Nelle ultime settimane si è parlato molto delle possibili alternative sullo svolgimento degli spettacoli, concerti compresi: il Drive-in è la formula adatta?

In queste ore l’argomento più caldo è sicuramente quello delle riaperture: dalle scuole, ai posti di lavoro, passando per mezzi pubblici e luoghi culturali di interesse comune. Seppur considerato meno dai media però, vi è anche il tema dell’intrattenimento, che è fonte di sostentamento e di guadagno per centinaia di migliaia di persone sparse in tutto il mondo.

Per ovviare al problema degli assembramenti quindi, si è vociferato con insistenza su un possibile ritorno alla formula del Drive-In, anche per i concerti. Soluzione che sembra anche essere l’unica per tornare ad assistere agli spettacoli dal vivo, permettendoci di ri-abbracciare una parvenza di normalità e di svago in quella che sarà un estate surreale (e non solo). Ma cos’è il Drive-In?

Il Drive-In è uno spazio pubblico all’aperto (e quindi adatto alla stagione estiva) che fu utilizzato per la prima volta dai commercianti americani negli anni ’20, sotto forma di teatro, cinema o ristorante. Col tempo, il concetto di Drive-In è stato assimilato anche dalla cultura pop per via del sottobosco che si sviluppava al suo interno, fatto di cameriere sexy, di film horror e di varie abitudini più o meno legittime di chi lo frequentava.

Un immaginario che Salmo ha trattato molto bene nel videoclip de L’Alba.

In Italia, il primo drive-in nacque nel litorale romano come cinema all’aperto, proiettando La Nonna Sabella del regista italiano Dino Risi: all’ingresso venne consentito l’accesso di un tot di macchine (trattate come un normale pubblico pagante) e ad ognuna  di esse fornito un altoparlante.  Era il 1957, e da allora tale formula fu adottata prevalentemente proprio per la cinematografia all’aperto.

Quasi 60 anni dopo, torniamo a parlare di Drive-In non solo come un ritorno al vintage, ma come un’opzione concreta ed interessante, che sembra essere il giusto compromesso tra la prevenzione e la libertà. Un primo segnale positivo al riguardo arriva direttamente dalla Germania, che ha già riaperto buona parte delle sue attività seppur con risultati poco confortanti (il tasso del contagio è aumentato da 0,7 ad 1).

Uno dei rapper di punta del panorama tedesco, Sido, ha infatti collezionato due sold-out consecutivi nella città di Dusseldorf, il 25 ed il 26 aprile: concerti realizzati nella modalità del drive-in, esattamente come lo avevamo immaginato. Un maxi schermo, il rapper presente sul palco a performare la sua musica e diverse automobili in veste di spettatori, con un massimo di due persone a vettura.  Nessuno poteva lasciare la propria automobile durante il concerto e tutti avevano l’obbligo di indossare le protezioni sanitarie necessarie.

drive in

Ma quali sarebbero i pro e i contro di questo ritorno al passato?

La realizzazione di una modalità di fruizione come questa ci sembra essere molto concreta, visto che una buonissima parte dei live realizzati in estate avrebbero comunque comportato la presenza di ampi spazi all’aperto. Con l’introduzione della formula Drive-In cambierebbe soltanto la modalità nella quale potremmo assistere, ovvero seduti nelle nostre rispettive auto.  Una scelta simile consentirebbe quindi di mandare avanti l’industria dello spettacolo, venendo incontro alle necessità di tutti coloro che assistono e producono gli spettacoli, i quali non sarebbero più costretti a rimandare continuamente senza certezza alcuna.

Le problematiche invece potrebbero essere riscontrate negli accessi contingentati (un automobile occuperebbe lo spazio di almeno 4 o 5 persone) o nella mancanza di spazi adeguatamente ampi da poter ospitare un numero importante di vetture. Ricordiamo infatti che gli investimenti di agenzie ed artisti sarebbe comunque considerevole, tanto quanto i live a cui siamo sempre stati abituati a partecipare. Inoltre, sembrerà banale, ma non tutti avranno la possibilità di presenziare se non in possesso di un’autovettura e questo restringerebbe ulteriormente il target di riferimento (già di per sé molto basso per età media).

Non ultima per importanza è anche la tipologia di show alla quale si andrà incontro. Solitamente l’estate è sinonimo di showcase, Dj Set e simili, da svolgere rigorosamente in club e discoteche: questo sarebbe una cambiamento difficile da assimilare, che forse potrebbe essere attenuato con l’arrivo della stagione autunnale.

Secondo voi il Drive-In potrebbe essere la soluzione adatta per tornare a vivere insieme i concerti? O sarebbe un’alternativa poco affascinante rispetto alla sua formula originaria?

N.D.R. Noi è di musica che trattiamo, e su quella ci focalizziamo, ma vorrei esprimere brevemente la mia opinione sull’attuale guerra che il mondo dello sport (quindi del calcio, in Italia) sta dichiarando al governo, risultando essere anacronistica in una fase di transizione come quella attuale.

È vero che il campionato di Serie A rappresenta per volume di affari una delle tre aziende più importanti in Italia per fatturato.. Ma le falle della protesta emergono quando le stesse leghe minori dello stesso sport vengono totalmente ignorate, quando delle testate influenti preferiscono evitare la crisi senza precedenti del mondo dello spettacolo, preferendo far da vetrina alla proposta di un possibile Juventus-Lazio come finale scudetto.

 

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