Nel 2020 diversi artisti riceveranno il Grammy Lifetime Achievement Award, tra questi anche i grandi Public Enemy.

Trascorrono gli anni e diversi esponenti storici della scena rap americana passano piano piano nel dimenticatoio, con i giovani che si affacciano a questo genere musicale che non si interessano neanche più a conoscere e approfondire chi ha dato un forte contributo alla cultura su cui si fonda tutto ciò adesso sta ottenendo sempre più successo

Ci sono però enti e premiazioni che ogni anno forniscono importanti riconoscimenti a chi si è dato da fare con la propria musica, lasciando un segno indelebile all’interno del rap game: così fa la Recording Academy con il celebre Grammy Awards che, ogni anno, viene anche consegnato a chi ha dato nel corso della carriera un contributo fondamentale alla discografia. Lo fa con il Grammy Lifetime Achievement Award e nel 2020 se lo aggiudicheranno i Public Enemy.

Chuck D, Flavor Flav, Professor Griff e DJ Lord tra gli anni Ottanta e Novanta hanno alzato la voce sia contro la situazione politica e sociale americane, in particolare nei confronti degli afroamericani, che contro i media nazionali e internazionali, raccogliendo numerosi consensi in giro per tutto il mondo.

L’esempio più noto e rappresentativo è indubbiamente Fight The Power, brano tra l’altro entrato a far parte nella Hall of Fame dei Grammy l’anno scorso:

Queste le parole di Deborah Dugan, Presidente e CEO della Recording Academy in merito a questo premio:

“Our industry is one that prides itself on influence and paying it forward, and each year the Recording Academy has the privilege of honoring a select group of visionaries whose creative contributions have rippled throughout our culture. Our Special Merit Awards recipients have molded their musical passion into pieces of history that will continue to influence and inspire generations of music creators and music lovers to come.”

Assieme ai Public Enemy, riceveranno un Grammy Award per la loro carriera anche Iggy Pop, Roberta Flack, Issac Hayes, Sister Rosetta Tharpe, Chicago e John Prine.

Lunga vita a loro e a chi – seppur qualcuno negli ultimi anni non sia esente da critiche – contribuisce a portarne avanti la memoria.

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