Reportage del concerto di Pusha T al Fabrique di Milano, aperto da Priestess e Nitro.

Sto passando un 2018 incredibile. Andando in ordine cronologico ed escludendo gli esponenti della scena italiana quest’anno ho avuto l’occasione di vedere dal vivo Denzel Curry, Black Milk, Lauryn Hill, Jay-Z & Beyoncé, Eminem, 50 Cent e, martedì 9 ottobre al Fabrique di Milano, Terrence LeVarr Thornton, meglio conosciuto come Pusha T. Mai mi sarei immaginato di vedere, nel giro di pochi mesi, così tanti rapper – e cantanti – statunitensi, diversi tra di loro per età e stile, e a due giorni dall’ultimo live posso tranquillamente inserire quello del rapper di Daytona tra i concerti più RAP visti durante i miei ventotto anni.

Ma partiamo con ordine. Martedì al Fabrique si è tenuta una serata ben organizzata, sia per artisti chiamati sul palco che per tempi rispettati (rarissimo in questo ambiente…). Giunto al locale alle 20.30 ho potuto assistere dall’inizio alle aperture, cominciate con Priestess che, in compagnia di Dj Arienne, ha dimostrato ancora una volta – avevo già avuto il modo di vederla a Brescia un anno fa – di sapere esibirsi live meglio di tanti altri suoi colleghi. Voce bella chiara e mai una pecca, anche quando il flow diventa più veloce: nel 2018 sono aspetti, purtroppo, non molto frequenti e vederli sfoggiati dalla rapper della Tanta Roba Label – da poco fuori con il singolo Eva – non può che far piacere.

Trenta minuti di female rap e alle 21:00 si cambia mood con l’ingresso sul palco di Nitro e del fedele Dj MS che, tra un’ovazione del pubblico e una bottiglia di Montenegro, ha dimostrato ancora una volta di essere tra i migliori in assoluto a tenere il palco in Italia. Fotta, cambi di flow e di tono e una forza micidiale con cui ha fatto saltare il pubblico di Milano attraverso i migliori brani del suo reportorio, dal recente No Comment ai dischi passati Suicidol e Danger.

“Mi basta un piatto, un micro e un palco, Nitro one man band”.

 

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Eccoci così arrivati alle 22:00. Pusha sale su un palco spoglio, con il DJ defilato alla sua sinistra e alle sue spalle delle luci fortissime, dai colori diversi, che hanno contribuito ad esaltare ancora di più la sua potente presenza scenica.

Pullin’ up in that new toy, the wrist on that boy rockstar like Pink Floyd” – Con queste parole inizia il concerto di Pusha T, con quella If You Know You Know prodotta da Kanye West che lo scorso 25 maggio ha fatto capire fin da subito perché in molti aspettavano da tempo il suo nuovo album ufficiale. Dopo aver dimostrato quella spocchia che ogni tanto male non fa – definendo Daytona l’album migliore dell’anno – il quarantunenne del Bronx si è esibito con tutte le tracce del disco, più qualche vecchia hit come Nosetalgia o Mercy. Da brividi quando si è esibito con Runaway, storico brano di Kanye a cui a preso parte per il disco My Beautiful Dark Twisted Fantasy.

Tutto solo ha tenuto il palco in maniera eccezionale, esaltato dagli effetti di luce alle sua spalle e da un impianto audio al massimo della sua potenza, dimostrando ai tanti accorsi nel capoluogo lombardo ad assistere al suo talento innato sopra i beat. Vederlo poi godere ad ogni singola frecciatina lanciata a Drake nel brano Infrared fa capire quanto ci tenga e ci creda in quel rap fatto di sangue e sudore.

Pusha T al Fabrique ha spaccato e ha spaccato anche il pubblico che ha risposto presente gremendo il locale e impreziosito, tra l’altro, dalla presenza di diversi suoi colleghi nostrani, alcuni nell’area VIP e altri sotto il palco. Una serata memorabile, quindi, per gli eventi rap del nostro Paese, da cui sono andato via con una carica micidiale – nonostante i soli cinquanta minuti di concerto –  e che spero possano continuare ad esserci ancora a lungo qua da noi.

 

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Recap: Milan 🇮🇹 #DaytonaTour Hope everybody’s keeping count…🙃 @stevenvictor

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Foto in copertina di 5thphvse.

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