Qualche giorno fa è uscito Ieri L’Altro, il nuovo singolo di Franco126 che anticipa il nuovo album, Stanza Singola, in uscita il 25 gennaio.

Poco meno di due settimane fa è uscito Ieri l’altro, il nuovo brano di Franco126 che annuncia il nuovo album in uscita il 25 gennaio, Stanza Singola. Già nel precedente singolo, Frigobar, Franchino aveva fatto in qualche modo capire il mood che avrebbe contraddistinto il suo nuovo percorso musicale. Un’atmosfera decisamente nostalgica, fatta di ricordi, di gente che non c’è più e di un vuoto difficile da colmare se non con le parole.

Ma è con Ieri l’altro che Franco sembra aver aggiunto un tassello importante alla sua identità artistica. Già con Polaroid, il duo romano formato con Carl Brave era riuscito ad introdurre nell’immaginario del rap italiano una realtà nuova, fatta di fotografie nelle quali viene naturale immedesimarsi, con una dualità sempre ben equilibrata tra le strofe. Secondo il parere del sottoscritto, inoltre, Carl Brave è sempre stato l’amico un po’ più pragmatico e cinico mentre Franco quello più riflessivo e turbato. Una miscela vincente, che li ha meritatamente posti tra le cose più belle della musica italiana, aldilà della sfera di genere.

Se infatti Carl Brave sembra aver intrapreso una direzione diversa da quella del socio, un po’ più friendly e spensierata,  Franco ha dimostrato di essere qualcos’altro.  E se Frigobar poteva anche passare in secondo piano, così non è per Ieri l’altro, impreziosito dalla tromba di Edoardo Impedovo e la chitarra e il basso di Giorgio Poi

Stanza Singola sembra essere un concept album dalle idee chiare. Nei due singoli Franco sembra raccontare con la sua consueta capacità una di quelle serate interminabili con le quali ognuno è costretto a convivere di tanto in tanto. Soltanto gli uomini forti sono capaci di elaborare determinati momenti in modo da guardare avanti ma si sa, il passato può tornare quando meno lo si aspetta, all’improvviso, mentre ci si prova a lasciarselo alle spalle.  Frigobar e Ieri l’altro sono comuni ma differenti, rischiosi se si pensa all’attuale momento fast food della musica, dove le sensazioni sono sfuggevoli  e riuscire ad inquadrare con precisione delle emozioni può essere un’arma a doppio taglio. Franco ha invece deciso di trattenere il tempo dentro una bolla, regalandogli una forma elegante e mutevole, arricchendola di sfumature grazie alla sua splendida penna.

Il nuovo singolo di Franco è permeato da un’atmosfera struggente, che potrebbe tranquillamente essere una riuscitissima ballata italiana, lontana dagli stilemi del rap ma propria di quella capacità di esprimersi in modo autentico, senza stereotipi o banalità di alcun tipo. Il destinatario del pezzo sembra essere un amico di vecchia data che per un motivo o per un altro non c’è più, lasciando un vuoto nella sfera affettiva di Franco che ancora oggi continua a causargli un dolore, che solo le assenze riescono ad infliggere. Non sappiamo con quale coraggio Franco sia riuscito a mettersi a nudo in questo modo, esponendosi ad un pubblico che sembra ancora oggi non aver capito bene la distinzione tra l’arte e l’intrattenimento. Questo brano vive di una naturalezza ed una spontaneità forse dimenticata, che sembrava appartenere soltanto agli esordi degli artisti, a quelle prime volte che necessariamente devono mettere sul tavolo tutte le carte da giocare. I new comers di oggi esordiscono spesso con dischi “leggeri”, privi il più delle volte di una ricerca contenutistica e di forma che destina all’oblio la loro musica ancor prima di darle vita.

Franco ci ha dimostrato invece che fare musica non è per tutti. Non basta avere i mezzi così come  non basta l’abbattimento dello spazio e del tempo. La musica è ispirazione, ed in quanto tale deve esser considerata per il suo valore artistico, come ogni disciplina di cui l’uomo si nutre. Prima di fare della musica, ci si dovrebbe sinceramente chiedere se si ha qualcosa di importante di dire ed in secondo luogo se si è in grado di dirlo. Chi se ne frega alla fine se hai il flow o se vai in extrabeat, oppure se fai rap, trap o indie. La musica scrive la storia dell’uomo e ne fotografa un preciso momento, sia a livello stilistico che di contenuto. Con Ieri l’altro Franchino è riuscito a fare entrambe le cose, emozionandoci senza scadere nella ripetitività, raffinando la forma ma senza snaturarla.

A questo punto Stanza Singola è – secondo il sottoscritto – un’altra delle uscite necessarie ed essenziali per completare ulteriormente il quadro variegato del rap italiano. E forse della musica intera del nostro Paese.

Commenti
Ho 21 anni e mi nutro quotidianamente di questa musica. Preferisco gli autori profondi a quelli superficiali e sono fermamente convinto che il rap possa veramente tirare fuori le persone dalla m*rda.