LULU di Conway e Alchemist è un concentrato del meglio che il boom bap può offrire nel 2020.

Da quando Griselda è diventata una realtà di culto per tutti gli amanti del rap, i loro progetti sono diventati sempre più seguiti e quello che inizialmente poteva apparire come un movimento di nostalgici, è ora evidente che sia tutt’altro. Ultima dimostrazione è LULU progetto formato dal duo Conway e Alchemist.

I due sono usciti il 30 marzo con il loro primo joint project: LULU, un EP di sette tracce di cui sei effettivamente rappate (l’intro è solo strumentale=. Pur trattandosi di un lavoro breve, i venticinque minuti scarsi di ascolto rendono questo disco un lavoro vero, con continuità di intenti e una solidità difficilmente riscontrabili anche in lavori più esposti mediaticamente.

Parlare di questo album significa parlare dei suoi testi e del modo in cui il suo autore si approccia alla scrittura e nonostante la solidità e la compattezza di cui prima si parlava, è giusto osservare come questo disco sia abbastanza privo di contenuti, se per contenuti intendiamo la ricerca di storie forti da raccontare. Conway in LULU non si dimostra un grandissimo liricista né uno story teller imperdibile, le rime che fa sono fresche e gli argomenti che tratta sono molto semplici, ma (ed è un enorme ma) le barre che fa sono fortissime.

A livello di stile, il rapper di Buffalo ha rime aggressive, che esaltano le orecchie di chi ama le barre pesanti e le punchline:

I’m ‘bout to go back to Johnny and get the Rolex and the bracelet (Hah)
Yeah, I’m eatin’, my nigga, Machine is that nigga, just face it

-Calvin-

In questo senso quindi, l’abilità di Conway è di riuscire a mischiare stili e linguaggi diversi su differenti livelli, inserendo nei suoi testi un 50% di rime che sono per le hip-hop head, e un 50% per tutti. Quindi, assieme ai riferimenti alla vita di strada e alle tematiche filo gangsta rap, non mancano le macchine, i gioielli, gli orologi e l’ostentazione della ricchezza acquisita. Questo tipo di approccio alla scrittura (che spesso viene utilizzato anche dai newcomers) non prescinde però mai dallo scrivere sempre barre dritte, che suonino tremendamente pesanti.

La scelta dei featuring va anche in questa medesima direzione per cui da una parte c’è Cormega, un rapper che nasce dal contesto Queensbridge anni 90 sulla scia di Nas, Mob Deep etc. ma poi c’è anche ScHoolboy Q (che aveva già collaborato diverse volte con Alchemist, vedi Break the Bank su Oxymoron). A lui infatti viene affidato il ritornello di Shoot Sideways, che è stato il singolo di lancio del progetto, a Q che è un porta bandiera di un’altra tipologia di suono che viene dalla west coast. Di nuovo, quindi, linguaggi diversi si mischiano e si confrontano.

Il tutto segue gli ordini del direttore d’orchestra Alchemist, che in questo contesto suona più fresco che mai. La sua passione per i sample e per il lavoro di campionamento emerge già da principio quando campiona un dialogo del film Paid in Full, ma poi per esempio anche nella teatralità di The Contract, o nella spettrale They Got Sonny con Cormega.

Quello che sorprende di più di questo album dal punto di vista sonoro è la capacità di Alchemist di riuscire a suonare sempre coerente e dritto, ma mai noioso all’interno di una produzione. Nonostante un mercato che prevede sempre più spesso cambi di bpm, di batterie e strofe sempre più corte (la soglia di attenzione è bassa e quindi devono succedere tante cose all’interno del medesimo pezzo), Alchemist e Conway riescono a suonare sempre coerenti e forti all’interno del progetto senza essere polverosi, o sembrare un rigurgito degli anni 90.

Prima di chiudere questa recensione, è anche giusto ricordare come anche la promozione del disco sia stata molto interessante. Conway e Alchemist hanno infatti lanciato assieme al disco anche una capsule collection con il brand olandese Patta.

Patta è un brand di Amsterdam, che negli anni è cresciuto in forza in modo lento ma costante, mantenendo uno stile e un immaginario legato allo streetwear più classico ma sempre in continuo rinnovamento tramite collaborazioni ed esclusive. Un modo di fare decisamente simile a quello che ha caratterizzato il mondo di Griselda.

La capsule collection con Patta ha quindi permesso loro di realizzare le giacche che si vedono nell’immagine di copertina, snapback e vinile con tiratura limitata. Il risultato è stato che tutti i prodotti sono andati sold out lo stesso giorno del giorno del lancio.  A dimostrazione di una cura a 360 gradi rispetto al progetto, e non semplicemente all’aspetto musicale.

Insomma, Conway e Alchemist con LULU hanno rilasciato un EP che soddisferà gli ascoltatori in questi tempi di quarantena, un concentrato del meglio che il boom bap può offrire nel 2020.

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Brianzolo trapiantato a Venezia per motivi scolastici, studente per necessità, scrivo di rap per passione. Non conosco differenze tra undeground e commerciale, ma mi sveglio ascoltando Nas e mi addormento con Kanye nelle cuffie e pensando alle Kardashian.