Diciannove anni fa durante una puntata di Viva c’è, format della ormai defunta Rete A, Neffa si lasciò andare a delle riflessioni rivelatasi incredibilmente profetiche.

Autunno 2001. Neffa aveva pubblicato Arrivi e Partenze ─ il suo terzo disco solista ─ da qualche mese e stava girando le radio e le televisioni per promuovere l’album, un lavoro decisamente di rottura rispetto alle sue pubblicazioni passate. Non erano infatti pochi coloro che aspettavano un disco simile ai precedenti (i celebri Neffa & i messaggeri della dopa e 107 elementi) per poi ritrovarsi ad ascoltare un disco pop, nel senso meno commerciale del termine.

A dire il vero poi, eccetto per la famosissima La mia signorina, il disco non ebbe un grandissimo successo: in un certo senso potremmo dire che fu il disco giusto al momento sbagliato. In questo giro promozionale l’artista originario di Scafati arrivò a Viva c’è, programma trasmesso su Rete A, televisione che aprì la strada alla più conosciuta All Music qualche tempo dopo.

Nel corso della puntata, tra i tanti momenti interessanti, uno ci ha colpito particolarmente, tanto da caricarlo online, portandoci a scrivere queste poche righe. Ad un certo punto infatti la conduttrice chiede all’ex Sangue Misto che futuro possa avere l’hip hop italiano secondo lui e lui sostanzialmente risponde che il successo del genere ha snaturato quest’ultimo e che ora (parliamo del 2001) sarebbe dovuto tornare in una dimensione più underground. Poco dopo aggiunge che non si sorprenderebbe se in futuro però arrivasse un’ondata di successo più grande, tanto da considerare lui e altri artisti come mostri sacri del rap italiano: esattamente quello che si è verificato.

Ciò che è davvero singolare in queste poche battute riguarda principalmente due concetti: in primo luogo il fatto che Neffa non si rivedeva più nella scena hip hop dell’epoca ─ e che quindi la sua virata nel pop non era figlia solamente di un’evoluzione musicale ─ in secondo luogo è curioso notare come di fatto l’artista non si rendeva conto di quanto fosse stato imponente il suo apporto artistico nei confronti dell’hip hop italiano.

Non potremo mai sapere davvero le profonde motivazioni che hanno portato Neffa ad abbandonare il rap, né tantomeno il perché della sua distanza dai riflettori al giorno d’oggi, quello che è certo è che la musica che ci ha regalato (anche con qualche produzione che troviamo qua e là, come nell’ultimo disco di Elodie) avrà per sempre un valore inestimabile.

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