Riviviamo insieme i momenti in cui Beyoncé e il rap hanno incrociato le loro strade.

Il remix di Savage ha avuto il pregio di ricordarci quanto sia versatile Beyoncé. In questi anni, l’artista texana ha infatti dimostrato di sapersi cimentare con tantissimi generi, dalla trap all’r&b, dal country al rock senza mai perdere la propria autenticità ed originalità.

Al contempo, Mrs Knowles-Carter ha sfoderato talenti che fanno di lei un’artista a 360º gradi: ballerina provetta, cantante, cantautrice, produttrice ed anche rapper. Alcuni puristi dell’hip-hop potrebbero storcere il naso di fronte al fatto che Beyoncé è stata spesso aiutata nella stesura delle proprie barre, ma questo non ha mai influito sulla sua interpretazione.

Per rendere omaggio a questo suo lato, abbiamo voluto raccogliere alcuni momenti della sua carriera, in cui la rapper Beyoncé ha preso il posto della vocalist.

Nel 2008, Queen Bey lancia I Am…Sasha Fierce, promosso dall hit mondiale Halo. Tuttavia, quell’album contiene anche Diva, una mina prodotta da Bangladesh, Sean Garrett e dalla stessa Beyoncé. Sul beat, la cantante celebra i propri traguardi e omaggia le donne che si spaccano la schiena per costruirsi una carriera.

Saltiamo al 2013, quando – a sorpresa – Beyoncé manda in tilt internet con la release del suo self-titled album. All’interno di quella che è forse la sua prova discografica migliore, si trova Partition, prodotta da Timbaland. Nel corso del brano, la cantante dà voce alla propria libertà sessuale con un messaggio sfacciato e provocatorio:

“See me up in the club with fifty-‘leven girls/Posted in the back, diamond fangs in my grill/Brooklyn brim with my eyes sitting low/Every boy in here with me got that smoke/Every girl in here got to look me up and down”

Nel 2014 è il turno del remix ufficiale di Flawless, contenuto nella riedizione del disco dell’anno precedente. Queen Bey sfodera le proprie barre accanto a quelle di Nicki Minaj, arrivando a citare anche il celebre alterco tra la sorella Solange e Jay-Z.

Anche Top Off di DJ Khaled ci dà un’idea del talento della texana. La traccia introduce un nuovo alter-ego di quest’ultima, chiamato semplicemente B. La rapper tiene magistralmente testa al marito – anch’egli ospite del singolo, lanciando barre al vetriolo dedicate alla vicenda giudiziaria di Meek Mill:

“My body, my ice, my cash, all real, I’m a triple threat/F-k it up and then leave, come back, f-k it up and leave again/Top off the coupe and it look like Freaknik/In the hood, hollerin’, “Free Meek”/Two deep, it’s just me and Jay/Just posted in them courtside seats”

Come non ricordare poi Formation? Ispirata e dedicata al movimento Black Lives Matter, questa traccia si è distinta fin da subito per l’ottima produzione di Mike-Will Made It, per il suo significato nonché per l’altrettanto iconico video. Infine, il contributo di Bey non fa altro che impreziosire questo brano, uno dei migliori di Lemonade.

Chiudiamo questa rassegna con Apes*it, il punto più alto della carriera da rapper di Beyoncé. Con questa ode alla ricchezza, i coniugi Carter celebrano il loro lussuoso stile di vita, ricordando ai comuni mortali di essere i padroni del gioco.

Al momento, Beyoncé sta lavorando al seguito del multiplatino Lemonade. Con ogni progetto musicale, la cantante ha saputo reinventarsi e presentare un sound e un’immagine sempre nuovi. Che il prossimo disco sia un lavoro in cui il rap farà da padrone? Rimanete sintonizzati su Rapologia per ulteriori aggiornamenti!

Nel mentre non vi resta che recuperare i brani in cui Beyoncé si è cimentata con il rap. Qual è il vostro preferito? Fatecelo sapere nei commenti dopo aver dato loro un ascolto… enjoy!

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