Il video di Welcome Home di The Game è stato realizzato dal nostro connazionale Stefano Bertelli: lo abbiamo contattato telefonicamente.

In queste lunghe settimane di quarantena, Stefano Bertelli fondatore di Seenfilm ha avuto l’occasione di realizzare il video musicale del nuovo estratto di The Game dal suo progetto Born 2 Rap.

«Per quanto riguarda il profilo delle animazioni e il lavoro che c’è dietro, non è cambiato molto, siamo fortunati da questo punto di vista, il nostro è un lavoro che può andare avanti anche in questi tempi duri»

Questa preziosa opportunità è un altro frutto della profonda esperienza che Stefano ha nel settore. È stata l’etichetta di Game a contattarlo e a proporgli di realizzare un video per Welcome Home.

«Sono partito dalla scena Punk italiana nei primi del 2000, da lì in avanti la caratterizzazione dei miei lavori è stata la chiave. Quando lavori con le etichette discografiche non sai mai cosa può capitarti, non puoi scegliere con chi avere a che fare o con chi collaborare ma grazie al duro lavoro e alla fiducia nella qualità che sai di poter offrire, le opportunità alla fine vengono fuori»

Il suo percorso ha toccato svariati generi (Arisa, Amy Lee, Robbie Williams), ma nonostante tutto quella con The Game è stata la sua prima volta nel genere Rap. La caratterizzazione e l’inserimento di dettagli come il Marathon Store di Nipsey donano autenticità al video. La semplicità e l’essenzialità sono alla base della comunicazione visiva di Welcome Home. Stefano ha trascorso gran parte del tempo a studiare il contesto e i personaggi che hanno preso vita nel suo cortometraggio.

«Dal momento in cui abbiamo deciso di accettare questa sfida, io e il mio collega ci siamo studiati ogni elemento, dalla storia di Nipsey Hussle ai traguardi più importanti di Kobe nel NBA»

Le rime di Game e Nipsey sono state un elemento chiave nel plasmare i dettagli del progetto. Uno dei maggiori elementi che ha differenziato questa esperienza da quelle passate è data dal liricismo del Rap.

«Quando hai a che fare con un testo Pop o comunque più generico, hai sicuramente dalla tua parte la libera interpretazione. Tra le rime dirette e lo slang caratteristico in questo caso non avevamo molta scelta se non quella di rappresentare gli elementi principali della vita dei due artisti. Era essenziale dipingere letteralmente in ogni dettaglio i personaggi in carta, donandogli un aspetto non solo caratteristico ma super fedele a cosa rappresentano.”

La comunicazione a distanza con la label di Game è stata fondamentale per la creazione delle strade di L.A. L’artista servendosi di mezzi come Google Maps è riuscito a ricostruire i ghetti della città degli angeli direttamente tra le mura del suo studio.

Stefano Bertelli Nipsey Hussle

I primi lavori di Stefano vedevano la formula più classica del video musicale, nonostante questo l’idea dello stop motion seppure più complessa ha rappresentato un nuovo e divertente metodo per esprimersi. Il regista con l’aiuto di un suo fidato collega ha masterizzato la tecnica velocizzandone l’esecuzione.

I modelli in carta di Nipsey e Kobe sono tra i personaggi più complessi mai ricreati da Bertelli, sia nelle caratteristiche che nei loro movimenti.

«Quando Kobe e Nipsey giocano a basket nel video, quella è stata probabilmente la parte più difficile da realizzare. Sono tra i movimenti più complessi che siamo riusciti ad adattare ad un nostro personaggio di carta. Nell’animazione le cose sono più complicate, 5 secondi di video possono rappresentare anche 15 ore di lavoro»

Un’occasione quindi quella della Seenfilm di Stefano per provare nuove tecniche. Eccitato dai risultati, il regista nelle settimane precedenti al rilascio del video ha mostrato in anteprima alcuni scenari dietro le quinte del video.

«Ero molto eccitato per il prodotto finale, sul mio account Instagram avevo postato degli snippet con Nipsey Hussle e Kobe, ovviamente senza rivelare che si sarebbe trattato poi di un video musicale di Game. È possibile notare così come i personaggi prendono vita nei video»

 

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«Il video era finito da un mesetto circa, lo studio e la raccolta di informazioni sono stati intensi nonostante le tempistiche. Dovevamo presentare il concept alla label di Game. Il risultato finale è stato molto soddisfacente, la label mi ha ricontattato per congratularsi con me, erano super soddisfatti del prodotto finale»

Il lavoro di Stefano Bertelli nel video di Welcome Home mostra come la creatività possa adeguarsi e adattarsi ai tempi. La formula del video musicale è stata per anni padroneggiata da giganti come Spike Jonze e Michel Gondry ma per Stefano la chiave sono le proprie idee e come queste ultime vengono applicate.

«Nonostante le mode cambiano e prevedere cosa funzioni o no è impossibile. L’unica cosa di cui sono certo è che prima di ogni cosa la personalità e le idee di ogni regista sono il cuore di ogni cosa. Non sono il primo ad aver usato certe tecniche, ma il mio modo di rappresentarle mi ha permesso di arrivare a diversi traguardi»

Ringraziamo Stefano per la chiacchierata e la disponibilità subito offerta. Non possiamo che consigliarvi, nuovamente la visione del video di Welcome Home.

Buona visione!

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