Diciotto anni dopo la sua pubblicazione, Rancore ha reso invisibile Il mio nemico di Daniele Silvestri.

Era il lontano 2002 quando Daniele Silvestri pubblicava Unò-Dué, il suo quinto album contenente quello che avrebbe definito “il testo più politico che avesse mai scritto”: il brano si chiamava Il mio nemico, campionava l’evocativo flauto di pan degli Inti Illimani, citava La guerra di Piero di Fabrizio De André e arrivava dopo due eventi – gli attentati dell’11 settembre e il G8 di Genova – che più di tutti avevano drammaticamente sconvolto l’inizio del nuovo millennio, rimanendo indelebili nella memoria collettiva e individuale.

Il pezzo non solo rimane tuttora fra i più celebri e apprezzati del cantautore romano, ma diventò a buon diritto un manifesto militante e generazionale contro ogni genere di potere – sia esso politico, economico o militare –, contro quel nemico così difficilmente identificabile eppure così multiforme e inesauribile. Un nemico tanto pericoloso quanto invisibile.

Ed è proprio Il mio nemico invisibile il titolo dell’ultima fatica della ormai consolidata coppia formata da Daniele Silvestri e Rancore, il cui sodalizio era nato l’anno scorso in occasione della partecipazione al Festival di Sanremo con Argentovivo. Il legame artistico fra i due però non si è interrotto una volta varcata la soglia d’uscita dall’Ariston: durante il suo ultimo tour infatti, Silvestri ha voluto con sé il rapper di Segui me, che sui palchi dei più importanti palazzetti italiani ha portato una piccola parte del proprio repertorio riarrangiati per l’occasione. Tra questi c’erano anche Invisibile e Non esistono, storici brani nati dalla collaborazione fra Rancore e Dj Myke, che hanno trovato la loro naturale collocazione tra le parole de Il mio nemico.

Da qui quindi la scelta di ricreare in studio la magia del palco, arricchendo il brano – già di per sé più attuale che mai – di nuove barre ermetiche e investendolo di un ulteriore significato (anche in virtù del periodo che stiamo vivendo), come ha spiegato lo stesso Rancore:

“Non sapevamo cosa sarebbe accaduto e come le cose si sarebbero evolute, ma l’esigenza che entrambi avevamo di raccontare quello che vedevamo e di comunicare sensazioni e pensieri ci ha spinti a continuare la costruzione del brano, a scrivere dei nuovi versi e vederlo come un racconto dei tempi che abbiamo vissuto.
Così nasce Il mio nemico invisibile. Un viaggio nel tempo che però ci dà la sensazione di essere nel presente perché ogni singola parola sembra scritta oggi. Forse è per questo ho la sensazione che è una vita che parlo di questo periodo.
È emozionante sentire quelle strofe mischiarsi ad una canzone con cui sono cresciuto.”

Il mio nemico invisibile è inoltre il secondo capitolo di un nuovo e misterioso percorso artistico di Rancore, iniziato lo scorso 12 maggio con Lost in the desert (un brano che vede ancora una volta la collaborazione di Daniele Silvestri insieme con – tra gli altri – Venerus, Rodrigo d’Erasmo e Mace, dedicato a tutti coloro che lavorano dietro le quinte del settore musicale, certamente uno dei più colpiti dalla crisi) e a cui già domani si aggiungerà il terzo e ultimo capitolo, Razza Aliena, con la speranza che questa trilogia di maggio sia il preludio di qualcosa di più.

Del resto, sono passati ormai due anni da Musica Per Bambini, l’ultimo progetto discografico di Rancore, e noi (soprattutto dopo l’ottima esperienza sanremese di quest’anno) non vediamo l’ora di poter ascoltare un nuovo album di Tarek, che ancora una volta si riconferma una delle penne più straordinarie e ricercate del rap italiano.

Puoi ascoltare Il Mio Nemico Invisibile premendo play qui sotto. Buon ascolto!

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