Il freestyle italiano e YouTube: quali sono i numeri degli ultimi anni?

Questo articolo si propone come un’analisi dei numeri ottenuti dalle battle italiane di freestyle, con un focus sull’andamento del suo principale canale di streaming: YouTube. Si specifica subito che le successive osservazioni si basano sui dati relativi alle sole visualizzazioni dei video, le quali sono un indicatore della visibilità e dell’importanza di un evento, ma che in una ricerca a 360° andrebbero contestualizzate e messe in relazione alla qualità della competizione e all’apporto fisico del pubblico.

Gli anni presi in considerazione sono quattro: 2016, 2017, 2018 e 2019. Questo in quanto la maggior parte dei video legati al freestyle sono stati caricati in questo quadriennio, il quale coincide anche con la sua diffusione al grande pubblico. Le battle prese in considerazione sono 11, ovvero quelle di medio-alto livello con almeno due edizioni alle spalle (vedi: Legenda, in calce all’articolo) e con un caricamento più o meno costante dei video su canali ufficiali o non. I canali best of selezionati sono 8, scelti in base al maggior numero di visualizzazioni raccolte.

L’analisi

Il primo dato utile per far comprendere la visibilità che ha guadagnato il freestyle negli anni è relativo al numero totale delle visualizzazioni dei video delle battle su YouTube: 37.146.707. Con questo trend e così ripartite:

Appare subito evidente come la discrepanza sia enorme tra le views dei canali ufficiali e quelle dei canali non ufficiali, a testimoniare come la maggior parte delle battle di livello curino direttamente la pubblicazione dei propri contenuti sui propri canali.

Il podio dei canali ufficiali con più visualizzazione è composto da:

  1. Mic Tyson con 6.986.946
  2. Mic Scrauso con 4.157.312
  3. Alley Oop con 1.834.021

Il video che ha più visualizzazioni è lo scontro tra Frenk e Shekkero al quarto di finale del Mic Tyson 2017 con 853.000 visualizzazioni. Sfida impressionante con il minuto ad argomento del rapper di Cassino che è entrato di diritto nella storia del freestyle.

Un altro dato interessante deriva dal fatto che i best of ricoprano quasi il 45% delle views totali.

Una motivazione potrebbe essere più chiara seguendo l’andamento annuale:

L’andamento del numero dei video pubblicati è stabile nel triennio 16-18 (media di 26 video), mentre subisce un’impennata nel 2019 (60 video). Non si può dire lo stesso per le visualizzazioni, la media per i 78 video del triennio è di 176.478, mentre per i 60 video del 2019 è di 47.667.

I 26 video pubblicati nel 2016 hanno riscosso oltre 8 milioni e mezzo di views, più della somma delle visualizzazioni dei 3 anni successivi (8.064.314 visualizzazioni). Non avendo a disposizione i dati relativi alle visualizzazioni avvenute in ogni singolo anno, possiamo ipotizzare che il numero sia così elevato per due motivi:

  • i video di questo anno hanno raccolto e concentrato spezzoni di oltre 10 anni di freestyle prelevandoli da filmati che erano sconosciuti ad una buona fetta di pubblico, diventando virali;
  • i video in oggetto hanno avuto più tempo per immagazzinare visualizzazioni rispetto a quelli degli anni successivi.

Per esplorare più nel dettaglio il secondo punto, possiamo dividere le visualizzazioni di ogni video per il numero di anni in cui è stato online, al fine di creare dei dati di visualizzazione annuale media, in questo caso pari a: 2.140.247,25 per il 2016, 1.066.111,67 per il 2017, 1.002.982,5 per il 2018 e 2.860.014 per il 2019. Basandoci su questi numeri, notiamo un aumento del 285% nell’ultimo anno rispetto alle visualizzazioni nel 2018.

È chiaro che questi dati rispecchiano parzialmente la realtà, in quanto un video caricato su YouTube spesso raccoglie più visualizzazioni nel primo anno di quanto faccia in quelli successivi (se ad esempio nei prossimi due anni i video del 2019 raccogliessero un altro milione e mezzo di visualizzazioni, la media annuale sarebbe pari a 1 milione e quattrocento mila, la metà di quella attuale).

