I leak di Nas: alcuni dei brani nascosti della leggenda del Queens.

L’indomabile voglia di scrivere.

Cosa proveresti se la tua carriera iniziasse dalle ceneri di una guerra culturale che il tuo stesso Paese ha perso? L’impatto della leggendaria The Bridge Is Over era ancora forte nel Queens nei primi del 90. Il giovane Nasir Jones era la nuova speranza, tutti volevano provare una fetta della sua idealista e grezza capacità di mettere le parole in rima come poeta e come rapper.

Illmatic uscì all’insegna di un conflitto che cambiò il nostro genere preferito per sempre, eppure riuscì a rendersi monumento, a dare voce a quella skyline che vantava ancora le Twin Towers. Nas era New York e New York era Nas ma il punto di vista da cui si contemplava la Grande Mela non erano più le oscure strade del Bronx ma il gigantesco Queen’s Bridge.

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Quindi il ponte era tutt’altro che “finito”, ma c’era bisogno di un passo in più, l’artista voleva farsi sentire oltre le limitazioni degli States uscire dai cliché di chi vive e muore dietro le mura di casa. La discografia di Nas è eclettica, schizofrenica gestita da un artista/business man che ha sempre messo prima di qualunque altra cosa, la penna e la sua capacità di darle la propria voce.

Leggendario dal primo album, Nasir è un tipo di MC dannatamente prolifero, a tal punto da mettere in crisi la sua visione.

Il suo mentore Large Professor era ansioso di continuare il percorso del giovane Nas dopo quel big bang che era stato il suo debutto. Ma il pensiero iniziale del rapper fu quello di ricorrere ai padri fondatori del sound del suo quartiere, primo fra tutti Marley Marl.

Il sottovaluto It Was Written fu concepito inizialmente come un diretto proseguo del sound underground di Illmatic tant’è che molte tracce trafugate ancora oggi ingannano anche il fan più devoto che crede addirittura siano state registrare prima ancora del grand opening.

Tracce come On The Real, True Dialect e Understanding furono registrate dal colosso del Queens e vennero passate sulla radio personale di Marley. La più potente tra tutte era una traccia registrata ancora prima di tutto questo. La potente Deja Vu rappresentava integralmente quello che Nas era capace di dare in quel periodo della sua carriera.

 

 

Il primo verso fu riutilizzato nell’iconica Verbal Intercourse di Raekwon mentre i restanti due rimasero leggenda sul web.

“They telling you your state of mind, like you worthless so he curses, his mom saying Bible verses, that’s all she works with but miracles never leave the churches”

Un brano di una potenza lirica devastante sorretto dal sound che dettava le leggi dell’underground negli anni 90. Un esempio di quanto la discografia “nascosta” di Nasir Jones sia essenziale tanto quanto le sue release ufficiali.

Dopo aver notato l’approccio di Marley Marl che suonava le sue nuove canzoni in radio, facendoci saltare sopra anche i suoi artisti senza avvisare Nas, quest’ultimo cambiò completamente registro decidendo di conquistare il mondo su una scala ben più ampia.

“Marley put other n***** on “On The Real” and it really blew me away, because these were songs that I was working on for my second LP. And I hadn’t even finished them! I knew there was no way we could continue working like that. So I had to figure out who I could work with who would be really concerned with making a Nas album…”

Il Rinascimento di Nasir Jones.

Steve Stoute entrò in gioco prendendo in mano la carriera della nuova stella di New York e chiamando ogni genere di produttore servisse per poter elevare la creatività di Nas. It Was Written esplose, presentando al mondo non solo il poeta della strada ma anche la nuova stella della musica con singoli considerati leggendari ancora oggi.

Ma Nas e il suo nuovo manager avevano una visione ancora più grande e dopo la scomparsa di Biggie, diversi nuovi MC erano pronti ad uccidersi per il trono.

Il progetto era quello di presentare un binomio, ricco in tutte le due facce della medaglia.

I Am…The Autobiography e Nastradamus erano legati tra loro, un progetto enorme per portare Nas ha spostare il suo gnomone in segno di un grande cambiamento come se fosse un faraone che conduce il suo impero verso la prossima grande fase.

Non andò esattamente così, uno dei primi leak massicci della storia della musica colpì entrambi i progetti. Attraverso programmi come Napster, diverse canzoni furono scaricate distruggendo la sorpresa e il concept originale dei due dischi.

Il primo ad essere colpito fu ovviamente I Am… che perse metà del suo titolo e fu ripensando con la registrazione di brani supplementari e la ri-distriburazione di altri nel successivo Nastradamous.

Il concept iniziale di I Am…The Autobiography era futuristico, complesso e dannatamente attuale. Nas avrebbe raccontato della sua vita in un modo creativo e originale plasmando la figura fittizia e rappresentativa di Nastradamus.

Si partiva dai momenti passati nel grembo materno (Fetus, successivamente riproposta in The Lost Tapes (2002) passando con i primi conflitti con il padre (Poppa Was A Player) arrivando al successo discografico. Un viaggio che avrebbe portato l’MC a cadere in depressione ed a togliersi la vita (Undying Love) solo per resuscitare con Amongst Kings.

Quest’ultimo brano rimase senza casa, un semplice MP3 che per Nas rappresentava la sua rinascita in profeta nel concept.

“First I see a flashin’ light, then on my own I hear nothin’, the smell of fire in brimstone, I feel hundreds arms grabbin’ me, fallin’ down the hole”

Amongst Kings era l’ultima traccia dell’originale I Am e si concludeva con la rivelazione del titolo di quello che sarebbe stato il prossimo capitolo Nastradamus. La creatività e la voglia di uscire fuori dagli schemi a livello spirituale e umano traspare da tracce come questa, vere e proprie figlie della penna del suo idolo Rakim. I leak si portano via anche uno dei versi più belli scritti dal MC del Queens.

Sometimes I Wonder presentava ancora quel diciassettenne con il dono, questa volta ancora più conscio delle sue potenzialità che esplodevano nel terzo verso.

“you stilla live, I see you in your sister’s face. Are you nerby or lookin’ on, just from a distant place?”

Una contemplazione sulla vita e la morte su di una traccia che conferma del capolavoro che non abbiamo mai avuto nel 1999.

Ma non solo rime, Nas sfruttò il suo successo mainstream per proporre formule musicali ancora giovani nel genere.

Day Dreamin’, Stay Schemin’ presentava due versi cantati e uno rappato….vi ricorda niente di recente nella scena?.

Nonostante non avesse mai visto la luce su di una release ufficiale l’interpretazione di Daydreamin scritta da Kurtis Blow ispirò nel 2012 Rick Ross, French Montana e Drake nella potente Stay Schemin’.

Il grande leak del 1999 danneggiò non poco la carriera di Nas, lo privò di almeno metà dei giudizi che meritava. Quelli di un artista visionario e produttivo che andava ben oltre il saper mettere le parole in rima. Col nuovo millennio e uno dei più grandi scontri che la storia del Rap abbia mai visto, la musica di Nas maturò ancora.

Prossimamente parleremo delle recenti perle nascoste in studio e di come Nasir in persona decise di utilizzarle per consolidare il suo posto nella cultura Hip-Hop.

Grafica di Mr. Peppe Occhipinti.

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