Continua la grande maratona del rap italiano nel 2019: fuori Kety, il nuovo album di Ketama126 con dentro tanti ospiti di spessore.

Qualche tempo fa si parlava di Ketama126 più per il folklore che lo contraddistingueva che per la sua musica: un artista decisamente sopra le righe, noncurante del politically correct fuori e dentro i social, distante dall’edulcorazione di certi colleghi. A queste sfumature si è però presta aggiunto il valore dell’arte prodotta che – attingendo dai più disparati generi musicali – è riuscita a creare una miscela inedita ed esplosiva: meriti che Rehab prima, e la presenza in Mattoni poi, hanno preso forma con convinzione, calamitando una certa attenzione sull’artista della Lovegang.

Kety è il suo nuovo album, e già dal nome ci suggerisce come contenga al suo interno tutto ciò che Ketama126 non aveva approfondito abbastanza in precedenza: temi come l’amore, la battaglia con la droga, la voglia di stare lontano da determinati riflettori, ci raccontano un artista che ha ancora tanto da dire, che ha voglia di farlo attraverso la musica, anche se non sempre l’intento riesce come promesso. Le potenzialità del disco sono confermate da una discreta varietà dei featuring (Fabri Fibra, Noyz Narcos, Speranza, Tedua, Massimo Pericolo, Franco126 e Generic Animal) e dalla cura nelle produzioni, la maggior parte delle quali attenzionate dallo stesso artista. Purtroppo, questo stacanovismo che lo ha visto coinvolto in tutte le fasi di creazione del disco al primo ascolto sembra che lo abbiano reso un po’ stanco in alcune tracce, che sembrano essere più utili a spezzare il ritmo del disco che a dargli una precisa continuità.

Siamo comunque convinti che Kety sia un disco che meriti ben più di un ascolto, e che Ketama126 sia pronto a dire la sua in questo 2019 che lo ha visto un importante co-protagonista.

Commenti
Ho 21 anni e mi nutro quotidianamente di questa musica. Preferisco gli autori profondi a quelli superficiali e sono fermamente convinto che il rap possa veramente tirare fuori le persone dalla m*rda.