A poco più di un anno da distanza da Re Senza Corona, il suo debutto ufficiale, Gianni Bismark rilascia Nati diversi, il suo nuovo album.

Un anno fa Re Senza Corona segnava il debutto ufficiale di Gianni Bismark nella scena, un disco introspettivo che raccontava Roma ed il suo autore in modo sorprendente. Sia nei testi che nei suoni risaltava la forte ispirazione alla tradizione capitolina, che affonda le sue radici nel cantautorato di Franco Califano e negli stornelli romaneschi. Quel disco ci è piaciuto molto, tanto da spingerci ad intervistare Bismark per saperne di più, anche se dentro quel disco c’erano già tutte le risposte alle nostre domande.

Adesso è invece il turno di Nati Diversi, il suo secondo album.

Composto da una schiera di featuring e di produttori di tutto rispetto, Nati Diversi riesce – sin dal primo ascolto – a farci tornare naturalmente nel mondo di Gianni Bismark, popolato da sentimenti sinceri, relazioni viscerali ed una visione delle cose che non possiamo trovare nei dischi degli altri colleghi.

La cosa bella è che, pur rimanendo fedele a Re Senza Corona, Nati Diversi riesce a portare avanti fedelmente il progetto di Gianni, che ben alterna brani cantati ad altri più rappati, grazie anche al prezioso contributo che artisti come Tedua (che strofa hai fatto Mario?), Geolier, Franco 126 e Quentin40 hanno dato.

Credo che Nati Diversi sia un esempio di come debbano esser scelti i featuring in un disco: non per fare numero, non per creare rumore ma soltanto per alzare la qualità del lavoro. Stesso discorso che possiamo applicare ai diversi produttori presenti (con G.Ferrari ancora una volta in testa), i quali pur mantenendo la propria identità offrono a Gianni un vero e proprio upgrade nei tappeti sonori.

In attesa di maggiori ascolti, non possiamo far altro che consigliarvi caldamente l’ascolto di Nati Diversi, un album “caldo” in un periodo freddo. Lo trovate qui sotto:

 

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