Questioni Di Principio è il primo singolo estratto da Scritto Nelle Stelle, il nuovo disco di Ghemon.

Era da un anno – un’era geologica per l’industria musicale – che Ghemon non pubblicava un nuovo brano. L’ultimo era stato, appunto, Rose Viola, canzone portata in gara al Festival di Sanremo del 2019. Era il 2012, invece, l’anno in cui ci si aspettava l’uscita di 404/Scritto nelle stelle, che invece lasciò spazio a Qualcosa è cambiato. Ben più di un’era geologica fa, se si considerano le rivoluzioni e gli stravolgimenti artistici di Ghemon degli ultimi sette anni o, come dice lui nel suo libro, tutte le volte che ha cambiato pelle.

Alla fine, però, dopo il lavoro, dopo l’attesa e il doveroso silenzio, torna la musica con Questioni Di Principio, prodotto da Sup Nasa, il primo singolo di Ghemon estratto dal disco Scritto Nelle Stelle, in uscita il 20 marzo.

Ghemon: Scritto Nelle Stelle - Rapologia.it

Ci sono dei momenti, per un artista, che fanno da svolta – turning point, se vogliamo darci un tono – e intorno ai quali una carriera cambia direzione. Non si tratta necessariamente di un discorso legato alla crescita o alla diminuzione del pubblico e dei numeri – al successo, insomma – ma riguarda la strada intrapresa e la solidità nel percorrerla.

Già con Orchidee sembrava che Ghemon avesse messo la freccia per svoltare nella sua di direzione, non quella più comune del rap italiano – comunque percorsa sempre a modo suo. In realtà, tre anni dopo è venuto fuori un disco come Mezzanotte, frutto del tormento, della depressione e di un lavorio artistico e personale che doveva necessariamente sparpagliare le carte sul tavolo.

Lì, da dopo l’uscita di quel disco, è iniziato il turning moment di Ghemon. Silenzioso, perché i frutti li si ottiene lavorando, ma pregno di maturità e segnato da una tappa – il Festival di Sanremo – fondamentale in tal senso.

Il risultato è una svolta proprio dal punto di vista della consapevolezza di sé. Mezzanotte era il disco dei tormenti, confusi e discordanti. Qui, invece, Ghemon non li ha sconfitti, perché sarebbe impossibile, ma li ha accettati, ha imparato ad allinearli ai suoi principi. Anzi, alle sue Questioni Di Principio.

Musicalmente ci muoviamo sempre su un territorio più black possibile, dal quale esce fuori la voce dell’artista avellinese a volte in maniera dolce e pulita, a volte sporca e aggressiva. Lo fa cantando le certezze di un uomo che si avvicina ai quarant’anni e ha imparato a fare i conti con se stesso, anche con le cose difficili da gestire. Non è un caso che il primo verso si apra parlando di “accarezzare la mia imperfezione“, proprio perché, alla lunga, la consapevolezza è riuscita a trasformare in tratti distintivi quelli che venivano visti come difetti.

Ghemon

Questioni Di Principio lascia il sapore di un confronto di un uomo tra sé e sé, consapevole delle difficoltà, degli inciampi e dei detrattori, ma che sa anche di trovarsi sulla strada giusta, percorsa con la solita classe da Ghemon, forse ancora più smooth del solito grazie alla produzione di alta sartoria di Sup Nasa.

L’autore di Rose Viola ha vissuto tutta la sua carriera come una questione di principio. È partito rappando di sé, dei suoi amori e dei suoi sentimenti, in un periodo in cui il rap italiano – tanto, non tutto – si rifaceva a un certo tipo di rap decisamente più gangsta, à la G-Unit. Ha deciso di mettersi a cantare quando aveva raggiunto uno status intoccabile come rapper. Ha portato a Sanremo un pezzo che non si discostava di una virgola dalla sua idea di musica.

Ora le sue Questioni Di Principio Ghemon le ha messe per iscritto; a marzo sarà tutto Scritto Nelle Stelle.

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