Royce Da 5’9” dà tutto se stesso in The Allegory.

È finalmente fuori l’ottavo album di Royce Da 5’9′‘: The Allegory arriva a due anni da quel 2018 di fuoco in cui il rapper di Detroit sorprese tutti con PRhyme 2 e il celebrato Book Of Ryan.

La novità assoluta di questo progetto è data dalle produzioni, completamente dirette e create da Royce. Un disco che ha visto l’MC aprire le sue prospettive su diversi argomenti riguardanti la società moderna, l’economia e la salute mentale.

 

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Uno dei suoi progetti più informativi e collaborativi. Tra gli ospiti spiccano l’intera Griselda Records sparsa in tre diversi brani, Westside Gunn in Overcomer, Conway in FUBU e Benny in Upside Down. La fiducia nelle nuove generazioni di MC traspare con la presenza di artisti sottovalutati come Oswin Benjamin o acclamati come Vince Staples.

Il progetto nasce dallo studio di Royce sul concetto di allegoria, principalmente dalla lettura del Mito Della Caverna di Platone. Un disco meno introspettivo del precedente ma non per questo meno onesto.

I singoli hanno regalato già visual di spessore come la storia maledetta dell’artista soffocato dalle sue scelte in Overcomer o la connotazione di parole abusate come Savage in Black Savage.

Seppure l’album conti ben ventidue tracce, non c’è da sconfortarsi dato che il tutto è stato orchestrato minuziosamente con una distribuzione intelligente di versi e skit. Tra tutti, spicca l’amico e collega Eminem nello skit Perspective, in cui dona la sua interpretazione di Hip-Hop in una scomoda ma contemplativa verità.

The Allegory sembra essere un altro passo nella giusta direzione per Royce, e non vediamo l’ora di parlavene più approfonditamente nella nostra recensione.

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