Il 25 gennaio scorso è uscito Crisalide (tra le tue mani), il nuovo disco del rapper campano Signor D. Abbiamo cercato di comprendere meglio questo progetto, rivolgendo anche alcune domande all’autore.

Io voglio i lividi, se portan brividi/
Mi frega un cazzo questa musica lo sai ci rende liberi

Tra le tante barre che mi hanno colpito nel breve ma intenso disco di Signor D – Crisalide (nelle tue mani) – questa, tratta dalla title track Crisalide è sicuramente quella che mi ha colpito di più. Troppo spesso ci focalizziamo sulle cadute, sulle sfortune che la vita sembra porci quasi come scherzi del destino, senza cogliere il quadro da lontano, senza accorgerci che a volte i momenti più bassi sono fondamentali proprio per farci apprezzare di più quanto di bello il fato ha disegnato per noi.

È un po’ questo secondo noi il concept del nuovo disco di Signor D. D’altronde al fianco del rap più spensierato di cui le nostre radio son sature, vi sono artisti da anni nella scena, ormai adulti, che decidono di utilizzare il questo strumento per mettere nero su bianco prese di coscienza della propria vita, concentrandosi su aspetti che solo sopo una certa età si arrivano a comprendere.

Signor D, al secolo Dario De Rosa, è nella scena da più di quindici anni. Prima dell’uscita di Crisalide (nelle tue mani), nel 2015 l’artista è stato premiato con l’importante premio  HIP HOP MEI, conseguito con il brano Voce immortale, facente parte del disco Storie sociali e private di un essere superiore. Poco dopo, inoltre, Voce immortale e Neanderthal vengono selezionate da Piotta per la compilation Hit Mania 2016.

Questo nuovo lavoro, che è stato anticipato dal singolo Not for sale, è stato curato dallo stesso Signor D non solo alle liriche, ma anche alle macchine, con  Vins Alorem ed Epik the Dawn. La registrazione, il missaggio e il master sono stati curati da Fabio Musta presso il Different Lab Studio di Salerno.

Crisalide (nelle tue mani) è un disco maturo e la sua brevità (l’album è composto da 5 tracce) appare come un surplus in quest’ottica, permettendo all’ascoltatore di concentrarsi maggiormente su ogni singolo brano. Lavori come questo dovrebbero avere più spazio, anche solo per dimostrare a coloro che hanno una visione distorta del movimento, che il rap può – e secondo noi deve – avere anche dei contenuti di un certo livello.

Alla luce di questo abbiamo deciso di intervistare Signor D, per sapere qualcosa di più riguardo questo lavoro e sulla sua carriera.

 

Ciao Dario, il tuo disco è uscito ormai da un po’: come sta andando? Sei soddisfatto?
«Il disco sta andando esattamente come mi aspettavo, perché dopo l’uscita del primo singolo “Not For Sale” ho ricevuto molti complimenti in privato sul mio instagram, che ormai è il social dove più si entra in contatto con le persone, ed è stato tutto più o meno in discesa, ovviamente perché ho mantenuto lo stesso livello ad ogni traccia.

Sono soddisfatto perché la gente mi scrive proprio quello che voglio comunicare nelle mie canzoni, quindi significa che sono arrivato nel modo giusto, e soprattutto significa che con le mie parole riesco a comunicare bene il messaggio, perché il rap è per me, e credo per chiunque viene dalla vecchia scuola, è il testo, quello che vuoi dire, descriversi a pieno e far riconoscere gli altri in quello che si scrive, cosa che sembra alquanto in fase di estinzione.»

 “Crisalide”, la title track dell’album, è probabilmente il brano più personale di tutto il lavoro: come è nata?
«Crisalide è la traccia che più rappresenta la mia presa di coscienza di ciò che sono, le tracce dell’album sono tutte personali, io parlo sempre di me stesso e di quello che vivo. La traccia è stata un lavorone, devo ammetterlo, perché inizialmente scrivevo del fatto che io ero chiuso nella crisalide e che dovevo ancora combattere per uscirne, ed anche il beat era diverso, molto più lento e malinconico, ma poi singolo dopo singolo è cambiato il discorso, ho avuto davvero molti consensi, persone che mi dicevano “sei il mio artista preferito” oppure “hai un nuovo fan, mi fai emozionare” e poi “finalmente qualcuno che dice qualcosa in questa m**** di rap italiano”.

Allora ho detto, non sarò E-Green e non sarò Bassi Maestro, ma la gente mi sta ascoltando, sono fuori dalle mie quattro mura di casa, di nuovo , e quindi la traccia ha voluto affermare questo, io ce l’ho fatta, con il mio essere me stesso, con quello che dico la gente mi ascolta e si emoziona e quindi va bene così, fanculo se la scena hip-hop è cambiata e vuole altro.»

Nel 2015 hai vinto il prestigioso premio MEI. Come è arrivato questo traguardo? In che modo pensi abbia influenzato la tua carriera?
«
Devo innanzitutto precisare che io credo molto nei miei progetti e sapevo che “Storie Sociali e Private di un Essere Superiore” avrebbe potuto darmi delle soddisfazioni, ma non immaginavo di vincere quel tipo di premio vinto da altri rapper oggi tutti conosciuti al grande pubblico, come ad esempio Nesli, Amir, Ghemon, Ghali e Claver Gold. Il premio ha influito sulla mia carriera e molto, sia in positivo che in negativo, vi spiego il perché. Inizialmente ha influito positivamente in quanto sono stato contattato da chiunque per interviste ed ho girato l’intero stivale in giro per i festival e quindi diciamo che il mio nome è iniziato a girare, ed ho avuto richieste da etichette importati e proprio queste hanno portato poi il momento negativo.

