Guè Pequeno ha lanciato l’app Mr Fini Experience e ha svelato nuovi e interessanti dettagli sul nuovo album in un’intervista rilasciata al Corriere della Sera.

Dopo aver annunciato ufficialmente la release di Mr.Fini (fissata per il 26 giugno) Guè Pequeno ha rilasciato un’intervista molto interessante al Corriere della Sera, dove ha svelato alcuni dettagli riguardanti la lavorazione e la natura del suo nuovo disco (ma non solo). In contemporanea, lo stesso Pequeno ha lanciato l’applicazione Mr Fini Experience sviluppata da AnotheReality e disponibile sui sistemi iOs e Android – nella quale gli utenti potranno interagire in un’ambiente appositamente ricreato in diversi modi: lanciare delle freccette per svelare la tracklist provvisoria, giocare a scacchi per scoprire i featuring o inserire dei codici per ascoltare le preview di alcuni brani, seguendo il profilo Instagram dell’artista e di Spotify Italia.

Tornando all’intervista rilasciata al Corriere, Guè non sembra essersi risparmiato in alcun modo, esprimendo la sua opinione sulla questione razziale in Italia con tanto di provocazione (“Ghali è un fake: appartiene all’universo fashion e non sarà mai un idolo per le persone di colore“), sul tema coronavirus inserito nei pezzi (“Che retorica.. Roba da Serie C) e sulla differenza rispetto al suo precedente album Sinatra (Quel disco fotografava un momento storico, era ludico. Questo vuole rimanere.“).

Sul nuovo album ha invece speso parole importanti, paragonandolo fortemente all’immaginario cinematografico di cui si è sempre nutrito:

“Nel disco c’è lo Scorsese di The Irishman e anche l’amarezza di Casinò. Ma anche i film di Jason Statham e quelli di Mafia. E’ la parabola cinematografica di un personaggio come Ray Liotta di GoodFellas che poi finisce per mostrarne anche la paranoia verso la fine.”

Sul lato puramente tecnico del nuovo disco si è invece espresso così:

Ho cercato di avere un suono senza tempo e ispirato da tutti tempi: anni 80, il reggae, anni 90. Non è un disco di tendenza, non volevo fare quello che fanno tutti. Artisticamente e tecnicamente è un disco maturo. È in parte cupo perché riflette cose vissute negli ultimi anni. Ci sono temi più meditati rispetto al passato e nemmeno un episodio trash. Non arriverei a definirlo elegante, restano temi vietati ai minori di 14, ma sobrio sì”.

Sulle sue ispirazioni dell’ultimo periodo ha invece detto:

Ho sfruttato molto il lago e la natura. Ho letto moltissimo: Buzzati, Chandler, “I diari dell’eroina” di Nikki Six. Ho anche scritto un soggetto per una serie tv su teenager cattivi, ma non necessariamente storie di strada.

Nell’intervista inoltre veniamo a conoscenza di come Saigon sarò il primo singolo estratto (forse in uscita venerdì).

Sotto inoltre, trovate la tracklist provvisoria cui accennavamo e la lista completa dei featuring presenti, che fa presagire un’ampia varietà nel sound ma anche un forte attaccamento allo stile inconfondibile cui ci ha sempre abituato.

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