Il duo siciliano saluta il proprio pubblico nella data emiliana del loro ultimo tour, tenutasi al Locomotiv Club di Bologna il 16 febbraio.

“Siamo sempre stati noi stessi in vent’anni di carriera, qualità inusuale per una scena rap come quella attuale”.

Queste le parole di StokkaMadBuddy al termine del loro concerto nella città delle due Torri sabato scorso, pronunciate con una certa enfasi – mista ad un lieve rammarico – trovandosi a chiudere una delle date dell’ultimo tour della loro onoratissima carriera, giunta al capolinea.

Tutte le cose belle prima o poi finiscono ed il duo palermitano, come ognuno dei loro fan, deve amaramente prenderne atto. Uno spiraglio di speranza è comunque  stato infuso alla propria fanbase: “Ciò non toglie che possiate ritrovarci in qualche collaborazione futura, né significa che scompariremo del tutto. Perché Stokka e MadBuddy non potranno mai essere cancellati”.

Impossibile non prestare attenzione alle parole pronunciate. Negare la rilevanza artistico-musicale del gruppo palermitano significherebbe essere irriconoscenti ed ingrati nei confronti di una vera e propria “istituzione” del genere in Italia.

Sul palco del Locomotiv è andato in scena l’ultimo tour di uno dei maggiori gruppi hip hop nostrani, con la partecipazione di Dj Shocca – storico membro di Unlimited Struggle – il quale ha mostrato tutta la propria bravura nell’arte dello scratch, dote che lo conferma essere uno tra i migliori dj della penisola. Breve apparizione anche per Frank Siciliano assieme al quale Stokka e MadBuddy hanno eseguito la performance di La volta buona, brano uscito lo scorso 25 Gennaio.

Una scaletta di tracce preparate ad hoc, volte a creare un progressivo climax emotivo tra gli artisti sul palco ed il pubblico sottostante. Discreto spazio lasciato – ovviamente – anche ai brani storici: inevitabile la commozione generale che pervaso gli animi dei presenti appena partita la strumentale di Ghettoblaster, pietra miliare dell’hip hop italiano nonché traccia che ha contribuito ad avvicinare intere generazioni – compreso il sottoscritto – alla fantastica cultura della doppia acca.

I brividi lungo la schiena hanno subito fatto spazio però allo stupore nel vedere uno scatenato MadBuddy che per il ritornello di Quando un giorno tornerai decide di lanciarsi sulla folla. Mossa rivelatasi poi sbagliata, costringendo Stokka a chiedere al pubblico di restituirgli l’audace compagno. Romantico, infine, il saluto definitivo rivolto ai presenti tramite l’esecuzione di Occhi rossi, strumentale coerente con il triste e concitato momento.

Finito il concerto Stokka, Madbuddy, Frank Siciliano e Shocca si concedono al proprio pubblico, per le foto e gli autografi di rito. Torno a casa soddisfatto per la serata, convinto che non si tratti di un addio bensì di un arrivederci.

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