Il nuovo lavoro del rapper di Reggio Emilia ha come concept la notte: non poteva che essere un album profondo.

Non sono pochi gli artisti che hanno deciso, nel corso della storia, di utilizzare la notte come fonte d’ispirazione o come metafora nelle proprie opere. Come dimenticare ad esempio la celebre poesia La sera del dì di festa di Giacomo Leopardi o, avvicinandoci ai nostri giorni, brani come La notte di Neffa o la storica Notte Blu di Frank Siciliano.

Tuttavia, per quanto affascinante e ispiratrice sia, realizzare un intero album avendo come concept principale tale tema è indubbiamente qualcosa di molto più complesso. Proprio questo viaggio ha voluto intraprendere Murubutu nel suo ultimo disco, intitolato Tenebra è la notte ed altri racconti di buio e crepuscoli.

L’album ‒ fuori per Mandibola Records e Glory Hole ‒ contiene già un interessante spunto nel suo titolo, il quale va difatti a parafrasare il celebre libro di Francis Scott Fitzgerald: Tenera è la notte. In questo lavoro (curato musicalmente da nomi di spessore come Il tenente, Dj West, XxX -Fila, Swelto, Dj Fastcut, SuperApe e R-Most) l’artista emiliano ha cercato di sviscerare tutti i possibili simbolisimi legati alla magia che solo la notte è capace di fornirci.

Citando direttamente ‒ e non ‒ autori come Haruf, Rigoni Stern, Ishiguro, Lauenstein (ma anche classici come Wordsworth, Kafka e Dostoevskij), e miscelandoli con approfondimenti storici e racconti popolari, Murubutu è riuscito ad imbastire un disco che va realmente a toccare ogni possibile stimolo emozionale legato al mondo notturno.

Al fianco di tracce con palesi riferimenti letterari, troviamo anche brani scritti ispirandosi ad opere cinematografiche ‒ come L’uomo senza sonno con MezzoSangue o frutto di narrazioni originali come Le notti bianche con Claver Gold o Occhiali da luna con Willie Peyote e Dutch Nazari. Al fianco di questi tre già citati, gli altri ospiti al microfono di Tenebra è la notte sono Caparezza, Dia, Daniela Galli e i membri de La Kattiveria.

Esattamente come nel suo precedente sforzo discografico, anche in questo album l’artista ha voluto con sé alcuni dei nomi più rilevanti della nostra scena, per poter conferire maggiore eterogeneità all’album senza scendere di livello.

Nonostante questo, traccia dopo traccia, ascoltando Tenebra è la notte, si ha come l’idea che Murubutu consapevole di aver raggiunto forse il massimo a livello di numeri ‒ abbia voluto scrivere un disco totalmente suo, senza cercare uno stratagemma per rendere più digeribile ed immediata la sua musica, dinamica che forse qualcuno avrebbe potuto erroneamente pronosticare.

In conclusione, seppur agli occhi di molti questo potrà sembrare un disco troppo pesante, a nostro avviso, pur non mancando brani che necessitano di più e più ascolti, Tenebra è la notte è un prodotto autentico e di qualità, che incarna appieno il proprio concept (non tra i più facili da perseguire) tramite brani certamente complessi ma di indubbia qualità.

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