Non Respiro è il titolo del brano appena pubblicato, un omaggio al Black Lives Matter.

Amir Issaa, Davide Shorty e David Blank hanno voluto dare un importante contributo al movimento Black Lives Matter partorendo Non Respiro. Il brano con relativo video ufficiale, pubblicato sul canale YouTube ufficiale del rapper romano con la regia di Pietro Tamaro, è tanto semplice quanto d’impatto.

I volti di persone di diversa etnia, sesso ed età si alternano mentre un nastro nero lentamente copre il loro corpo, dal busto al volto. Il rimando è abbastanza chiaro ed esplicitato già nelle prima barre dello stesso cantante di Tor Pignattara:

“Mamma non respiro se ho un ginocchio sulla faccia
Vivo al centro del mirino da quando sto nella pancia”

Il ritornello da brividi di David Blank e la seconda strofa di Davide Shorti sono allo stesso modo tanto sinceri e diretti quanto potenti, contribuendo alla creazione di una canzone-manifesto per l’uguaglianza. Così anche il rap italiano, dopo aver espresso tutto il proprio sostegno sui social e nei comunicati stampi dei diversi artisti, riesce a rendere tangibile la propria vicinanza ad una problematica che i media continuano a propinarci come distante e legata ad un Paese con un retaggio culturale molto diverso dal nostro, ma che è invece quanto mai attuale.

Questo brano ci regala un nuovo capitolo e alimenta il fuoco della rivolta per il rispetto delle “vite nere” in tutto il mondo, facendo sì che anche dall’Italia le voci e i volti più iconici della lotta al razzismo lancino un messaggio. Ricordiamo infatti che Amir Issaa è da anni impegnato in lotte continue per favore l’integrazione e l’uguaglianza, con Ius Music e il suo libro Vivo per questo su tutto.

“Urlo senza voce, senza peccato messo in croce
Mamma non respiro, No non ce la faccio più
Innocente troppe volte, vita nera senza colpe
Mamma non respiro, no non ce la faccio più”

Guarda di seguito il video di Non Respiro di Amir Issaa, David Blank e Davide Shorty: buon ascolto e buona visione.

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Mi chiamo Marco Carboni e sono uno studente nato a Pesaro. Ho la fortuna di vivere l'HipHop a 360 gradi, producendo per le realtà locali, organizzando un evento chiamato Carpe Riem ma soprattutto scrivendo e descrivendo una cultura che è molto più di quanto può apparire