Dani Faiv non è solo Scusate Se Esistiamo: in questa recensione vi spieghiamo il perché.

Che provengano da Teoria del Contrario o da Yoshi, i fan di Dani Faiv erano molto curiosi di sentire il suo nuovo disco ufficiale. Il rapper spezzino veniva da un ottimo The Waiter, seguito da una chiacchierata parentesi feliciona e arcobaleno conclusasi con Fruit Joint + Gusto, e da numerosi collaborazioni che lo hanno reso tra gli under 30 più apprezzati dal pubblico italiano. Questo operato più il marchio Machete come garante han fatto sì che il suo secondo album divenisse uno dei più attesi durante la recente quarantena.

I macheteros hanno deciso, tuttavia, di spiazzare tutti quanti. Poco dopo aver annunciato data e tracklist di Scusate Se Esistiamo, hanno pensato di pubblicare a sorpresa una sorta di EP prima della sua uscita: per poter valutare a pieno il nuovo album di Dani Faiv è necessario analizzarlo nel suo complesso.

dani faiv

Diciassette tracce in totale – più una skit – caratterizzate fin da Scusate da un numero elevato di featuring all’interno dei quali sono presenti sia certezze che gradite sorprese. Se erano abbastanza scontati i nomi dei colleghi di crew, ha stupito i fan trovare la sua ragazza Luana o il comico Filippo Giardina, nella sopracitata skit Mosche Depresse, o anche Fabri Fibra con cui solo l’anno scorso aveva collaborato nella hit Yoshi.

Ascoltandolo in tutti i suoi 51 minuti di durata, si percepisce il suo essere contento e orgoglioso di avercela fatta: erano anni che Dani cercava una via per suonare e ora lo fa, con grande stile – non appena ripartiranno i live, cercate di andarlo a vedere –  però questo non significa adagiarsi sugli allori, anzi. Il classe ’93 non si accontenta affatto, con la sua “mentalità da battle” vuole fare sempre di più, di brano in brano, di progetto in progetto, prendendo le dovute distanza da “cloni” e “mimi” che pullulano nella scena.

Ma c’è l’altra faccia della medaglia: alcuni “demoni” e incertezze non lo hanno mai abbandonato e, soprattutto in Polvere e Detriti, ne sentiamo parlare:

“Io che ho scelto di esser vero nel bene o nel male
Ma a quanto pare se qua sogni ti condannano
Un cuore buono deve subire il doppio, il multiplo
Siamo pedine di un sistema troppo stupido
Io sono quel nessuno che stupisce in pubblico
E sto fumo è così buono che finisce subito”

Gli ha fatto eco Jake La Furia, uno dei featuring più apprezzati del disco, che ha concluso la sua sedici così:

“Non sono affatto fatto tanto per le regole
Ma ho fatto tanto che mi sento sempre un po’ colpevole
Forse la vera forza è essere debole
La felicità è dentro a panette bianche grosse come tegole
Alla fine fra chi se ne fotte
Mi basta perdermi in un cocktail alle tre di notte”

Se a questo brano ci aggiungi alcuni riferimenti in In Peggio o la voglia di rivalsa che si evince in Super – entrambi contenuti nella prima parte – i presupposti per un album ricco di contenuti, riflessioni e giochi di parole su argomenti non scontati c’erano tutti.  Purtroppo – secondo chi scrive – così non è stato.

A differenza dei progetti pre-GameBoy Color, qui i momenti più personali o riflessivi da parte di Dani hanno fatto fatica ad emergere, a discapito di tracce più spensierate come Kyte Sopra Il Tempo, Freddy Friendly o Pezzo Grosso, per non parlare di Weekend A Miami, il brano che più si distacca dallo stile del rapper di Cioilflow, per rime, contenuti e sound stesso. Ma ci sta, sia chiaro: i tempi cambiano per tutti e dopo svariati successi è normale che i propri progetti presentino aspetti e tematiche differenti rispetto quelli che li hanno preceduti, quello che invece ha un po’ deluso è, a tratti, il punto di vista lirico.

Ok, sono rimasti i suoi giochi di parole, le barre con chiusure uguali ma significato diverso, ma è mancata – almeno nella seconda parte – quell’insieme di wordplay o originalità che ti fanno balzare dalla sedia e ti viene voglia di ascoltare e riascoltare, ciò che lo ha reso fin da subito uno dei rapper più originali dello Stivale. Non che siano stati del tutto assenti, ma in diciotto tracce complessive sono quasi una rarità e da uno come Dani ci si aspetta anche altro oltre al flow e alla rima ben riuscita, soprattutto se poi ascolti le collaborazioni uscite anche in concomitanza col disco e ne trovi subito un esempio.

Il 29 maggio, oltre a Scusate Se Esistiamo, è uscito Forever, il primo album ufficiale di Rosa Chemical e al suo interno è presente Slatt con una divertente strofa di Dani dove fa rivivere all’ascoltatore la storica caduta del padre della famiglia Griffin – Rosa ha due levrieri sulla pancia, io ho Peter Griffin quando inciampa – riprendendo poi il verso di Peter e utilizzandolo per chiudere successivamente altre rime. Ok, nulla di eccezionale, ma sicuramente qualcosa di singolare e divertente – che non tutti sono in grado di farlo bene – e che dona quel tocco in più alla sedici, se non al brano intero.

Altri esempi se ne potrebbero fare prendendo in considerazione la collaborazione con Remmy o nei due brani all’interno di Ho Fatto Tardi di Jack The Smoker, ma finiremmo per divagare. Tuttavia, possono servire a far capire a chi legge che Dani Faiv è questo, un rapper che è sempre capace di tirarti fuori la chiusura ad effetto o un concetto originale, peccato che non lo abbia fatto a pieno nel suo secondo album ufficiale, dove sembra abbia scavato al suo interno, ma non fino in fondo.

Questa non è una recensione in cui si vuole sottolineare come Dani Faiv fosse meglio prima, affatto, ma vuol contribuire a far capire a chiunque abbia provato le nostre stesse sensazioni durante l’ascolto che, se vuole, lui può fare molto di più. Con una maggior attenzione al contenuto e alla modalità con cui sa esprimerlo, Scusate Se Esistiamo poteva offrire a tutti quel qualcosa in più che comunque emerge nella prima parte del disco, nelle introspettive Intro – da sottolineare l’ingresso simile a quello di TDC – e Outro della seconda parte e nella sorpresa più grande del progetto, ossia il brano con la sua Luana. Quando si è letto il suo nome accanto alla traccia Easy, era facile pensare ad un pezzo più spensierato o comunque con meno contenuto: fortunatamente non lo è stato, dato che sopra un banger di Frenkie G i due ci hanno parlato degli ostacoli che la loro vita – personale o di coppia – gli mette davanti e che in un modo o nell’altro sono in grado di superare insieme. Il ritornello, poi, è spaziale. Ben fatto.

Scusate Se Esistiamo di Dani Faiv è un buon disco sì, ma gli è mancato quel tocco per renderlo memorabile. Ricordiamoci però che siamo solo all’inizio della sua carriera, teniamoci pronti per i prossimi capitoli che, ascoltando anche solo le ultime barre che lo concludono, non possono che regalarci altre belle pagine da riascoltare e riascoltare:

“Non sono di certo un genio
Sicuramente c’è di meglio, come al supermarket
Con sto disco spero di lasciare il cuore almeno
Per metà scoperto così giochi le tue carte
Oggi che sempre più musica è fatta per moda
So che solo i sentimenti son la meglio droga
Se vuoi essere una stella, pensa e dopo insisti
Perché hai solo punte, se ti abbracciano ferisci”

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