In questo articolo andremo a proporvi quelli che – a nostro parere – è un artista che meriterebbe maggior esposizione: L’Elfo.

Luca Trischitta, in arte L’Elfo, è uno di quei rapper di cui dovresti vantarti quando si tira fuori l’argomento rap. Classe ’90, purosangue siciliano (il cavallino è ormai il suo segno distintivo) e con all’attivo più di 10 anni di rime, dal trionfo nel Tecniche Perfette regionale nel 2013 sino agli innumerevoli singoli e progetti ufficiali rilasciati nel corso degli ultimi anni, tra i quali figura anche L’Ignorapper, il suo primo album rilasciato nel 2014, anno in cui partecipa anche alla terza edizione di MTV Spit.

Quello dell’Elfo sembra esser stato un percorso travagliato, anche se forse era scritto da qualche parte che si dovesse compiere in un certo modo, essendo un figlio di drammaturgo. E se è vero che a volte esser figlio d’arte comporti più guai che privilegi, è anche vero che il rapper catanese sembra una di quelle persone che si fanno beffe del proprio destino:

“Mia madre donna distinta Col senso del sacrificio
Sulle spalle una famiglia, Non pellicce di visone
Mio padre uno scrittore che merita più successo
Come me tra questi rapper del cazzo che vanno adesso”

A pelle, potresti pensare all’Elfo come uno di quei rapper vecchia scuola, che pensa a curare il suo giardino senza dover guardare necessariamente a quello che c’è fuori. Ricercandone i brani più conosciuti potresti però tirare le somme troppo velocemente: pezzi come Pi Tutti i Carusi o Sangue Catanese potrebbero avere poco potere attrattivo verso coloro che non hanno quel senso di appartenenza fondamentale che si radica in noi meridionali. E dico noi, perchè chi scrive è palermitano ed erroneamente si potrebbe pensare che la famigerata faida calcistica che contraddistingue le due città siciliane possa rappresentare una barriera all’esportazione delle rispettive arti. Ma – come credo che pensi anche L’Elfo stesso – ce ne freghiamo bellamente dei nemici immaginari e delle prese di posizione medioevali di certe teste mal pensanti.. In più abbiamo anche una data in comune, quella del compleanno, il 26 gennaio. Non ultimo in ordine di importanza è il titolo di questo articolo, una citazione neanche poco velata alla storia di Palermo e ad una delle intro più iconiche del rap italiano, quella di Stokka & MadBuddy in BlockNotes.

Dicevamo, i suoi singoli più noti hanno Catania come radice dell’equazione, e ciò potrebbe rendere disinteressato l’ascolto di chi ovviamente non si sente parte del viaggio siciliano. In soccorso mi viene proprio una sua barra, contenuta nella traccia Principe:

“Dire non l’ascolto perchè lui non è famoso
E’ come dire bella roba, ma non compro perchè costa poco”

Vorrei inoltre approfittare di questa piccola citazione per porre l’accento su un altro fatto importante e chiarificatore: L’Elfo fa street rap, ma – prendendo in consegna un termine che gli IRBIS 37 hanno utilizzato per descrivere la propria musica – fa anche dream rap, nel senso che le sue sono rime piene di significati, metafore e citazioni che esplorano e mischiano sapientemente quotidianità e sogno.

E no, la trap non c’entra nel senso etimologico del termine: L’Elfo viene dalla strada ma non racconta solo quella.  Se volessimo coniare un altro termine per descrivere il sound dell’Elfo invece utilizzerei “FunkyMan”, che è anche il nome del produttore di fiducia con il quale collabora a stretto giro ormai da tempo e che lo vedrà al suo fianco anche per il nuovo disco in uscita prossimamente. A proposito, se volete saperne di più riguardo ai singoli usciti trovate QUI quello che vi serve.

Detto ciò, non è mia intenzione fare un noioso excursus della carriera de L’Elfo (se siete interessati vi rimando al sito ufficiale che è molto ben curato) quanto piuttosto provare ad introdurvelo con quelli che credo siano i pezzi che possano descriverlo al meglio, che ne evidenzino le diverse sfaccettature di cui la sua musica è composta. Per l’occasione citerò dei singoli che potrete trovare soltanto su YouTube, altri che potete trovare tranquillamente su Spotify contenuti nei progetti ufficiali: verrà poi spontaneo proseguire autonomamente l’approfondimento. Perché L’Elfo spacca, e su questo non ci piove.

A legittimare questa affermazione c’è una lista di artisti di tutto rispetto che ci hanno collaborato come Vacca, MadMan, Inoki, Nerone ed Egreen. Ma anche tantissimi fan che alla sua musica ci sono legati con il cordone ombelicale, come dimostrano i tantissimi commenti che potete trovare sparsi in giro sotto ogni pezzo. Iniziamo quindi, in ordine cronologico, con l’ascolto.

