All My Heroes Are Dead è la personale dedica di R.A. The Rugged Man alla Golden Age del rap.

Sarebbe riduttivo parlare di All My Heroes Are Dead come fosse, soltanto un’altra eccellente prova lirica di R.A. The Rugged Man. L’album rappresenta, probabilmente, il lavoro più maturo dell’artista classe ’74, in cui vengono lasciati ampi spazi all’introspezione.

Come suggerisce il titolo è un album molto nostalgico, all’interno del quale riemergono alcuni degli episodi più travagliati che l’artista ha vissuto e tutta la musica che l’ha cresciuto.

R.A. apre così il progetto:

“I’m back, 500 shows and two babies later
Another classic album, the game-changer savior
For every fan who said my music saved their life, this is for you
Without the love from fans, I’d be dead, you saved my life, too”

Il rapper di Long Island rende conscio così l’ascoltatore della caratura del progetto che sta per ascoltare e decide di ringraziare, fin da subito, tutti i suoi fan.

R.A. The Rugged Man, con questo disco, ci riporta nel suo passato, esattamente nel suo stereo, invitando sul disco alcuni fra i maggiori esponenti degli anni d’oro del genere, nonché artisti amati dall’MC.

Vi facciamo qualche nome: Ghostface Killah, Mastakilla e Inspectah Deck direttamente dal Wu Tang Clan; Ice-T, Kool G Rap, Chuck D e Dj Jazzy Jef, in rappresentanza degli anni ’80 – quest’ultimo lo troviamo affiancato al più giovane A.F.R.O., quello che si potrebbe definire il figlioccio artistico di R.A. – fino ad arrivare a Immortal Technique, Vinnie Paz e gli M.O.P., insieme nella traccia banger The Slayer’s Club. Degna di nota, la traccia dedicata al compianto Sean P.

All My Heroes Are Dead, personalmente, lo reputo un album che richiede vari ascolti, prima di riuscire a comprendere bene tutte le sue sfumature, un po’ come tutti i lavori di R.A. The Rugged Man infondo. È un disco liricamente incredibile, ricco di ospiti di altissimo livello e se sarà il suo ultimo progetto, potrà rappresentare una degna lettera d’addio.

L’album è disponibile su Spotify: buon ascolto!

Commenti
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Sono cresciuto in paese nell'entroterra pugliese con orizzonti inesistenti ,un panorama in cui domina la noia e la monotonia. La scoperta del rap in questo contesto è stata l'America. Non ho sogni nel cassetto ma ,ho un sacco di inventiva ,idee e spunti e per di più dico e scrivo un sacco di cose nel corso della mia giornata ;con questi articoli spero di coniugare il tutto. Nella speranza che tutto ciò piaccia.