Il primo punto ci permette invece di ragionare sul fatto che i video dei best of abbiano avuto un’indubbia importanza nel far conoscere il mondo del freestyle a tanti utenti che ne ignoravano l’esistenza, con tutti i pro e i contro del caso. I pro sono relativi al fatto che, nonostante non si disponga di dati certi, la percezione di organizzatori e freestyler è che il pubblico del freestyle sia lievitato negli ultimi anni, coinvolgendo non solo addetti ai lavori ma sempre più persone che non hanno neanche un legame con la musica rap, in parte sicuramente grazie anche a questi video. I contro sono invece relativi al fatto che i conoscitori superficiali della disciplina si siano fermati ad una concezione del freestyle legata quasi esclusivamente agli “insulti” e alle punchline, ignorando tanti aspetti come il flow, la metrica e le citazioni che spesso non possono essere estrapolati dal contesto.

I video best of pubblicati nel 2016 hanno oltre il doppio delle visualizzazioni dei video interi delle battle (canali ufficiali e non ufficiali) pubblicati nello stesso anno, mentre nel 2019 la situazione è quasi l’opposto, mostrando come ora il pubblico preferisca analizzare nel dettaglio un contest nella sua interezza e non fermarsi agli “spezzoni” scelti e montati da altri.

Ponendo il focus sull’andamento dei canali YouTube negli anni, i dati appaiono così:

Nello specifico:

Per quanto riguarda i canali ufficiali si nota come il 2018 ed il 2019 siano in controtendenza rispetto alla percezione che il freestyle abbia avuto la definitiva consacrazione nell’ultimo anno, mentre subisce un’impennata il dato dei canali non ufficiali.

La chiave di lettura è abbastanza scontata e riguarda il motore principale del mondo delle visualizzazioni del freestyle: il Mic Tyson. L’evento di Nitro e DJ MS contribuisce ogni anno per una quota molto importante di tutti gli occhi puntati sul mondo del freestyle, rispettivamente il 69% nel 2016, il 54% nel 2017 ed il 32% nel 2019. È chiaro che nel 2018, anno di pausa per il Mic Tyson, per i canali ufficiali sono venute a mancare 5 milioni di ipotetiche visualizzazioni*, mentre nel 2019 il numero delle visualizzazioni “perse” potrebbe essere molto più alto ancora. Infatti i video di questa ultima edizione non sono stati caricati su YouTube a causa di alcuni problemi tecnici, ma se ciò fosse avvenuto i numeri sarebbero sicuramente stati impressionanti (basti pensare che 52.000 utenti unici si sono connessi alla diretta su Twitch).

Il conto dei canali non ufficiali subisce invece un’impennata grazie alle oltre 1 milione e 400 mila visualizzazioni di video caricati (presumibilmente senza consenso) su YouTube del Mic Tyson 2019 per i problemi sopracitati.

Escludendo tutte le visualizzazioni del Mic Tyson maturate negli anni, si può notare come l’andamento delle visualizzazioni sia più lineare:

La leggera diminuzione della pendenza nel 2019 può essere dovuta soprattutto al fatto che i video del freestyle raccolgono views in maniera costante per un intervallo di tempo piuttosto lungo, quindi necessitano di lasciar passare qualche mese per raggiungere cifre più alte. Inoltre, un altro meccanismo che entra in gioco nel mondo delle battle, è relativo al fatto che guardare video di battle nuove invoglia a guardare video meno recenti, per cui l’annullamento della maggior parte degli eventi del 2020 contribuisce in maniera forte a questa flessione.

Concludiamo questa piccola parentesi con una provocazione: quale potrebbe essere la strada per ridurre la “dipendenza” in fatto di visualizzazioni del freestyle italiano da un singolo evento? Questo divario in fatto di visualizzazioni si concretizza nella percezione che il Mic Tyson sia ad un altro livello rispetto agli altri eventi italiani?

Ora un breve escursus sul fronte economico.

YouTube prevede delle partnership con i canali che soddisfano alcuni requisiti come: almeno 1.000 iscritti, almeno 10.000 ore di visualizzazione dei propri video nell’ultimo anno e la mancanza di segnalazioni per la violazione del copyright.

Grazie alla partnership è possibile monetizzare i propri contenuti. In maniera indicativa circa il 15%-20% dei video caricati possono essere monetizzati, con delle entrate variabili (tra i 0.50$ e 1$ ogni mille riproduzioni uniche, cioè effettuate da utenti diversi).

Partendo dai parametri sopracitati, abbiamo provato a calcolare le visualizzazioni monetizzabili** approssimative per ogni tipologia di canale, insieme alla stima delle somme racimolate:

Le entrate stimate sono state calcolate moltiplicando le views per 0,75$ (pagamento medio per view), anche se in realtà entrano in gioco il CPM (costo per mille visualizzazioni) ed il discorso è un po’ più complesso di questo. Si ottengono quindi dei valori piuttosto bassi, in quanto relativi a 4 anni di streaming, con un totale degli introiti ipotetici di 4.179,00$.

