Durante la nostra chiacchierata con Dutch Nazari, ci siamo soffermati sulle sue letture preferite.

Poco prima dell’esibizione di Dutch Nazari al Beat Café di San Salvo (CH), riscaldati dai primi scampoli di sole primaverile, ci siamo trovati a chiacchierare tranquillamente l’uno di fronte all’altro sul lungomare della costa adriatica.

In queste rare e piacevolissime occasioni un argomento tira l’altro, specie quando hai a che fare con un rapper-cantautore (qui per saperne di più del nostro incontro con Dutch Nazari). Tra arte, musica, economia, politica ed interessi di vario genere siamo giunti anche a discutere dell’importanza della lettura e dell’impatto della letteratura sull’adolescenza, per poi terminare con le sue preferenze attuali.

Ecco cosa ci ha raccontato:

«Penso di non poter affermare con certezza che aver letto un libro possa aver ‘cambiato’ in qualche modo la mia vita. In compenso, ti dico che ho letto tanti libri belli. In generale credo che il periodo della vita in cui le letture ti scuotono di più, per ovvi motivi, sia l’adolescenza. Personalmente in adolescenza ho apprezzato molto Novecento di Alessandro Baricco. Oltre a tutti i libri di Niccolò Ammaniti, per quanto riguarda la letteratura italiana».

Novecento è un monologo teatrale pubblicato da Feltrinelli nel 1994. Questo monologo di Baricco narra, attraverso il racconto dell’amico musicista e narratore Tim Tooney, la singolare storia del pianista Danny Boodman T.D. Lemon Novecento. Citando l’autore questo libro può essere definito come una via di mezzo tra “una vera messa in scena e un racconto da leggere ad alta voce”. Per saperne di più e acquistarlo clicca qui.

Il rapper padovano di Ce lo chiede l’Europa ha anche aggiunto che:

«Adesso però ho 30 anni e se mi chiedessi delle preferenze, non potrei più rispondere queste, perché ad oggi le vedrei sicuramente in maniera diversa.
Quindi ti risponderò con i libri che ho letto ultimamente.
Ad esempio, secondo me, lo scrittore più bravo in assoluto in Italia è Beppe Fenoglio. Mentre il libro più bello che ho letto, da ‘grande’ (sorride, ndr) è Sostiene Pereira di Antonio Tabucchi. Devo ammettere che quello è un libro che mi ha scosso parecchio».

Edito per Feltrinelli nel 1994, Sostiene Pereira è uno dei libri più celebri di Antonio Tabucchi. Il romanzo è ambientato a Lisbona nel 1938, nel pieno del regime dittatoriale salazarista. Il dottor Pereira è un giornalista dedito solo alla letteratura e al ricordo di sua moglie (morta da qualche anno di tisi), che ha abbandonato le rubriche di cronaca nera per curare la rubrica culturale di un quotidiano del pomeriggio della città, il Lisboa. A seguito di diversi incontri, con il giovane pubblicista Monteiro Rossi prima e il dottor Cardoso poi, Pereira inizia a prendere consapevolezza della realtà del regime in cui vive: le violenze, il clima di intimidazione, la pesante censura a cui è sottoposta la stampa. Trasformandosi da ‘antieroe’ ad impegnato oppositore. Per saperne di più e acquistarlo clicca qui.

Grafica di Mr. Peppe Occhipinti.

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