Oggi Localz Only di Noyz Narcos e Fritz da Cat compie cinque anni: vi spieghiamo perché è uno degli ultimi classici del rap italiano.

Il 1 ottobre del 2013 Fritz Da Cat rilasciava l’album Fritz, 14 anni dopo Novecinquanta (1999) e 12 anni dopo The Album, con la Basley Click formata da Fede dei Lyricalz e da Fabri Fibra degli Uomini di Mare. Un lungo silenzio quello del produttore genovese, che non ha certo bisogno di esser giustificato; ma qualora cercaste più risposte al riguardo trovate un’intervista su YouTube interessantissima realizzata con Bassi Maestro in Down With Bassi.

Fritz rappresenta un ritorno illustre per il rap italiano, che può finalmente riappropriarsi di uno dei suoi monumenti,  grazie al quale oggi possiamo raccontare con un certo vanto della nostra Golden Age. Fritz risulterà essere in seguito una gradevole sorpresa, riuscendo a riportare in auge la produzione campionata (quasi tutte le tracce contengono dei samples, diversi legati al rap italiano) e sperimentando la presenza di artisti di generazioni differenti, come testimonia la traccia Never che vede insieme Guè Pequeno, Nitro e MadMan; inoltre anticipò di un anno Zero Kills di Night Skinny, che ad oggi è il più prolifico per quel che riguarda la realizzazione dei producer album.

In Fritz erano contenute parecchie perle tra le quali With Or Without it, che sanciva la prima collaborazione ufficiale con Noyz Narcos. Quella fu probabilmente la traccia più fortunata del disco, tanto che ne uscì un video (bellissimo, diretto da Mauro Russo) e fece intuire come l’alchimia tra i due fosse davvero importante. Come lo stesso Fritz ha poi affermato, la traccia nacque dalla sua ammirazione verso Noyz in quanto uno dei suoi rapper italiani preferiti, il quale inizialmente scrisse le sue strofe su un beat totalmente differente da quello finale, rivisitato e poi impreziosito anche dagli strumenti dei Calibro 35.

Due anni dopo, quella collaborazione divenne la scintilla per un fuoco molto più grande, ovvero il loro disco collaborativo: Localz Only. Ricordo ancora come – già in anticipo sui tempi – Noyz condividesse su Facebook diversi scatti legati alle loro session di scrittura e registrazione del disco, introducendo davvero una formula di attesa nei suoi fan, quello che in modo inflazionato oggi chiamiamo “hype”.

Ma nel 2015 i social non erano la cosa più importante del rap italiano, e questa ispirazione reciproca tra i due artisti non era dettata da altro se non dalla voglia di scrivere una pagina importante della storia del genere, e credo ne fossero consapevoli entrambi durante il suo concepimento.

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Localz Only esce in un anno d’oro per il rap italiano, il 2015; un’annata che ha posto le basi per il rinascimento del genere in  Italia, con dischi come Vero, Status e Squallor che non hanno bisogno – a 5 anni di distanza – di nessuna presentazione. Ma Localz Only, secondo il parere di chi scrive, deve esser considerato oggi un classico del rap italiano tanto quanto i dischi citati in precedenza. La differenza tra questi lavori è che i primi hanno sfondato le porte del mainstream, mentre Noyz e Fritz sono rimasti nell’ambiente per il quale questo disco è nato: per la cultura del genere.

Ma quando possiamo definire un disco come “un classico”?

Un classico può significare tante cose: tra i vari significati scelgo quello che lo definisce come “la cui influenza non ha tempo ed il cui patrimonio è inesauribile”. Questo è Localz Only, un classico senza tempo, che tu lo ascolti ora per la prima volta o che tu lo abbia consumato nel corso degli anni. Localz Only sarebbe un classico anche se fosse uscito nei primi anni 2000, e sarebbe potuto tranquillamente accadere vista la lunga carriera degli artisti coinvolti e del sound ricercato che popola l’intero disco.