Opere d’arte di un Gipsy Prince

Torniamo indietro al 2017, anno fortunato per L’Elfo, che attira su di sè parecchie attenzioni (e numeri) grazie alla qualità ed alla quantità della musica che produce. E’ l’anno di preparazione a Gipsy Prince e l’entusiasmo e la voglia di spaccare risaltano ad ogni barra, così come la sua ispirazione, che straborda. È il caso di Opere d’Arte, singolo che potete trovare esclusivamente su YouTube. Il brano è prodotto da Yusei, (Funkyman ne ha curato invece il master e il mix) cui attribuiamo con piacere circa il 50% del valore del brano per aver creato un tappeto sonoro che suggerisce sin dalla prima nota tensione ed inquietudini. Il pezzo dura poco più di tre minuti ma le strofe dell’Elfo sembrano impreziosire il tempo che passa anche quando le parole lasciano lo spazio alla strumentale.

Tra quelli che citeremo, Opere d’Arte rientra sicuramente tra le preferite del sottoscritto, grazie al peso delle parole contenute nel pezzo. Un gradino sotto troviamo invece Brutti Sogni, che ha conquistato la mia attenzione per aver ripescato il sample di Dirt, brano di Bones che ha utilizzato anche ASAP Rocky per la sua Canal St, uno dei pezzi più forti di Lord Flacko. Eppure scegliere tra i numerosi singoli caricati nel 2017 sembra sempre più difficile man mano che si scoprono: da Attila a Van Gogh, passando per Carl Brave, Petali di Pesco e Sicilian Beauty.

Per non parlare della serie di freestyle rilasciati insieme a FunkyMan, anche questi reperibili su YouTube, come Crack #2.

“Depressione, medicine, opere d’arte, guadagnassi quanto soffro avrei già un posto in prima classe”

Nel 2018 è invece il turno di Gipsy Prince, secondo album ufficiale dell’artista catanese che viene rilasciato sotto quella che è ancora la sua attuale etichetta, la Shut Up Records. È il disco che consacra L’Elfo a livello locale, facendo incetta di numeri, apprezzamenti e date, presentando un biglietto da visita niente male al resto della scena.

Nel disco la sua crescita è esponenziale se comparata a quella del suo precedente album, L’Ignorapper, ed il motivo di tale crescita va individuato nella presenza fissa di Funkyman: il producer, catanese anche lui, ha tutte le carte in regole per affermare il suo suono in Italia ed ha un merito importante nell’aver contribuito a costruire l’identità dell’Elfo, che oggi sembra avere chiare le strade da percorrere.

Gipsy Prince non è un album perfetto ma sincero e pieno di cose interessanti da ascoltare. Tra tutte abbiamo deciso di estrapolare due tipologie completamente differenti di tracce, quali Denti Macchiati e Grand Canyon da una parte, Disturbato e Birra & Fumo dall’altra. Entrambe tra le tracce preferite dei suoi ascoltatori, ci dimostrano come possano convivere nello stesso artista l’anima spavalda di strada e l’anima di un ragazzo che non ha mai smesso di sognare ( e di lottare).

“Metti che il mondo rovescia la cose
Rondini si tatuano le persone
Neanche un proiettile nelle pistole
L’uomo capisce il senso dell’amore”

Black Summer EP è invece l’ultimo progetto ufficiale rilasciato dall’Elfo, datato 2019. Un EP che di estate ha (fortunatamente) davvero poco, eccetto le barre incendiarie disseminate nelle 6 tracce che non vogliono avere alcuna pretesa se non quella di regalare del rap di ottima fattura, sempre originale ed ispirato. Per l’occasione vi proponiamo quindi l’ascolto di Catania Farwest e di Bocchini, due tra i brani che più spiccano per il livello del rappato.

Per concludere invece non poteva mancare l’ultima release, Come Gesù, traccia che definirei simbolica per la sua crescita artistica e che ci ha gasato in modo importante per l’immediato futuro.

Delle parole al riguardo le abbiamo già spese ma crediamo sia superfluo aggiungere qualcos’altro quando è già la musica a parlare chiaramente. Ancora una volta Catania, ancora una volta FunkyMan, ancora una volta.. L’Elfo.

“Ho cercato come un disperato di stare tranquillo e di non fare danni
Ma ho sti mostri che hanno villeggiato nel mio cuore nero e hanno fumato grammi”

In questo approfondimento non abbiamo inserito dei featuring proprio per mantenere coerente il concept di ascolto essenziale dell’artista, partendo dal recente passato, precisamente dal 2017, sino ad arrivare a Come Gesù che ne anticipa il nuovo album.

A queste però vorremmo aggiungere delle “tracce bonus”, ovvero qualcosa che non sia propriamente un singolo, né un album e via dicendo. La prima è una sorta di Live Session – registrata insieme a Nerone e prodotta da FunkyMan e Biggie Paul – della traccia Livaci Mano, la seconda è invece la super collaborazione con Real Talk per il format Street.

 

Questo è quello che a mio parere è un ascolto necessario per introdurvi all’Elfo, artista che con tutta certezza raccoglierà quanto seminato. E saranno Fiori di Ciliegio, come il brano dell’artista con il quale è nato e cresciuto e che oggi funge ancora da ispirazione, Lucio Battisti.

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