Tra un arrondissement francese e un rione Casertano, è nata una potenziale stella.

Speranza si è catapultato sul rap italiano come una meteora in collisione: senza freni, infuocato e con una traiettoria delineata e precisa; rappa in francese e in casertano, in un misto di linguaggi tutt’altro che diretti agli abitanti di tutta la penisola, ma questo non gli sta impedendo di prendersi prepotentemente, traccia dopo traccia, il suo meritato spazio nella scena.

Che usi l’autotune nei ritornelli riprendendo quella melodia classica della tradizione campana o che canti ai limiti dell’urlo, portando qualcuno a definirlo il ‘’6ix9ine italiano’’, Speranza sta facendo parlare di sé e per un insieme di giuste ragioni.

In un 2019 fatto di Gallagher e Traffik, di (finti) artisti che trasformano se stessi in personaggi, di testi che raccontano fatti lontani anni luce dalle realtà di chi li racconta, Speranza è forse la cura alla carestia di street-credibility che personalmente stavo aspettando.

Prendiamo il testo di Sparalo per capire di cosa sto parlando:

“Vestut’ ch’e tute e vascie a Matalena / Asciut’ d’a poco a galera, ‘nda gabbia toracica l’anima / Mariuolo “serie A”, l’aniell’ mancant’ tra l’omm’ e l’animal’ / Maschera e Hannibal, fame in giro c’o passamontagn’ / Taglio coca e cape a Talebbano, Hashish, Hashtag te chiav’ una castagn’ / Nun t’ha rat’ o’ passaggio? N’te preoccupà! / Nun t’aguard’ manc’ ‘nfaccia? N’te preoccupà! / Nun ha luat’ a denuncia? N’te preoccupà! / Tann’ t’e preoccupà! / Caccie o’ fierr’! Caccie o’ fierr’! Sparalo! Sparalo!”

Traduzione: “Vestito con le tute di giù della Maddalena / Uscito da poco di galera, nella gabbia toracica l’anima / Ladro serie A, l’anello mancante tra l’uomo e l’animale / Maschera di Hannibal, facciamo giri col passamontagna / Taglio coca e teste come un talebano, hashish, hashtag ti sferro un pugno / Non ti ha dato il passaggio? Non ti preoccupare! / Non ti ha nemmeno guardato in faccia? Non ti preoccupare! / Non ti ha ritirato la denuncia? Non ti preoccupare! /Tira fuori il ferro, sparagli!”

La Maddalena è un noto mercatino nel centro di Napoli che vende merce di marca falsa/a basso prezzo/rubata; chi non è al primo ascolto sa già che Speranza ha quasi fatto del suo segno distintivo l’indossare tute di marche a basso prezzo (se invece sei al primo ascolto, vatti ad ascoltare Givova).

In un momento in cui l’outfit di marca sembra fare il rapper più delle rime stesse, è inevitabile apprezzare una figura che fa un vanto dell’abbigliamento a basso costo, in quanto appannaggio della sua la propria realtà quotdiana, senza falsi vaneggi.

Speranza rapper

Dalla trilogia di Spall A Sott (espressione usata a Caserta durante la processione della protettrice della città, Sant’Anna, quando si alza la statua), tributo alla città dell’artista e alla religione che gli fa da appiglio, all’ultima uscita, Manfredi, ispirata al personaggio di Suburra, la voce di Speranza è un altoparlante in fiamme, i testi crudi e sconvolgenti, tutt’altro che facili da digerire.

La sua proposta in generale sembrerebbe destinata a un pubblico ristretto, fatto di gente che sa per esperienze più o meno dirette di cosa lui stia parlando e che possa comprendere in maniera altrettanto diretta i suoi testi.

Eppure io, che non ho nessuna di queste caratteristiche, sono stata conquistata da lui al primo ascolto: sarà la sfrontatezza lucida e sicura che può avere solo chi è autentico fino all’osso, chi non ha bisogno di inventarsi niente. Sarà il carisma che può esercitare il racconto di una realtà così lontana ma narrata così nettamente da trasmettere quella rabbia all’ascoltatore, da spaventare ed elettrizzare al contempo, da farti venir voglia di alzarti e urlare anche tu.

Sarà la forza ammaliatrice del rap più essenziale, non tanto nella forma che, anzi, è arricchita da riferimenti alla cultura partenopea, da figure retoriche e immagini perfettamente delineate, così come lo switch da una lingua all’altra così fluido che non per forza viene colto con immediatezza.

L’essenzialità di cui parlo è quella di una voce che non ha bisogno di mezzi termini o di approvazioni, che non chiede il permesso di infilarsi, ma che si catapulta come un tuono con l’unico mezzo che ha per combattere quel disagio: strillandolo a squarcia gola.

Noyz Narcos ha annunciato un featuring in arrivo e da una collaborazione del genere possiamo solo aspettarci un maremoto. Ma d’altronde da un artista come lui possiamo aspettarci solo grandi cose, che possano far compiere un grande passo per Caserta, e uno altrettanto grande per il rap italiano.

Grafica di Lorenzo Alaia e Ciro Maria Molaro.

 

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