L’ispirazione per la nascita del disco è venuta fuori – oltre che da un’ovvia affinità artistica – da un immaginario condiviso fatto di film (come Tremors) e musica, che attinge principalmente al genere horror/fantascientifico degli anni ’90 e da un’attenta ricerca sulla musica country e rock/blues. Se fosse un panorama, Localz Only sarebbe un deserto, come suggerisce la copertina realizzata da Andrea Magiri e come lo stesso Fritz ha definito il flow di Noyz nel disco:

Questo disco ha un flow che mi piace definire desertico

13 tracce complessive, di cui un Interludio ed un Outro (Money & Egos) strumentali, per un totale di 35 minuti di ascolto. Le produzioni sono interamente curate da Fritz (eccetto qualche co-prod) e quasi tutte le tracce hanno un samples, che spesso impreziosisce le liriche di Noyz. Come non citare Can’t Stand It No More presente in Dal Tramonto All’Alba (tra le più belle del disco) o How Can You Win presente nella title track, che è davvero un manifesto, non solo per il disco ma per la cultura intesa in senso lato.

Localz Only è un disco citazionista, esattamente come lo è l’Hip-Hop. E non lo è soltanto per i campionamenti, non lo è soltanto per le barre di Biggie presenti in Monumenti ma lo è nella sua natura, sin dalle prime barre che ha scritto Noyz e dal primo suono che ha prodotto Fritz.

 Perché Localz Only è così importante per il rap italiano?

Localz Only nasce in un periodo di transizione per Noyz Narcos ai cui estremi si pongono Monster ed Enemy. Mentre il primo ci racconta di un artista in conflitto con una dimensione che lui stesso ha costruito ma che inizia a stargli stretta, il secondo è un masterpiece della maturità: un altro di quei dischi del rap italiano che non avranno competitors, per lavorazione, coerenza e qualità del prodotto finale.

Il disco con Fritz arriva in una fase di mezzo per Noyz e questa è forse una fortuna perché l’ispirazione giganteggia ad ogni barra e sembra che Noyz non ne abbia voluto lasciare fuori neanche un po’. Non c’è una rima fuori posto (forse qualche ripetizione che però è cifra stilistica), non c’è una dannata citazione messa nel posto sbagliato e soprattutto non si intravede alcuna forma di invecchiamento in quelle metriche ed in quei flow.  Pur rimanendo fedele al suo linguaggio, alla crudezza delle sue barre e da uno slang onnipresente, Noyz porta alla massima forma la sua arte. Strofe come quelle contenute in World Ain’t Ready for Me o in Polvere di Stelle le senti dritte allo stomaco, così come è impossibile rimanere indifferenti a certi versi estrapolati da Black Box o da The Chef, dove Noyz fa letteralmente a fette i beattoni di Fritz.

E se è vero che le liriche sono l’elemento che distingue l’arte dal prodotto nel rap, in questo disco Noyz fa scuola a più generazioni.

“Non tradire mai come Neffa e Castellana
Pagala cara questa vita puttana
Ti insegneranno il male, solo quello sanno fare
Senza indietreggiare, io e ‘sti stronzi sanguiniamo uguale”

I featuring sono pochi, ma inseriti attentamente nel contesto desertico di cui vi parlavamo.

Respect The Hangover è ancora oggi uno dei banger più forti che potete trovare in giro e Salmo nella strofa in Dal Tramonto all’Alba ci fa emozionare parecchio.

Localz Only è un classico (l’ultimo?) del rap italiano perché racconta la storia del genere grazie allo spessore degli artisti coinvolti, che abbracciano insieme l’intera storia del rap in Italia. Le produzioni oltre ad essere inconfondibili non hanno un tempo di invecchiamento, perché quando fai un certo tipo di ricerca e hai un certo nome sai che devi alzare l’asticella:  vi invito ad andare a scoprire su Genius tutti i samples coinvolti nella stesura del disco.

Se non doveste essere d’accordo, vi chiedo di pensare con attenzione ad un altro disco che possa esser definito tale uscito negli ultimi 5 anni, escludendo i già citati. Sono abbastanza sicuro che non lo troverete ma, eventualmente, lascio di seguito le parole che Noyz disse al riguardo, che poi spiega anche il titolo scelto:

“Localz Only è un po’ come quei cartelli di avvertimento. Avvisa l’ascoltatore del fatto che questo disco non è per tutti. Nel senso, può piacere a tutti, ma se a uno non piace… se ne può anche andare affanc*lo!”

 

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