Ripercorriamo la storia del rap italiano con uno dei suoi capolavori, Verano Zombie di Noyz Narcos.

Correva l’anno 2007 quando il rap italiano navigava in acque ancora sconosciute ma piuttosto promettenti. Erano i primi anni in cui le major si affacciavano al mondo del rap quasi inconsapevoli di ciò che li aspettava, nella speranza di pescare dal mazzo la carta giusta. In questi termini, Fabri Fibra era già stato un precursore negli anni precedenti con “Tradimento”, un disco che ha smosso da capo a piedi l’ambiente piatto e prevedibile della musica italiana. Il 2007 è stato l’anno di “Penna Capitale” dei Club Dogo, di “Generazione X” di Mondo Marcio, di “Anima e Ghiaccio” del Colle ma anche di “Verano Zombie” di Noyz Narcos, il suo secondo disco solista, quando ancora era considerato come una nuova leva.

Prima di quell’anno Noyz era conosciuto dai più grazie alla sua affiliazione al Truceklan, una vera e propria istituzione all’interno dell’ambiente urban romano. A tal proposito, Ernia ha dichiarato in un’intervista come la presenza di Noyz nella scena sia stata fondamentale per le hip hop headz, in quanto portatore di una rivoluzione dell’argomento rap, dai suoi contesti sino all’approccio più crudo e prettamente street. Certo, i Colle Der Fomento sono stati – e continuano ad esserlo – le radici dell’hip-hop nella città capitolina, ma l’autore di “Verano Zombie” ne ha rivisitato completamente i concetti diventando ispirazione e punto di riferimento allo stesso tempo. Non a caso diventerà per molti l’ottavo re di Roma, per altri il nono, dopo Francesco Totti.

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“Verano Zombie” di Noyz Narcos è considerato dagli stessi fan come il capolavoro per eccellenza dell’artista in questione. Un disco complesso nelle sue sfumature e al tempo stesso più maturo rispetto al cinema dell’orrore proposto nelle precedenti uscite.  Già nella “Intro” si intuiva come Noyz avesse la dichiarata intenzione di prendersi tutte le attenzioni possibili. Dentro c’è tutto quello che lo aveva fatto emergere: la cattiveria, l’attitudine, le citazioni crude, il sound horrocore. Pur mantenendo quindi lo stile che lo ha contraddistinto nel Truceklan, “Verano Zombie” lasciava intravedere il talento di Noyz Narcos nel narrare una realtà diversa, alla quale gli ascoltatori del rap italiano non erano abituati.

Apparivano evidenti le ispirazioni del disco al tempo. Più volte lo stesso Noyz ha affermato di come i Diplomats fossero costantemente al centro dei modelli da cui prender spunto, non solo a livello musicale. Un lifestyle dal forte stampo U.S.A. con le sue esagerazioni e tutto ciò che ne consegue. Il Truceklan infatti, prima ancora che una crew o un collettivo hip-hop, era una famiglia vera, costruita sulle esperienze di una gioventù posta ai margini, disillusa e spudoratamente contro il sistema. Dentro il disco troviamo infatti Metal Carter nella title track e Duke Montana in “Don’t Fuck With Me” e in “666”, assieme a Mystic I. Dentro il disco suona forte Roma, nel bene e nel male, graffiata dagli scratch di Dj Gengis ed omaggiata da una traccia senza tempo, “Karashò”,  che vede il Danno e Noyz tirar fuori due strofe accademiche.

“Verano Zombie” non è stato però solo una conferma, ma una vera e propria dichiarazione di conquista nei confronti del rap italiano. Fondamentale è stata la partnership con la Dogo Gang, equivalente del Truceklan a Milano. Un sodalizio per molti inaspettato ma fruttuoso, che ha permesso un’aggregazione senza precedenti ed ancora oggi considerata essenziale dai più nostalgici. Oltre il rap, oltre la musica, oltre il mercato discografico, quella collaborazione rappresentava una connessione reale e solida tra due realtà apparentemente inconciliabili, non solo geograficamente. Bisogna pensare che ai tempi non era così facile propsarsi l’un l’altro o contattarsi come avviene oggi grazie ai social. Inoltre, era un pensiero comune che il territorio del rap, ancora acerbo e dubbioso, fosse una terra inesplorata abitata da soli squali. Fortunatamente non è stato così e lo dimostrano le molte altre collaborazioni in giro per lo stivale, come quelle della stessa Dogo Gang con i Co’Sang, tanto per citarne una. E forse è stato proprio questo sentirsi parte di un’unica cosa che ha permesso al rap italiano di arrivare ai fasti di oggi.

Dopo più di dieci anni, vedere nella stessa traccia Noyz e Guè è una gioia per ogni fan. Ancor di più se pensiamo che dopo “Real Tv” contenuta in “Verano Zombie”,  sembrava non esserci più l’occasione per veder collaborare due MC così dotati. Oggi i due artisti sono invece arrivati all’apice delle loro carriere e lo confermano entrambi con la traccia “Bastardi Senza Gloria” contenuta in “Sinatra” di Guè Pequeno. Sorte differente capitata invece con Marracash con cui, dopo “Mentalità di Clan”, realizzerà anche la killer “Grand Guignol” in Guilty.

Cosa rappresenta oggi Verano Zombie di Noyz Narcos?

Ciò che infine stupisce ulteriormente è che il disco – nonostante sia uscito per la Vibrarecords – sia rimasto palesemente nudo e crudo, senza filtri o stravolgimenti di sorta. Noyz continua a vagare tormentato nel buio di Roma senza trovare conforto, tra le serate alcoliche di “Quelle Notti” ed un senso di insoddisfazione perenne manifestato in tracce come “Autodistruttivo” e “Senza Uscita”.

“Verano Zombie” di Noyz Narcos è un disco che rappresenta alla perfezione tutto ciò che il rap italiano poteva offrire nonostante la mancanza di prospettive reali. Un progetto figlio dell’incertezza del suo ambiente ma che – proprio per questa ragione – è stato in grado di fare scuola, di ispirare e di porre delle basi importanti per il nostro genere. Un disco che ancora oggi viene ricercato senza sosta dai fan più accaniti ed a cui in molti devono un’enorme gratitudine.

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