Analizziamo Lunedì di Salmo, l’ultima traccia del nuovo album Playlist.

Nelle precedenti puntate abbiamo analizzato i testi Vendetta di Marracash, La Solitudine di Rkomi, Prega per Noi di Achille Lauro, Lascia Stare di Fabri Fibra, Iron Maiden di Axos e Paranoia Mia di Ernia. Continuiamo la rubrica con Lunedì di Salmo, la traccia più profonda del suo nuovo disco.

Come le scorse volte, se prima ti serve una rinfrescata riguardo alle figure retoriche clicca qui.

Analisi tecnica di Lunedì di Salmo

La traccia è ispirata a Everybody Dies In Their Nightmares di XXXTentacion, come ha specificato lo stesso Salmo in un’intervista rilasciata per Rolling Stone. Infatti, sia la base che la metrica (soprattutto nel ritornello) riprendono la canzone del rapper americano che ci ha lasciati lo scorso giugno.

Il testo è composto da due strofe coi rispettivi ritornelli.

Ricercando le varie figure retoriche saltano subito all’occhio varie citazioni e riferimenti“se la fama è un inferno vengo con Dante” oppure “certi giorni gioco all’impiccato come Geordie” o ancora “penso a quando galleggiavo nella fogna con Giorgie” e poi “un giorno farai la storia, si la storia infinita”, infine “questa trottola che gira non si ferma più, mi ricorda che quest’incubo è così reale”.

La prima è un riferimento letterario: Salmo paragona la fama all’inferno, sostenendo che fa il viaggio come ha fatto Dante nella Divina Commedia e relazionandosi liricamente a lui. La seconda è un richiamo alla famosissima Geordie di Dè Andrè e, difatti, si confronta proprio con il protagonista della traccia in questione che come sappiamo verrà impiccato per aver rubato sei cervi al re. La terza è un rimando a IT, libro di Stephen King, nel quale il pagliaccio si rivela proprio nella fogna, come si vede nella famosissima scena del film che tutti conosciamo. La quarta è una citazione al libro di Michael Ende e film di Wolfgang Petersen. La quinta è un riferimento al film Inception dove la trottola che gira all’infinito significa che si è dentro a un sogno.

Ci sono alcune similitudini (“la mia vita è come un tuffo in un lago di legno”, “a volte penso di bruciare come lava in fiamme”, “mi sento come il lupo quando è luna piena) che servono a dare un’immagine più forte riguardo al concetto che vuole esprimere. Vediamo una metafora di ottima fattura a metà della prima strofa (“chiudo le porte al passato con le dita dentro”) con la funzione di specificare che Salmo cerca di tagliare i rapporti col passato senza mai riuscirci del tutto, oltretutto facendosi anche del male. Troviamo anche una domanda retorica alla fine della prima strofa (“sono i diamanti, dici, a farci solitari?”).

C’è l’utilizzo di una paranomasia a fine seconda strofa con i termini “sorridere” e “so ridere”: l’autore gioca con le parole creando un suono quasi identico ma con un significato profondamente diverso. Il verso che cita “mi ricorda che quest’incubo è così reale” contiene un probabile ossimoro poiché i termini “incubo” e “reale” sono in completa antitesi tra loro.

Proseguendo con l’analisi si nota un’epifora, quando il rapper termina due versi con la stessa parola (“dentro”). Sempre nella prima strofa è presente una diafora (“ma già la vita è corta, tu vuoi la vita stretta”) perché il termine “vita” è usato con due significati diversi.

Salmo

Analisi contenutistica di Lunedì di Salmo

La traccia è densa di significato. In un’intervista rilasciata per Rolling Stone, già citata in precedenza, ha svelata come essa sia stata la prima canzone scritta per quest’album, in un periodo dove si sentiva perso e non capiva più chi fossero le persone a volergli davvero bene.

È una canzone di rara profondità e introspezione, scritta evidentemente in un momento tanto delicato quanto sentito. Il testo racconta delle preoccupazioni più pesanti dell’artista, che si sente perso e in lotta contro la vita. Quando non si hanno più certezza e punti di riferimento è facile smarrirsi e abbandonare se stessi.

La canzone è una sorta di climax ascendente, nel quale il flusso di coscienza di chi scrive si fa sempre più dirompente e pesante. Così, il pezzo parte con un flow tranquillo, che pian piano diventa sempre più tormentato. Il punto di rottura è dato dall’inizio della seconda strofa che rispetto alla prima contiene immagini più violente, pessimiste e inquietanti. Sempre nella seconda parte si notano dei versi che vengono cantati spezzando le parole e che vanno di pari passo con l’umore della canzone: è come se quelle frasi fossero strozzate, dando un effetto angosciante.

“Tutto così complicato
Certi giorni gioco all’impiccato come Geordie
Mentre conto i soldi
E penso quando galleggiavo nella fogna con Georgie,
Questa trottola che gira non si ferma più
Mi ricorda che sto incubo è così reale”

Questo è uno dei periodi migliori della canzone: in poche righe riesce a fotografare ben più di uno stato d’animo in maniera tanto dettagliata quanto poetica. Infatti, sono presenti ben tre citazioni (che abbiamo analizzato precedentemente) ritagliate ad hoc per ciò che – chi scrive – ha voluto esprimere. Nonostante sia riuscito ad ottenere una situazione economica agiata, non è in grado di stare bene con se stesso e quello che lo circonda: non bastano i soldi se poi tutto ciò che ti gira intorno non ti dà la certezza e la serenità desiderata, se nonostante tutto non riesci a trovare punti di riferimento e ti senti costantemente solo o fuori luogo.

Anche il ritornello ha molti spunti interessanti. Partendo dal primo verso già risulta evidente l’umore del cantante che esprime sensazioni di smarrimento e solitudine, riuscendo – come per il resto della canzone – a non cadere nel banale e senza mai sacrificare la parte lirica ed estetica del testo. Singolare è la ripetizione della barra “la gente come me morirà da solo” come conclusione del ritornello. L’effetto che vuole ottenere lo scrittore è evidenziare il concetto che vuole esprimere: isolamento, solitudine e incomprensione.

Trattare un argomento come quello di questo pezzo non è semplice proprio per il rischio di cadere nella mediocrità e nella banalità, eppure non c’è un singolo secondo che trasmette tali emozioni. Questo è dovuto alla capacità di Salmo di essere profondo in ogni barra e trasmettere una grande introspezione all’ascoltatore. La scrittura, si sa, è uno strumento consigliato per combattere stati d’animo tormentati e uno sfogo del genere potrebbe essere stato necessario al fine di superare il momento buio vissuto.

Conclusioni

Non è comune vedere Salmo mettersi a nudo così tanto nelle sue canzoni e toccare i suoi nervi scoperti a tal punto. Ma forse è meglio così, perché se questo è il risultato ha fatto bene a farci aspettare.

Lunedì di Salmo è senza dubbio una delle tracce migliori della carriera del fondatore di Machete. La traccia è interessante sotto tutti i punti di vista, sia tecnico che contenutistico. Il rapper sardo dimostra in tutto il disco di essere capace di produrre e creare qualsiasi traccia. “Tutti vogliono un pezzo” e, infatti, ecco che nella Playlist di Salmo non poteva mancare la poesia, messa non a caso a conclusione del disco.

Salmo

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Grafica di Matteo Da Fermo.

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