Di questi, escludendo i canali non ufficiali ed i best of, i quali potrebbero aver subito dei reclami per violazione del copyright e quindi non aver ottenuto la partnership, 2.034,98$ appartengono ai canali ufficiali: circa 508,75$ all’anno, una cifra piuttosto irrisoria.

Questi calcoli (teorici) non sono per fare i conti in tasca agli organizzatori, ma ci permettono di porci delle domande importanti: il freestyle potrebbe necessitare di una piattaforma in cui caricare ufficialmente i propri contenuti passati e futuri con delle royaltes maggiori? Con un progressivo innalzamento dei costi variabili (come il cachet degli artisti e le spese pubblicitarie), attingere ad altri fondi sfruttando la longevità e la ciclicità dei video delle battle potrebbe essere molto importante.

Conclusioni

Il fine di questo report è riassumibile nella volontà di fare uno spaccato del freestyle italiano pre COVID-19, per analizzare una delle sue tante sfaccettature. Fermarsi a ragionare sui punti critici è un’attività indispensabile per migliorarsi, ci auguriamo che questa analisi possa servire al movimento stesso del freestyle italiano per esplorare le sue potenzialità ancora inespresse e interrogarsi su come migliorarsi.

Per trarre le conclusioni, il freestyle italiano è una macchina che incamera costantemente visualizzazioni su YouTube, prolungando in maniera considerevole il focus d’attenzione di eventi che spesso iniziano e finiscono nell’arco di poche ore. Emergono tuttavia delle criticità proprie di questo sistema, in particolar modo una forte interdipendenza da un unico evento che sta scavando un solco tra sé e gli altri, unita ad una carenza nel riconoscimento economico delle visualizzazioni dei contenuti caricati che, se colmata dall’utilizzo di diverse piattaforme di streaming o da forme di sponsorship legate direttamente alle visualizzazioni dei video pubblicati, potrebbe rappresentare una solida fonte di introiti per il futuro.

 

Legenda

Alcune precisazioni:

  • per canale ufficiale si intende il canale YouTube ufficiale appartenente agli organizzatori di una battle, oppure un canale affiliato a cui è stato formalmente consentito di pubblicare i propri video;
  • per canale non ufficiale si intende un canale YouTube non direttamente collegato all’organizzazione che ha pubblicato uno o più video di una o più edizioni di un evento;
  • per best of si intende un canale YouTube che ha pubblicato uno o più video relativi alla raccolta di spezzoni di battle, accorpandoli per competizione, anno, MC o caratteristica qualitativa (ad esempio “Le migliori rigirate/incastri/extrabeat del…”);
  • non è stato possibile distinguere le visualizzazioni organiche da quelle frutto di inserzioni, quindi verranno considerate tutte organiche;
  • non è stato possibile conteggiare le visualizzazioni di un video avvenute in un determinato anno, quindi il numero riportato è complessivo;
  • tutti i dati presenti sono stati raccolti in data 30/04/2020.

Gli 11 canali ufficiali presi in considerazione sono relativi alle seguenti battle:

  1. Alley Oop
  2. Carpe Riem
  3. Fight Club
  4. Freestyle Mania (battle con una sola edizione alle spalle ma con numeri e futuro da grande evento)
  5. Mic Scrauso
  6. Mic Tyson
  7. Outbreak
  8. Tecniche Perfette
  9. Tritolo
  10. Urban Jam
  11. Ya know the name

*dato ipotizzato considerando le 4.352.116 visualizzazioni dell’anno precedente e prevedendo un leggero aumento

** Le views monetizzate sono state calcolate come il 15% delle views totali, considerando che:

  • la stima delle visualizzazioni monetizzabili per un canale standard si attesta tra il 15 ed il 20%;
  • preventivamente deve essere comunque raggiunta la partnership con YouTube, pubblicando quindi dei video che non potranno essere monetizzati;
  • una parte dei video viene sistematicamente resa non monetizzabile da YouTube perché contiene contenuti classificati come “non appropriati” (parolacce, bestemmie, riferimenti espliciti a violenza…).

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Mi chiamo Marco Carboni e sono uno studente nato a Pesaro. Ho la fortuna di vivere l'HipHop a 360 gradi, producendo per le realtà locali, organizzando un evento chiamato Carpe Riem ma soprattutto scrivendo e descrivendo una cultura che è molto più di quanto può apparire