“Juiz” è il nuovo singolo di Chef Joe, disponibile da oggi su Spotify e tutte le principali piattaforme streaming, distribuito da Artist First.

Il triplice fischio dell’arbitro è il segnale inequivocabile della conclusione di una qualsiasi partita di calcio. Per Chef Joe invece, simboleggia l’inizio di una nuova vita artistica. Conosciuto anche come J-Joe, rapper capitolino che si fece notare sin dal 2008 sia nelle gare di freestyle che nelle jam. Vanta collaborazioni con alcuni fra i più importanti rapper italiani fra cui Gemitaiz, Madman, Jesto, Hyst, Rancore e CaneSecco

L’artista romano affronta tematiche di un certo spessore, in maniera più o meno satirica, raccontando un vissuto che in passato lo ha portato a girovagare per il Brasile per diversi anni. Ebbene si, poiché durante gli anni di silenzio “discografico”, decise di intraprendere un viaggio oltreoceano per motivi estremamente personali.

Le esperienze pregresse e tutto ciò che ne è derivato sono la vera chiave di lettura per poter comprendere chi è Chef Joe, a livello personale tanto quanto a livello artistico, così come appare in questo singolo che sancisce uno dei momenti chiave della sua carriera e del suo ritorno sulla scena italiana.

Oggi infatti è ufficialmente online Juiz, prodotto da Wokem Bemo e distribuito da Artist First. Un brano in grado di fondere un sound fresco e un’attitudine trap dalle sfumature dark, con un’evidente sostanza a livello espositivo, che lui stesso ha provato a spiegare qui di seguito, attraverso una breve analisi del ritornello:

Il ritornello è ispirato ad un coro da stadio brasiliano equivalente circa al nostro “arbitro cornuto” (juiz significa arbitro, giudice) a cui segue una sequenza di parole apparentemente senza un filo logico ma che simboleggiano la finzione (Barbie) e il paradosso (Ken bang) diventando la causa dell’invettiva stessa.

È un pezzo dove prende chiaramente posizione nei confronti di tutte le questioni attuali del rap con maturità e distacco, attraverso una serie di simboli riconoscibili in diverse barre.

“In questa scena rap sono Vissani
Questi si sposano per i big money
È inutile che preghi talismani
Se sei sopra al Titanic

Lo Chef fa un paragone riguardo l’unione di abilità tecnica con una schiettezza che lo contraddistingue. Mentre il successivo riferimento al matrimonio per soldi, spiega un compromesso forzato che porta all’infelicità: un “Titanic” da cui non ti salvano talismani (quindi gioielli, orologi o altri monili di sorta).

 

“Ma lo senti quando senti rime vere
Che catturano momenti come venti cineprese
Fanno dei commenti non chi non arriva a fine mese
Pischelletti escono soli soletti le prime sere”.

Questa è la vera fotografia di Juiz: una visione della realtà sotto tutti i punti di vista, come data da 20 cineprese. A questo segue la consapevolezza che il pubblico più maturo non lascia commenti superficiali e che quindi il messaggio potrebbe non essere non capito solo da chi invece lo fa, ovvero gli adolescenti, ormai assuefatti dai social network.

“Um dois treis quatro cinco
Non sono brasiliano sono gringo
Tu sei buono solo per il circo
E te la scopi solo con il ciclo”.

Parte con una citazione a Gucci Gang Rmx di Joyner Lucas (Un dois tres quatro cinco) e continua con la definizione del personaggio: non c’è l’intenzione di fare il finto brasiliano o di fingersi altro.

“No che non ti ascolto sono un buongustaio
Passami le rizla che ne faccio proprio un paio
Piace molto la tua roba, e metti un po piu ajo
Sembra che mangi la pizza col cucchiaio”.

Si definisce “buongustaio” invitando gli altri rapper a mettere più “sapore” quindi più “ajo” (traducibile anche in “più cuore” dato che l’aglio è considerato un aroma di cuore). Anche la pizza con il cucchiaio, come anche quella con l’ananas, scene comuni in Brasile, in questo caso vengono rese metaforicamente delle critiche nei confronti della scena.

Lascio a voi il resto dell’interpretazione dell’ultimo piatto dello Chef Joe! Come sempre qui sotto c’è il link Spotify, buon ascolto!

Commenti