzare questa loro posizione di supremazia. Anche in questo caso il paragone è senz’altro azzardato o per lo meno prematuro, Guè ha “una carriera assurda più che decennale” che Lazza al momento può solo sperare, ma la strada è certamente quella giusta per raccogliere l’eredità di Mr. Fini.

Joint Album

Arrivati a questo punto, dopo aver gettato le giuste premesse, possiamo quindi arrivare a parlare di quanto sarebbe allettante vedere i due protagonisti in questione comporre un joint album insieme, proprio come hanno fatto Marra & Guè con Santeria. L’intersezione tra Lazza e Ernia potrebbe essere alquanto interessante, un mix bilanciatissimo di attitudine, capacità tecnica e lirica e musicalità. Inoltre hanno entrambi alle spalle due produttori che negli ultimi anni si sono contraddistinti per qualità estrema e grande abilità nella gestione del comparto musicale dei dischi che hanno “diretto”: Marz e Low Kidd, che senza ombra di dubbio potrebbero donare al progetto un lato sonoro di assoluto livello.

Pensiamo a cosa potrebbe scaturire unendo da una parte la capacità introspettiva e di analisi verso la società di Ernia e dall’altra la giusta dose di arroganza e attitudinale di Lazza. In passato abbiamo visto collaborazioni in Il Mondo Chico, Mattoni e Puro Sinaloa (quest’ultime, due posse track) e il risultato fino ad ora è sempre stato all’altezza delle aspettative. Di fatto stiamo parlando, questa volta senza esagerare, di due dei rapper più in forma tra quelli della wave post 2015 (la cosiddetta “nuova scuola”), a differenza di alcuni colleghi forse hanno avuto un’ascesa più lenta, ma anche più costante e duratura. Questo perché come detto prima non sono praticamente mai scesi a compromessi per ottenere scorciatoie verso il successo facile, bensì sin dal principio di sono rimboccati le maniche e hanno fatto parlare i testi e la musica. Alla lunga tutto questo ripaga.

Spesso e volentieri i progetti nei quali due rapper uniscono le forze per un unico album sono molto apprezzati dal pubblico. Basti pensare al già citato Santeria, oppure Kepler o ancora Infernvm che, seppur di nicchia rispetto gli altri, è di indiscutibile qualità. Lazza e Ernia hanno dimostrato di saper giocare bene le loro carte e non solo, in quanto anche quando hanno fatto squadra nella stessa canzone l’esperimento è riuscito più che bene. La loro bravura unita alla capacità dei loro produttori e del loro team difficilmente potrebbe risultare un flop e non entrare nel cuore del pubblico. A differenza di molti colleghi hanno dimostrato di non subire mode e tormentoni e questo risulta fondamentale per poter creare un qualcosa di unico che possa restare nel tempo.

Grafica di Cristian Formica.

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Ascolto e amo il rap da quando ho 10 anni e questo genere mi accompagna quotidianamente in tutto quello che faccio, ogni tanto cerco di scrivere qualcosa di interessante al riguardo.