Heavy Is The Head è il primo disco che “vivisezioneremo” in questa nuova tipologia di approfondimento (ispirata al body parts concept di Persona di Marracash).

Heavy is the Head – il cui titolo è una citazione all’Enrico IV di William Shakespeare – è il secondo album in studio di Stormzy, rapper inglese di origini ghanesi che in patria è considerato una vera e propria icona, per grandi e piccoli (non per Boris Johnson, attuale primo ministro, come vedrete in seguito).

Nonostante abbia solamente due album ufficiali all’attivo, i traguardi raggiunti dall’artista 26enne sono molteplici: nel 2018 Gang Signs and Prayer (album d’esordio) gli ha fatto guadagnare i premi di miglior artista e miglior album britannico ai Brit’s Awards che, nell’edizione 2020, lo vedono ancora protagonista nelle medesime candidature grazie al nuovo album. Inoltre, è stato il primo artista proveniente dal grime ad esser scelto come headliner al prestigioso festival di Glastonbury.

Il suo rapper preferito è Jay-Z, non ama che la sua musica sia contestualizzata esclusivamente nel grime (genere da cui proviene) ed il suo status non è legato soltanto alla sfera artistica ma anche a quella sociale: Stormzy ha scritto un libro, ha istituito una borsa di studio universitaria a Cambridge destinata alle minoranza etniche ed ha finanziato una piccola casa editrice per permettere la pubblicazione di giovani autori, anch’essi di colore.

Il suo attivismo gli è costato diverse critiche oltremanica ma, fortunatamente, la sua buona fede gli ha permesso di primeggiare ogni tipo di ostilità: da chi lo accusava di razzismo “inverso” sino a Wiley, mentore suo e della grime, che gli si è rivoltato contro per aver “sfruttato il genere per fini commerciali”. Il risultato è Heavy is The Head, l’album della consacrazione, che ne racconta l’ascesa tramite timori, fantasmi ed amori infranti, oltre che tracciare un nuovo capitolo del suo incredibile percorso umano.

Heavy Is The Head è il primo disco che “vivisezioneremo” in questa nuova tipologia di approfondimento (ispirata al concept di Persona di Marracash, come spiegheremo più avanti), legato a quattro concept album di quattro artisti differenti per provenienza ed età, che non hanno soltanto raccontato la propria auto-affermazione ma l’hanno trasformata in una biografia profonda ed intima, dentro la quale possiamo scorgere i tratti più nascosti della persona, dell’artista e del contesto nel quale si sono formati. L’obiettivo è quello di sviscerarne il più a fondo possibile i contenuti ed i numeri presenti al loro interno.

Per qualsiasi dubbio,o una miglior comprensione di quanto vi sto per presentare, troverete la Legenda a fine articolo, nella quale vi spiegherò nel dettaglio i criteri di ogni scelta.

INFORMAZIONI GENERALI

Data di rilascio: 13 Dicembre 2019

Numero di tracce: 16

Featuring: Headie One, Tiana Major9, YEBBA, H.E.R., Aitch, Ed Sheeran, Burna Boy

Certificazione: Disco d’Oro (Regno Unito– + 100.000 copie; Danimarca – +10.000 copie)

COMPOSIZIONE  (Denti; Muscoli; Cuore; Ego; Polmoni)

DENTI (18,75%) 

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 Tracce:

  • One Second – Featuring: E.R. – Prod By: Owen Cutts – Minuti: 4:01 – Parole utilizzate: 400
  • Vossi Bop –  Prod By:  Chris Andoh – Minuti: 3:17 – Parole utilizzate: 598
  • Wiley Flow – Prod By: Y, AdotSkitz, !llMind – Minuti: 3:28 – Parole utilizzate: 478

Spiegazione scelta:

Nei brani selezionati per quel che riguarda i Denti, troviamo una traccia dedicata al collega Wiley (Wiley Flow), uno dei padri della Grime, che da l’inizio ad una faida che ha visto un pesante botta e risposta tra i due.  Vossi Bop e One Second, invece, rappresentano il primo l’avversione contro la politica UK ed il secondo contro un’industria musicale che tende sempre più a fagocitare gli artisti ed a reprimerne la creatività, con forti conseguenze sulla loro salute mentale.

