American Gangster è tra le prove migliori di Jay-Z e ce ne siamo dimenticati.

American Gangster esce il 6 novembre del 2007, muovendo 425.861 mila copia nella prima settimana di vendita. Jay-Z si assicura così, per l’ottava volta di fila, la vetta della Billboard Hot 200 nonché il plauso (quasi) unanime della critica specializzata.

Il disco nasce come un concept album, ispirato dall’omonimo film con Denzel Washington e Russel Crowe. Sulla falsariga del lungometraggio, Jigga racconta la storia di un ragazzo che si fa strada tra le avversità del ghetto per diventare un gangster e conoscere così le gioie e i dolori di questa vita.

Dal punto di vista mediatico, American Gangster non ha ricevuto – ad avviso di chi scrive – l’attenzione che meritava e questo lo ha escluso dal dibattito relativo ai migliori lavori di Jay-Z. Il progetto, infatti, è infatti rimasto “schiacciato” tra Kingdom Come e Blueprint 3.

Il primo rappresentava il ritorno di Jay-Z a distanza di tre anni da The Black Album. Kingdom Come è forse una delle prove peggiori di Jay-Z, ma questo non gli ha impedito di diventare un enorme successo. Il secondo invece ha fruttato ad Hova la prima #1 nella Billboard Hot 100 e ben sei Grammy nel corso di due edizioni. Possiamo quindi intuire come l’eco mediatica di questi due progetti abbia messo American Gangster in un angolo, riducendolo a delizia per i soli fan più affezionati.

Cosa rende American Gangster di Jay-Z così grandioso?

Ruolo fondamentale è svolto da produzioni solide che hanno attinto sapientemente ad un patrimonio musicale sconfinato. Le strumentali sono anzitutto opera del team di Puff Daddy, affiancato da Just Blaze (Ignorant S-t, title track), NO I.D. (Fallin, Success), The Neptunes (I Know, Blue Magic) e Jermaine Dupri (Success).

Tre ospiti di un certo rilievo hanno impreziosito il tutto, rendendo American Gangster un vero gioiellino. In primis, Lil Wayne che si affianca a Jigga per rendere omaggio a Brooklyn; Nas, a poco tempo di distanza dalla fine della loro celebre faida; infine, Beanie Sigel che avrebbe affiancato l’amico per l’ultima volta a causa di problemi personali.

Tuttavia, il punto di forza del disco è la narrazione che ci permette di considerare American Gangster l’erede diretto di Reasonable Doubt. Con le proprie abilità di paroliere, Jay-Z è tornato ad indossare le vesti del gangster per raccontarci dell’ascesa e della caduta di un giovane nero, arrivato a perdere tutto pur di lasciarsi alle spalle povertà e violenza.

American Gangster ci restituisce una delle prove liriche più brillanti della sua carriera nonché una pietra miliare del rap: un must-to-have che non può mancare nelle vostre librerie musicali. Questo progetto deve tornare al centro del dibattito e ricordarci la finezza della penna di Shawn Corey Carter.

Potete recuperare il disco al link che trovate qua sotto o acquistarlo su Amazon cliccando QUI… buon ascolto!

Grafica di Mr. Peppe Occhipinti.

Commenti