Online il video della prima Challenge ispirata al famoso brand di accendini

Il 4 gennaio è andata in scena la Settima edizione del Carpe Riem, in quel di Pesaro. In giuria c’eravamo anche noi, pronti a gustarci un’ottima serata all’insegna del freestyle e di tutte le discipline della cultura Hip-Hop. Insieme ai consueti quarti, semifinali e finale, per la prima volta è stata creata una speciale Challenge.

Infatti a seguito della collaborazione con Clipper, storico brand specializzato nella creazione di spettacolari design per accendini, cartine e kit (ma in continua evoluzione) è nata la prima Clipper Rap Challenge.

I quattro semifinalisti, ovvero Snake, Shekkero, Shame e Dono, si sono contesi una fornitura annuale di cartine ed accendini rappando ed improvvisando su sedici diversi accendini estratti precedentemente. I temi trattati sono stati veramente tanti e diversi, passando da ambiti sportivi (basket e calcio in primis) ad eventi storici e di attualità (come le unioni civili).

Le rime ad effetto che hanno dimostrato la bravura di questi quattro artisti sono state diverse. Ci sentiamo in dovere di citare questa quartina del rapper Torinese Shame, relativa all’argomento scacchi:

“Scacco malto, i miei giorni d’oggi,
vedi qua che poi questi io li batto solo per hobby,
loro sono degli americani che giocano a scacchi l’11 settembre…
non difendono le torri!”

Oppure queste barre di Shekkero, vincitore di questa prima Clipper Rap Challenge, mentre si stava parlando di Vespe (motorini):

“Ma quanto è bello andare in giro con le ali sotto i piedi
e stiamo tutti contenti,
sei così stupido che pensi che l’ha detto una tipa con i piedi sugli gli assorbenti!”

Questo esperimento è riuscito in pieno, chissà che non ci possa essere in futuro anche una seconda Challenge di questo tipo, visto che gli argomenti che si possono trarre dagli accendini della Clipper sono praticamente infiniti!

Commenti
Mi chiamo Marco Carboni e sono uno studente nato a Pesaro. Ho la fortuna di vivere l'HipHop a 360 gradi, producendo per le realtà locali, organizzando un evento chiamato Carpe Riem ma soprattutto scrivendo e descrivendo una cultura che è molto più di quanto può apparire