Barre significative (rappresentative):

So I took like a quarter from the shelf
Spent like a hundred on my mum
Then about one-forty on myself
The Mille, I sport it like Pharrell
But I got the Nautilus as well

All of the stories that I’ve lived, my nigga
These are the the stories that I tell”

Wiley Flow

“Rule number two, don’t make the promise
If you can’t keep the deal then just be honest (Just be honest)
I could never die, I’m Chuck Norris (Chuck Norris)
Fuck the government and fuck Boris (Yeah)

–  Vossi Bop

“I am not the poster boy for mental health
I need peace of mind, I need to center self
The cover of the NME that shit made me resent myself”

One Second

 

MUSCOLI (31,25%)

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Tracce:

  • Audacity – Featuring: Headie One – Prod By: Fraser T. Smith – Minuti: 4:06 – Parole utilizzate: 591
  • Bronze – Prod By: Jay Weathers, Cardiak – Minuti: 2:26 – Parole utilizzate: 336
  • Handsome – Prod By: T-Minus, Frank Dukes – Minuti: 2:33 – Parole utilizzate: 458
  • Own It – Featuring: Ed Sheeran, Burna Boy – Prod By: Fred Again – Minuti: 3:37 – Parole utilizzate: 384
  • Pop Boy – Featuring: Aitch – Prod By: Fred Again, Toddla T– Minuti: 2:33 – Parole utilizzate: 582

Spiegazione scelta:

Qui troviamo le tracce per l’appunto più “muscolari”, dove l’artista mette in mostra tutta la sua tecnica e la sua confidence senza necessariamente scavare troppo a fondo in sé stesso. Tra quelle che spiccano di più ci sono sicuramente Bronze, per la metrica, Pop Boy, per la parodia alla nota serie Top Boy, ed Audacity per la forte risonanza mediatica ricevuta.

Barre significative:

“They wanna buy the flavors that we smoke
I said fuck that, you get free smoke
If I say this, they might revolt
But I’m the king of grime by default”

– Bronze

“Hi there, welcome to my town, yeah, I run it here
Been the top boy for a couple summers here
And I’m poppin’ like the kente that my mama wears, yeah”

– Pop Boy

“When Banksy put the vest on me
Felt like god was testin’ me”

– Audacity

CUORE (6,25%)

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Tracce:

  • Lessons – Prod By: Ed Thomas – Minuti: 3:08 – Parole utilizzate: 510

Spiegazione scelta:

Lessons è l’unica traccia d’amore del disco. È stata scritta in 2-3 mesi come affermato dallo stesso Stormzy, per far sì che ogni parola non fosse fuori posto e che raccontasse fedelmente la storia di un amore finito: quello con la sua ex partner, la conduttrice Maya Jama.

Barre significative:

“You gave me the world and then I gave you disrespect
Hand on my heart, this is my biggest of regrets
Thought I’d say it here than rather fling it in a text
Until you’re ready to forgive I’m always wishing you the best but”

EGO (31,25%)blank

Tracce:

  • Big Michael – Prod By: Fred Again – Minuti: 2:27 – Parole utilizzate: 406
  • Crown – Prod By: Jimmy Napes, Mj Cole – Minuti: 3:34 – Parole utilizzate: 352
  • Rachael’s Little Brother – Prod By: Y – Minuti: 5:38 – Parole utilizzate: 1080
  • Rainfall – Featuring: Tiana Major9 Prod By: Jay Weathers – Minuti: 3:18 – Parole utilizzate: 438
  • Superheroes – Prod By: AoD, Jay Weathers: – Minuti: 3:32 – Parole utilizzate: 435

Spiegazione scelta:

In questa sezione ci sono le tracce più riflessive di Heavy is the Head, dove Stormzy racconta sé stesso (nessuna delle tracce scelte contiene un featuring) e lo status raggiunto, elevando al massimo le sue capacità di scrittura. Tra queste vi sono l’auto-celebrativa Big Michael, la traccia madre che sviluppa il concept del disco, Crown, e una delle tracce preferita dello stesso artista, insieme a Wiley Flow: Rachael’s Little Brother, nella quale si definisce “il poeta più grande del suo Paese”.