Infatti il discorso più o meno di tutte era quello di modificare alcuni aspetti del mio album e la mia risposta a queste richieste era sempre un netto no. Così è iniziata quella che ho definito io stesso la mia “depressione artistica” perché ho capito tante cose del mercato discografico ed ho capito che sicuramente quello non era, e non è, il mio mondo. Infatti, completamente sfiduciato, decisi di smettere, ma poi l’amore per la musica, per questa musica, ha vinto ed ho iniziato a riscrivere ed a produrre.»

Quindi con “Crisalide (Tra le tue mani)” continui a non volere un’etichetta importante che creda nel tuo progetto?
«
Certo che voglio un’etichetta che sostenga e finanzi più di quanto io possa fare il progetto, che mi porti sul palco a contatto con la gente che poi, parliamoci chiaro, è questa la cosa più bella per un artista, ma deve accettare il progetto lo accetti così com’è senza modificare nulla. Nell’album dico proprio questo a tutti, etichette e persone, io sono questo e se volete apprezzatemi così come sono.

In “Crisalide (Tra le tue mani)” non vi sono featuring con altri rapper: è una scelta precisa o avresti avuto piacere nell’ospitare qualche collega?
«Featuring ce ne sono, in “Il tuo volere”, c’è il gospel fantastico dei Friends For Gospel, che hanno davvero spaccato il beat ed hanno realizzato in davvero poco tempo, perché è stata una mia idea improvvisa, un capolavoro di ritornello, e poi c’è la mia cantante di fiducia, Adelaide, una voce black come poche davvero in Italia, che ha avuto una forte delusione con la musica, ma deve riprendersi ed io le voglio far capire che è bravissima e deve continuare.

Poi se parli di featuring con altri rapper, magari qualche nome altisonante, perché farli? Questo è il mio lavoro, è frutto dei miei sacrifici, e quindi perché far ascoltare una traccia perché c’è il feat di questo o di quello, io sono quello sulla traccia e sulle mie basi fatte con tanta cura e ricerca, e se volete ascoltate me, insomma, non sono di quelli che pensano fammi fare il feat così arrivo a più persone, perché il finale sarà che ascoltano la traccia per lui non per te.»

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Vieni dalla Campania, terra spesso messa da parte nel mondo della “musica che conta” ma che ultimamente sta togliendosi un po’ di soddisfazioni. Personalmente credi abbia potuto penalizzare la tua carriera?
«Col mio vecchio album, che inviai più o meno a tutte le etichette, mi chiamò un discografico anche abbastanza importante e mi disse “il tuo disco è fantastico, peccato che sei del sud, vuoi trasferirti qui a Brescia?”, a quel tempo non me la passavo benissimo economicamente e non potevo farlo, forse ho perso un treno…però penso che il grande salto se deve arrivare e se te lo meriti arriva aldilà di dove sei se del sud o del nord, certo le major, quelle che contano sono tutto al centro nord e magari presentarsi fisicamente con una demo o semplicemente lasciare la demo nella posta è molto più facile e diretto rispetto all’invio di una mail, ma resta il fatto che se vali hai comunque molte possibilità.»

Com’è nato “Crisalide” e in quanto tempo?
«Lavorando e sodo anche, cerco di ricavare un piccolo spazio durante ogni singolo giorno per la musica, di solito la notte, quindi per i miei progetti prendo sempre molto. Poi quest’album è nato dopo che per circa 8 mesi avevo deciso di smettere, per una serie di circostanze, ma non  ce l’ho fatta, avevo proprio il desiderio di rimettere mano alla mia passione, ci ho lavorato da metà 2017 più o meno.»

Qual è il brano che preferisci di tutto il disco? E della tua carriera?
«
Bhè di questo disco a me piacciono tutte, non ne ho una preferita, forse però per l’importanza che ha avuto per me e per la forza che mi ha dato per andare avanti sono particolarmente legato a “Not For Sale”. La mia canzone preferita della mia carriera è “Intelligenza in partenza”, non perché sia la canzone migliore, ma perché al tempo in cui la scrissi rifletteva pienamente quello che stavo vivendo ed è un vaffanculo ai poteri forti di questo stato veramente grandissimo.»

Fai musica ormai da più di quindici anni: sei felice per lo stato di salute della scena rap italiana o rimpiangi il passato?
«Specifico una cosa, c’è sempre dell’ottimo hip-hop in Italia, ma è quello che non passa in radio, di cui non vedi i video in TV, per questo sono più che altro amareggiato, perché il vero hip-hop continua a restare un genere di nicchia, invece meriterebbe molto ma molto di più. Ad oggi si confonde il rap con la trap e la trap con il pop, trapper in Italia a mio pare non ce ne sono, fanno tutti pop. Non rimpiango quindi il passato, perché il rap continua ad esserci ma è tempo che prenda il su vero spazio come in altre nazioni.»

Che progetti hai per il futuro?
«Sto girando il video di ogni traccia dell’album “Crisalide (Tra le tue mani)” che usciranno a partire da inizio marzo e che uniti saranno un film, in pratica racconto la storia della, se così si può chiamare, mia carriera.Poi ho deciso di fare tutti album di 5 canzoni, questo è il mio unico adattamento al pubblico molto diretto di oggi, dal titolo “B.O.S.S. (Back to Old School Sound)”».

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Pescarese di nascita e bolognese d'adozione, vivo e lavoro a Madrid. Amo il rap, la letteratura e i film di Sorrentino.