L’attesa sta per finire: Marracash ha svelato i 9 featuring presenti in Persona, il suo nuovo album.

Ormai sembra che non si parli d’altro, quasi come si trattasse di calcio o di politica, tipico dell’Italia. Marracash ha annunciato Persona, il suo nuovo album in uscita il 31 ottobre ed ognuno di noi, in cuor proprio, ha già disegnato nella sua mente la forma di uno dei progetti più attesi della storia del rap italiano, da che si ha memoria. Il primo trailer ha svelato il concept e il titolo del disco, il secondo ha annunciato la presenza di 9 featuring, che avrebbero aiutato Marracash a delineare la costruzione della sua Persona.

Cercare di indovinare tutti e 9 i featuring è stato un gioco d’azzardo dal quale praticamente nessuno è uscito vincitore. Questi i nomi, in ordine di presentazione come Marra ha scelto, presenti nel nuovo disco: Guè Pequeno, Mahmood, madame, Sfera Ebbasta, Cosmo, Massimo Pericolo, Tha Supreme, Coez e Luchè. Neanche a dirlo, la particolare scelta degli artista ha attirato ilarità ed ire di fan e addetti ai lavori, tra chi voleva questo e chi si aspettava quell’altro.

Il punto è che Persona è un progetto intimo ed ambizioso in modo dichiarato, come raramente accade oggi. Marracash ha deciso di mettersi a nudo dopo una lunga assenza, raccontando attraverso le motivazioni dei featuring anche un po’ del periodo buio dal quale sembra essere uscito. Ed è così che si alternano a descrizioni scure e sofferenti – come quelle dedicate a Gue, Sfera e Luchè – ad altre che sembrano dare la luce giusta al progetto, come l’incontro casuale con Cosmo, come la benedizione a Massimo Pericolo, come la somiglianza somatica con Mahmood. É chiaro che ognuno desidera sempre qualcosa di diverso dalla realtà e per molti è accaduto con il disco di Marracash.

Ma, appunto, è il disco di Marracash e di nessun altro e se sono state prese determinate scelte un motivo ci sarà. A questo punto non ci resta che aspettare il 31 ottobre per poi parlare – se necessario – con cognizione di causa di ciò che è stato creato. L’attesa sta finalmente per finire ed il disco sta iniziando a prendere vita.

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Ho 21 anni e mi nutro quotidianamente di questa musica. Preferisco gli autori profondi a quelli superficiali e sono fermamente convinto che il rap possa veramente tirare fuori le persone dalla m*rda.