Barre significative:

“Henry the VIII, behead him (‘head him, ‘head him)
Can’t tell where I’m heading (no, no, no)
Could be Glasto, could be Reading (yes, yes, yes)
I was on the field like bedding
(Dead ‘im, dead ‘im, dead ‘im, dead ‘im)”

 – Big Michael

“Searchin’ every corner of my mind
Lookin’ for the answers I can’t find
I have my reasons and life has its lessons and
I tried to be grateful and count all my blessings
But heavy is the head that wears the crown”

 – Crown

“I can see love in your heart
Tell me why you hate to free it?
Tell me why you hate to show it?
I’m my country’s greatest poet”

– Rachael’s Little Brother

 

POLMONI (12,5%)blank

Tracce:

  • Do Better – Prod By: Fraser T.Smith – Minuti: 4:10 – Parole utilizzate:  446
  • Don’t Forget to Breath – Featuring: YEBBA– Prod By: PRGRSHN, Fraser T.Smith – Minuti: 2:22 – Parole utilizzate: 166

Spiegazione scelta:

In quest’ultima sezione troviamo invece le tracce che invogliano alla riflessione dell’ascoltatore, invitandolo a ripensarsi. Per l’occasione sono inserite Do Better e la conseguente Don’t Forget to Breath: due tracce motivazionali che inneggiano alla positività ed alla fiducia, dal vestito decisamente più pop (ma non troppo) che ben si sposa con la natura delle liriche.

Barre significative:

“Man, I used to spend my time on the roof
It weren’t a penthouse suite, but I was fine with the views
What’d you do with your pain? I put mine in a zoot
Then I smoke it all away to take my mind off the truth”

– Do Better

 

CONCLUSIONI

Heavy is the Head è soltanto il sophmore album di Stormzy, eppure racchiude dentro di sé un bagaglio di esperienze, pensieri e visioni che non sembrano appartenere ad un ragazzo di soli 26 anni. Nonostante i Muscoli e l’Ego siano le parti che emergono con prepotenza all’interno del disco, la maturità con la quale l’artista inglese si espone (nel privato e nel pubblico) è invidiabile, riflettendo bene una società complessa nella quale ritagliarsi un proprio spazio significa avere la responsabilità di far da voce a chi voce non ne ha, per questioni di minoranza etnica, politica e sociale.

ComposizioneDenti (18,75%) ; Muscoli (31,25%); Cuore (6,25%) ; Ego (31,25%) ; Polmoni (12,5%)

Totale parole utilizzate (ritornelli x1, no parlato):  7.660

Durata complessiva54 minuti

Pezzo con più parole: Rachael’s Little Brother (1080)

Pezzo con meno parole: Don’t Forget to Breath (166)

 

LEGENDA:

  • Come già accennato nella prefazione dell’articolo, questa tipologia di approfondimento è stato ispirato dal concept di Persona, il nuovo album di Marracash. Ho pensato che la suddivisione attuata per le tracce di quel disco fosse perfetta per “aprire” completamente un progetto, esplorandolo a fondo nel modo più oggettivo possibile oltre che a raccontarne la natura ed i numeri che da esso emergono.
  • Per ovvie questioni pratiche, le “parti” utilizzate saranno sempre e soltanto 5, quali: denti, muscoli,cuore, ego e polmoni. Questi cinque elementi vanno infatti a ben sintetizzare le diverse anime contenute negli album di cui parleremo, le cui caratteristiche presenti saranno un concept ben definito e un numero massiccio di tracce al suo interno.
  • La definizione attribuita ad ognuna delle parti dell’album va inteso in senso figurato, ovvero con un significato romanzato rispetto alla sua etimologia nativa:

– I denti rappresentano la critica che l’artista muove a qualcosa o qualcuno, frutto di un tormento interiore che riflette nella scrittura;
– I muscoli racchiudono le tracce in cui l’artista dà spazio a liriche aggressive e/o auto-celebrative, senza necessariamente scavare a fondo dentro sé;
– Il cuore ci presenta le tracce puramente sentimentali;
– L’ego è l’auto-analisi che l’artista compie su di sè: qui selezioniamo le tracce che ne raccontano la storia, lo status e la psicologia;
I polmoni sono intesi come la parte “di respiro” del progetto, dove l’artista invita l’ascoltatore alla riflessione, il quale rispecchiandosi ha la possibilità di migliorare la propria condizione.

  • Le percentuali presenti sono l’ovvia conseguenza del calcolo matematico relativa a ciascuna delle Body Parts in funzione del numero di tracce totali all’interno del disco.

Grafiche a cura di Matteo Da Fermo.

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