Status di Marracash è una pietra miliare del rap italiano.

Stiamo tutti quanti attendendo il ritorno di Marracash sulla scena. Tra il 2017 e il 2018 tutti i rapper (o quasi) hanno pubblicato qualcosa – ma ormai lo sappiamo – il genio della Barona ha bisogno del tempo necessario per scrivere il giusto disco. D’altronde la qualità ha bisogno delle giuste attenzioni. L’ultima volta che abbiamo aspettato così tanto per un album dire che ne è valsa la pena è alquanto riduttivo. Stiamo parlando di Status di Marracash, l’ultimo suo disco solista.

Soffermiamoci quindi a parlare di questo ultimo progetto solista del “king del rap” (con il termine “progetto” intendo l’intero percorso fatto con Status, includendo quindi la “Vendetta Edition“, che tra l’altro aumenta di molto il valore complessivo dell’opera).

Il CD originario esce il 20 gennaio 2015, un momento nel quale il rap sembrava subire una leggera stagnazione. C’era bisogno di nuovi stimoli, di una scossa interna che alzasse l’asticella e ampliasse il mercato e l’accoglienza da parte di pubblico e critica. Marracash veniva da tre anni abbondanti di silenzio discografico frammentati dalla creazione del roster “Roccia Music” insieme a Shablo, che tra l’altro col passare del tempo si è dimostrata una delle crew più forti di Italia sfornando talenti come Achille Lauro, Sfera Ebbasta e Rkomi.

A partire dalla tracklist già si poteva percepire la potenza del lavoro fatto, ben diciotto tracce (contro la media di dieci/dodici del giorno d’oggi) per un totale di un’ora e un quarto di ascolto complessivo, in pratica quasi più del doppio rispetto al minutaggio attuale di un disco rap. Nessuna traccia riempitiva, ogni singolo pezzo è stato messo con criterio e minuzioso lavoro. Come se non bastasse l’album vanta la collaborazione coi migliori esponenti della scena (da Fabri Fibra a Salmo passando per Guè Pequeno e Luchè) e produttori internazionali come Neff-u, Ishi e S1.

L’anno dopo, precisamente il 21 Gennaio 2016 esce la “Vendetta Edition” che aggiunge perle rare come Catatonica o Marciamo.

La completezza di Status di Marracash

Il disco alterna momenti autocelebrativi – dove si sentono punchline d’impatto e esercizi di grande stile (per esempio Bentornato, Don, Vita da star e A volte esagero) – e tracce più serie sia a livello impersonale – come Vendetta, Sushi e cocaina e Crack – sia a livello personale e introspettivo come Il nostro tempo o Senza un posto nel mondo che tra le altre cose vanta la collaborazione con Tiziano Ferro, che è riuscita come poche volte è accaduto quando si sono mischiati rap e pop.

Status di Marracash è un album senza compromessi, perfino la sua hit radiofonica In radio non è la solita canzonetta. Mantiene la sua credibilità anche solo per il fatto di aver scelto un’artista completamente sconosciuta nel 2015 come Federica Abbate. Oggi, anche grazie all’esposizione ricevuta da Marracash, la cantante è riuscita a ritagliarsi uno spazio nell’indie italiano. La precisione nella sua realizzazione è definita in ogni dettaglio. Basti pensare che è stato mixato da un certo Anthony Killhoffer, che ha contribuito alla realizzazione tecnica di album del calibro di Watch The Throne, Yeezus e The Life Of Pablo.

La completezza dell’album risiede anche nelle emozioni che suscita durante l’ascolto. Si passa dalla risata data da una barra particolarmente autocelebrativa e d’effetto a riflessioni vere e proprie sulla società, su noi stessi e su chi ci sta intorno. La tracklist scorre piacevolmente senza risultare pesante o troppo leggera. La ricetta sta nel mix perfetto tra tecnica e contenuto, tra la traccia riflessiva e quella più goliardica, tra la base “tappeto” e quella che si mette prima di andare a far serata. Un progetto di una versatilità rarissima, adatto per ogni momento.

Cosa rappresenta oggi Status di Marracash

Dall’uscita di Status il rap italiano ha cominciato ad imporsi ancora più prepotentemente nel mercato discografico italiano. Con l’avvento di questo disco, insieme a Squallor di Fibra e Vero di Guè Pequeno il settore hip hop ha rimescolato le carte e si è collocato in cima all’industria. L’importanza dei lavori di spessore si sente nel tempo. Ci sono dischi usa e getta, che magari macinano certificazioni ma dopo un anno vengono dimenticati, e lavori eterni, che potranno anche ricevere meno dischi di platino ma che rimangono impressi nella mente di tutti per sempre.

Questo lavoro rappresenta l’espressione massima di uno dei rapper migliori di Italia (se non il migliore). Tratta numerosi temi risultando completo e sfaccettato. Un album del genere potrebbe uscire anche domani che risulterebbe ugualmente avanti coi tempi e incredibile sotto tutti i punti di vista. Prendiamo una strofa d’esempio:

“Lo diceva Beck: la sua prima track, MTV fa venire voglia di fumare crack
Tutto questo mondo di meschinità, Tutto questo sfondo di mediocrità
‘Sta città è un deserto quindi dai gas, Sembra tutto fermo tipo Time Laps
I tuoi commenti scemi scritti con il Caps, Mi fai venire voglia di rapire un fan
Giri con i grossi che però li paghi, Non ti invidio quei cadaveri che chiavi
Tu che sei disposto a tutto per la fama, Anche a diventare proprio ciò che odiavi
Pure la democrazia: mi spiego meglio, Dai cinque minuti a un elettore medio
Parlaci e poi pensa che lui voterà, Mi fa venire voglia di fumare crack”

Da questo album Marracash non ha più pubblicato niente da solista, eccetto gli inediti usciti quest’anno per i 10 anni dell’album Marracash.

La nuova fatica dovrebbe uscire entro la fine del 2018 in teoria, ma ormai mancano pochi mesi. Che voglia aspettare fino all’ultimo per mettere la ciliegina sulla torta a fine anno? Oppure potrebbe aspettare il 2019 per farlo iniziare col botto, staremo a vedere.

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