Venerdì 13 settembre al Circolo Magnolia si è svolto il Propaganda Festival, un viaggio dai rioni di Caserta alle panchine di Roma.

Wikipedia la chiama “triscaidecafobia” ed è – in parole povere – l’irrazionale paura del numero 13, secolarmente ricollegato alla sventura e ad eventi nefasti; il timore viene poi elevato al quadrato se tale data cade in coincidenza con il venerdì, il giorno notoriamente baciato dalla sfortuna. A sfatare la superstizione e le credenze veterane legate al venerdì 13 ci ha pensato il Propaganda Festival, un grande (e fortunatissimo) evento che, oltre a portare il nome del celebre marchio, ha portato sul palco milanese un pezzo storico di Roma (e non solo) e che ha avuto il compito di chiudere col botto la fervida stagione estiva del Circolo Magnolia, un locus amoenus sospeso fra la Tangenziale Est e l’aeroporto che negli anni è diventato uno degli hotspot per i migliori concerti in città.

Già solo varcando il cancello di ingresso del Magnolia, si ha l’impressione che per una sera il parco si sia trasformato in una Mecca del rap, in cui i devoti si affollano sotto al palco con magliette targate rigorosamente NN e con la certezza che davanti ai loro occhi, da lì a qualche ora, avverrà qualcosa di memorabile. L’adrenalina e la voglia di fare il fuoco sono palpabili: la line up è infatti assolutamente strong e decisamente truce, poco adatta ai deboli di cuore e a chi era in cerca di un tranquillo venerdì sera.

 

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13 Settembre Milano @circolomagnolia – SAVE THE DATE

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La prima tappa di questo viaggio è però visiva: infatti esattamente di fronte al palco, non appena si entra nel vivo dell’area festival, ecco che possiamo apprezzare Floating On Empty, un expo fotografico che raccoglie dieci anni di graffiti italiani nelle foto di Andrea Rodolico. Tre pareti tappezzate di foto, dalle più recenti alle meno, allestito da Livia Fabiani aka la fondatrice del progetto From Wall 2 Hall.

Dopo questa interessante parentesi “storica”, ecco che tra un panino ed una birra si fanno le 21:00: ad aprire le danze sul palco è proprio Caserta con il suo portavoce Speranza, a mani basse una delle maggiori rivelazioni di quest’ultimo anno, che sul palco porta il suo gangsta rap nato fra i rioni casertani e le banlieue parigine, di cui il rapper, senza indorare alcuna pillola, riporta la reale – e cruenta – quotidianità.

Da Caserta ci spostiamo poi a Trastevere, epicentro della Lovegang, il cui vessillo viene issato da Ketama, il genio e sregolatezza della 126, che fa del nichilismo quasi la sua cifra stilistica:

“Parlo sempre di droga perché non facciamo altro,
non ho contenuti perché sono vuoto dentro.”

Sul palco con lui anche il fedele Franco126, altra colonna portante della crew romana.

Se la Lovegang è considerata da alcuni l’erede del TruceKlan, non poteva di certo mancare qualcuno della vecchia guardia che tenesse alta la bandiera del leggendario collettivo capitolino; stiamo parlando di Gemello, che – lontano anni luce dalle fiamme nel commissariato e dai ferri freddi – ha percorso la strada di un rap più intimo, notturno e introspettivo, e che insieme a Sine One presenta per la prima volta live a Milano il suo nuovo album, UNtitled, pubblicato lo scorso maggio.

Arriviamo così a quello che è sicuramente l’ospite più atteso della serata, il padrone di casa Propaganda che rappresenta RM sulla mappa del rap italiano:

“Da RM parla NN, sei triplo”

Noyz Narcos è infatti pronto a scatenare l’inferno, e lo fa accompagnato da Night Skinny; tra i successi di Enemy (che vede come guest Rkomi) e le freschissime Street Advisor e Bad People, giungiamo alla fine della serata, dove succede una di quelle cose che sì, un po’ te le aspetti, ma poi quando accadono veramente, stenti ancora a crederci. Sul palco ritorna Gemello e i due – nonostante l’assenza di Benassa, Cole e del Chicoria – ci fanno rivivere letteralmente un pezzo di storia portando live Deadly Combination (più comunemente nota come In the panchine) a quasi 15 anni dalla sua uscita.

A salire in consolle per l’aftershow ci sono Dj Gengis, TY1 e DJ 2P, che con un’altra buona dose di rap chiudono degnamente una serata con cui, grazie ad alcuni dei suoi maggiori esponenti, Roma ha riconfermato per l’ennesima volta il proprio status di caput mundi.

A cura di Greta Valicenti e Mattia Manerba

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