Esce oggi per Island Records Mattoni, il nuovo e attesissimo disco di Night Skinny.

Da qualche anno a questa parte, l’hype sembra essere il motore immobile di qualsiasi prodotto artistico di portata considerevole, e gli ingredienti per crearlo sono su per giù sempre gli stessi: un nome riconosciuto come uno fra i migliori della scena, dei precedenti discografici eccellenti, un roster di artisti da capogiro e – volente o nolente – le immancabili polemiche su alcuni di essi.

A (cor)rispondere a tutte queste istanze è sicuramente Mattoni, il nuovo disco di Night Skinny, che a cinque anni di distanza da Zero Kills e a due da Pezzi – nonché reduce dalla produzione di alcuni fra i migliori album degli ultimi tempi (Io in terra di Rkomi e Enemy di Noyz Narcos) – torna con il suo quarto progetto solista, per il quale ha radunato 26 fra vecchie e nuove conoscenze del panorama rap italiano, mischiate e poi messe insieme per dar vita a tracce tanto eterogenee quanto armoniche e coese.

“Faccio fatica a comprendere. In tanti parlano di un periodo noioso, in cui la musica si è omologata a dei canoni monotoni e ripetitivi. Non capisco, francamente.
Credo si tratti di un luogo comune, di uno stereotipo nel senso più puro del termine.
Questo è un momento fantastico, in cui c’è tanta musica e in cui accedervi è facilissimo.
Basterebbe sporgersi un pochino al di là del proprio cilindro per accorgersi di quanta musica c’è in giro.”

Un momento fantastico che Night Skinny ha voluto celebrare con i rapper con cui – prima ancora che dal punto di vista professionale – è legato dal punto di vista umano; è infatti durante un viaggio a New York – “città dove passato, presente e futuro vanno a braccetto, dove convivono la magnificenza della Statua della Libertà e l’ambizione del più incredibile futuro di un supermercato senza casse” – insieme agli amici di una vita, Noyz Narcos e Luchè, che nasce l’idea di questo disco, così come l’ampio (e dibattuto) spazio riservato a Rkomi è dovuto anche all’affetto viscerale che lega i due.

Tutto ciò si percepisce già dal primo ascolto: Mattoni è a tutti gli effetti un disco rap, con momenti di pura fotta, punchline, barre serrate e freestyle (come ad esempio 0Like, Bad People, Fumo 1etto, Sciacqua la bocca e la title track Mattoni), a cui però – quando meno te lo aspetti – si alternano tracce di forte introspezione, di quelle che possono nascere solo se alla base c’è un rapporto personale profondo e consolidato fra chi lavora insieme: una su tutte uno dei tre pezzi solisti, Attraverso me, che per Night Skinny è il cuore pulsante dell’album e in cui Luchè mette in rima fatti talmente personali, da rendere impossibile qualsiasi collaborazione che potesse reggere il peso e l’intensità delle sue parole.

In Mattoni, Night Skinny racconta la bellezza del passato e quella del presente, e lo fa senza che l’una prenda il sopravvento sull’altra, perché solo coesistendo possono creare il futuro che – siamo certi – sarà glorioso.

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