Basket e Hip-Hop hanno sempre intrecciato le loro strade: il boicottaggio della NBA ha quindi causato delle reazioni da parte di alcuni esponenti di spessore della scena ma non solo…

É mercoledì 26 agosto e mancano pochi minuti alle 22 (ore italiane); i team NBA di Milwuakee e Orlando dovrebbero scendere in campo per Gara-5, con la prima che ha la concreta possibilità di conquistare le semifinali di Conference portando sul 4-1 la serie. Qualcosa però sembra andare storto: i giocatori degli Orlando Magic sono pronti ad entrare in campo, ma hanno appena ricevuto la notizia che i Bucks non entreranno sul parquet quella sera. Le 22 passano, il cronometro inizia a scorrere, i giornalisti rimangono in un’attesa surreale e le telecamere da ogni parte del mondo non possono che riprendere l’incessante scorrere di quell’assenza.

Vi è un veloce susseguirsi degli eventi; i Bucks si presenteranno al completo alla stampa affermando come il motivo della loro protesta sia legato al caso Jacob Blake, colpito con 7 colpi di pistola da un agente di polizia nel Wisconsin (il 23 agosto, a 50 km da Milwuakee). Le reazioni degli altri giocatori della bolla di Orlando non sono tardate ad arrivare, appoggiando alla (quasi) unanimità l’iniziativa; persino LeBron James – che è l’uomo franchigia della Lega – ci ha tenuto a specificare come quel momento segnasse un punto di non ritorno e che la loro reale intenzione fosse quella di boicottare la stagione e non di posticiparla soltanto.

Come potete immaginare, i tweet di giornalisti e addetti ai lavori hanno monopolizzato i social per le ore successive; le restanti partite della notte tra mercoledì e giovedì sono state annullate ed è stato organizzato un meeting tra società e giocatori; Kenny Smith, noto opinionista di TNT, ha abbandonato in diretta lo studio televisivo in quanto ex giocatore ed uomo di colore ferito nell’orgoglio.

ORLANDO, FL – AUGUST 08: Giannis Antetokounmpo #34 of the Milwaukee Bucks kneels for the National Anthem before the game against the Dallas Mavericks on August 8, 2020 in Orlando, Florida at AdventHealth Arena. NOTE TO USER: User expressly acknowledges and agrees that, by downloading and/or using this photograph, user is consenting to the terms and conditions of the Getty Images License Agreement. Mandatory Copyright Notice: Copyright 2020 NBAE (Photo by Garrett Ellwood/NBAE via Getty Images)

Un gesto – quello dei giocatori – che è stato già consegnato ai libri di storia e che ci fa riflettere non solo sulle contraddizioni sociali che regnano negli USA, ma anche su quelle economiche e finanziare. Il business di cui tanto si vantano gli americani è costituito in larga parte dagli afro-americani: dallo sport alla televisione, passando per il cinema ed ovviamente alla musica.

A proposito di musica, le reazioni al boicottaggio dei playoff NBA di alcuni “luminari” dell’Hip-Hop non sono tardate ad arrivare; Snoop Dogg ha postato una vignetta sul suo IG che ritrae il “suprematista bianco” (reo di aver ucciso due persone) cavarsela come se nulla fosse, con due poliziotti impegnati a “fronteggiare” la minaccia nera. Styles P, membro dei Lox con il disco in uscita, si è complimentato apertamente con i giocatori: “Complimenti a tutti quei giovani gentleman della NBA“; Timbaland ha invece apprezzato molto la leadership con la quale LeBron ha guidato il boicottaggio, dedicando anche un post al paradosso americano che vede il giocatore di football americano Colin Kaepernick come un traditore, e l’omicida 17enne come un eroe.

Dopo una lunga giornata di tensioni, meeting e prese di posizione, la NBA ripartirà ufficialmente, nonostante due team influenti come quelli di Los Angeles (Clippers & Lakers) abbiano votato per la sospensione definitiva del campionato. Si dice che Michael Jordan – che ha un ruolo di rilevanza nella NBA – sia stata la figura chiave per risolvere la situazione e che non siano mancati gli scontri tra gli stessi giocatori in fase decisionale. Insomma, la protesta infiamma tutti gli Stati Uniti, il dramma continua a consumarsi ed il futuro sembra essere più incerto che mai.. Ah, comunque Trump ha ovviamente detto la sua sulla questione, affermando che uno dei mali principali della lega sia “la sua forte politicizzazione“.

Ed anche questa volta ha perso un’occasione per stare zitto…

 

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