Era il 27 giugno 2000 quando Lil Kim decise di scuotere il rap game con l’infuocato Notorious KIM.

Sono passati vent’anni da quando uscì Notorious KIM, il progetto musicale più variegato e audace di Lil Kim. Il disco fece da seguito al multiplatino Hard Core, che aveva lanciato la rapper nel panorama mainstream.

Notorious KIM conobbe una lavorazione lunga e travagliata. Dopo la morte dell’amico e amante Biggie, Lil Kim attraversò infatti uno dei periodi più difficili della propria vita. Programmato per il 1999, nell’estate di quell’anno l’album subì un leak selvaggio, che mise in rete ben dodici canzoni inedite.

Kim non si lasciò scoraggiare dall’accaduto e, tornata in studio di registrazione, diede vita alla bomba rap uscita poi con il nome di Notorious KIM. Come si intuisce dal titolo, si trattava non solo di un omaggio al compagno morto qualche anno prima, ma anche una celebrazione della “famigerata” Lil Kim.

Gli Hitmen di Puff Daddy gestirono la produzione, affiancati da un giovanissimo Kanye West. Il risultato finale si presentò come un lavoro fedele alla vena hardcore della rapper, ma allo stesso tempo innovatore e sperimentale. Tanti generi musicali differenti, infatti, furono incorporati dal team di Diddy in questo progetto: tra questi il latin pop, l’r&b, la dance e la musica elettronica.

Fin dalla cover dell’album, Lil Kim ripropose l’immagine da black barbie che tanto l’aveva favorita nel 1996, quando aveva debuttato da solista. Il suo talento innato e un’estetica più che esplicita fecero la fortuna del progetto, arrivato a piazzare – ad oggi – più di cinque milioni di copie in tutto il mondo.

Tra le tacce più significative, spicca sicuramente Lil Drummer Boy. Con questo brano, Lil Kim inscena un processo in cui l’opinione pubblica l’ha messa sotto accusa per aver “minacciato la società” con i suoi comportamenti sconvenienti. La rapper replica di essere cresciuta in un mondo violento, di fronte al quale non poteva rimanere inerte: “loro” hanno ucciso il suo amico – BIG – e di certo non poteva aspettare di essere uccisa a sua volta:

“Pardon me your honor, may I address the bench?/They tryna assassinate me like they did to Larry Flynt/Excuse my persona/I may be hardcore but I’m not Jeffrey Dahmer/Ever since I killed ‘em, I ain’t been in trouble since/It wasn’t my fault, I acted out of self-defense/He killed my best friend (Who’s him?) I mean them””

Nel banger How Many Licks, la rapper celebra invece la propria libertà sessuale elencando tutti gli uomini che compongono la sua collezione. Altrettanto esplicito è il video ufficiale, dove vari esemplari di Lil Kim vengono prodotti ed assemblati in una fabbrica di bambole.

Tra gli ultimi brani, si trova Hold On, un commovente tributo a Biggie in cui le vulnerabili barre della rapper sono accompagnate da Mary J. Blige. Con questa canzone, Kimberly mette a nudo la propria anima per mostrare al mondo un lato inedito fino a quel momento.

La rapper si chiede come sarebbero andate le cose se lei e Notorious si fossero sposati e avessero tenuto il loro bambino invece di scegliere l’aborto. Kim si fa quindi portavoce di un dolore universale e dell’impotenza che chiunque prova di fronte alla morte:

“Sometimes I sit and think how it would be if we was married/Of if I woulda kept the child that I carried/So to my ladies, don’t think I haven’t walked in yo shoes/Or thought this was only happenin’ to you, righ’/Here’s my shoulder, you can lean on this boo/Cuz trust me, I know exactly what you’re going through”

Reduce da anni terribili, Lil Kim riuscì a tirar fuori il meglio di sé dando vita ad uno sforzo discografico che la consacrò definitivamente come una delle colonne portanti del genere. Questo anniversario ci permette quindi di recuperare uno degli album rap più interessanti della scena musicale: non c’era infatti modo migliore per inaugurare il nuovo millennio.

Potete recuperare Notorious KIM di Lil Kim cliccando sul link che trovate qua sotto. Fateci sapere la vostra dopo avergli dato un ascolto… enjoy!

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