Meddaman ci consiglia un libro: dopo averlo letto, cambiaremo subito la password di tutti i nostri social network.

Tu vorresti essere Briatore, io uno scrittore” così citava Meddaman nel suo pezzo Spargo Parole, e chi meglio di un rapper/liricista come lui può definirsi tale? In questa traccia racconta di quanto per lui le parole siano importanti, il suo punto di forza. La sua carriera infatti vanta ottimi brani, sia da rapper solista che con il suo gruppo storico, i Microspasmi.

Durante la nostra intervista, fatta a Santeria Social Club assieme al suo socio di sempre Goedi, abbiamo voluto sapere quali fossero le sue letture preferite, e se avesse un libro in particolare da consigliarci. Alla nostra domanda, ha risposto subito entusiasta, perché aveva appena finito di leggere un romanzo che lui definisce una figata oltre che super moderno.

Si tratta del libro The Circle dell’autore americano Dave Eggers.

Questo è quello che ci ha detto:

«Parla dell’avvento di un’azienda che si occupa di marketing online che riesce ad entrare nella politica e fa le prime votazioni tramite internet. Ha anticipato quello che stiamo vivendo ora e ci svela come l’utilizzo di internet e dei social abbia preso posizione a discapito della nostra privacy.»

E aggiunge:

«Tra l’altro è uscito anche il film tratto da questo romanzo; i protagonisti sono niente meno che Emma Watson e Tom Hanks.»

The Circle Dave Eggers

In un periodo storico come il nostro, dove tutto è basato sui likes o sui followers, questo libro sembra cadere proprio a pennello. Un romanzo distopico e fantascientifico ma allo stesso tempo divertente, nel senso lato della parola.

Meddaman lo consiglia a tutti perché narra della società oscura che ci circonda. Ci fa capire quanto i social e internet a volte possano annullare la nostra identità dando vita a dei robot. Ma non solo, sono degli strumenti pericolosi che possono ledere la nostra privacy.

Il libro infatti racconta di una società, chiamata The Circle (il Cerchio) che, grazie a delle innovazioni tecnologiche, dà libero accesso ai dati sensibili di tutta la popolazione mondiale. Soprattutto per questo motivo, una volta letto, ci farà sicuramente venire voglia di spegnere tutto e disconnetterci dai social network per ritirarci in solitudine in un paesino in montagna e fare gli eremiti, portandoci però con sé uno stereo con buona musica dentro.

Oltre all’essere umano, la vittima di questo sistema è anche la musica, che a volte passa in secondo piano. Un artista tramite i social network può dar sfogo al proprio esibizionismo tanto che a volte i followers del profilo social sono molto più numerosi agli ascoltatori su Spotify. Questo perchè, capita spesso, i fan sono più attratti dal personaggio piuttosto che dalla musica o l’arte dello stesso. Oramai è più semplice guardare le Instagram stories di quindici secondi piuttosto che ascoltare un brano che dura più di tre minuti.

Nel pezzo La musica della vita Meddaman dice:

«è il posto dove io sto più nascosto, sono me stesso e te lo dico con il cuore»

Non ci sono parole più azzeccate di queste, perché la musica è il luogo dove tutti noi dovremmo rifugiarci per stare bene e sentirci speciali. I social, non sono altro che degli strumenti in grado di farci vivere in un mondo di apparenza dove l’imperfezione è sovrana.

Alla fine degli anni ’90, quando i Microspasmi hanno iniziato il loro percorso artistico, i problemi legati ai social network erano ancora inimmaginabili. C’era la voglia di conoscersi dal vivo, c’erano i negozi di dischi dove si andava con la speranza di trovare l’album del proprio artista preferito, c’era MTV che passava il video del pezzo che tanto speravamo di vedere. Queste erano le cose che ci tenevano vivi.

La musica della vita di Medda ha piu motivi per esserlo perchè come dice lui “questa è la realtà, la mia parte più vera”.

Oggi invece la dimensione virtuale ha preso il sopravvento su quella reale. Riflettiamoci.

 

Grafica di Mr. Peppe Occhipinti.

Commenti
Nata l’11 settembre all’epicentro di un terremoto, Destinata in quel momento a buttar giù quello che trovo" cit. Mistaman Mi chiamo Elena, e abito a Monza, ma se per caso passate per Sesto potrete trovarmi tra le tag di qualche muro, come Exena. Cresciuta tra i palazzi e i parchetti della periferia milanese, con la voglia di uscire dagli schemi, di differenziarmi dalla moda del momento. Zaino in spalla e cuffie nelle orecchie, il bum bum cha ha sempre dato ritmo al mio passo, ai treni presi per raggiungere le più disparate jam e poter condividere sempre, con più persone possibili, questa mia grande passione: l'hip hop