In attesa del nuovo disco di Salmo, facciamo un recap della sua carriera e vediamo insieme cosa possiamo aspettarci da “Playlist”.

Nella sua carriera Salmo ha sempre cercato di differenziarsi dalla massa mantenendo uno stile unico, adattandosi al momento. A livello musicale è uno degli artisti della scena più forti che abbiamo, complice anche il fatto che alla passione per l’hip hop ha affiancato l’amore per altri generi e, infatti, nei primi anni della sua carriera ha fatto parte di gruppi rock/punk/metal.

Nel 2011 entra nella scena rap con la pubblicazione del suo primo album ufficiale “The Island Chainsaw Massacre“. Un album crudo, forte, diretto, senza compromessi. Nel disco sono presenti suoni che spaziano dal rap old school al metal (quasi). Questo – la grande ricerca musicale e la capacità di spaziare tra generi diversi tra loro – sarà il punto di forza del rapper sardo.

Il punto di svolta nella sua carriera coincide con la pubblicazione del suo secondo album Death usb nel 2012. Un progetto da dieci tracce che abbraccia suoni molto tendenti alla dubstep, mantenendo l’attitudine hardcore che l’ha sempre contraddistinto. Nel 2013 arriva la terza pubblicazione ufficiale, Midnite, un lavoro che prosegue con suoni piuttosto elettronici e spinti. L’accoglienza da parte del pubblico è ottima, tanto che darà all’autore la prima certificazione di platino per l’album.

Nel 2015 apre i live di Jovanotti durante il tour negli stadi ricevendo una grandissima esposizione che culmina con la pubblicazione di “Hellvisback“, album che contiene collaborazioni di altissimo livello come quella con Travis Barker, storico batterista dei Blink 182. Per Salmo questo progetto è sicuramente il più fruttifero. Raggiunge certificazioni importanti come il disco d’oro in una settimana (all’epoca era un traguardo ben più difficile rispetto ad oggi), che diventerà col tempo addirittura doppio platino. Inoltre con “Helvisback” si discosta dai suoni elettronici avvicinandosi maggiormente verso musiche più rock, dimostrando ancora una volta la sua capacità artistica di variare producendo in ogni caso lavori di qualità. Dopo ciò, il fondatore di Machete ha rilasciato due singoli: Estate dimmerda al luglio 2017 e Perdonami a novembre dello stesso anno.

La carriera di Salmo è stata un continuo e progressivo climax. Sin da subito è stato accolto a braccia aperte dal pubblico, che tra l’altro è piuttosto vario rispetto alla media degli altri artisti rap. Questo è dato sicuramente dal fatto che a livello musicale, come espresso prima, spazia molto e tocca stili differenti.

Cosa aspettarci dal nuovo disco di Salmo?

Rispondere a questa domanda non è per niente facile. Soprattutto se consideriamo di chi stiamo parlando. Salmo è imprevedibile, sembra quasi che si diverta a spiazzare il proprio pubblico. Per fare qualche esempio pensiamo a come (non) conclude la sua strofa in Mob, oppure l’uscita dei due ultimi singoli che sono uno l’opposto dell’altro ed entrambi hanno ricevuto critiche – anche da parte dei fan – poiché si discostano dal suo stile. Estate Dimmerda è in effetti una traccia quasi parodica che prende di mira i tormentoni estivi, mentre Perdonami ha un’attitudine che non è quasi mai appartenuta a Salmo.

Ma in realtà da Lebon dobbiamo essere pronti ad aspettarci di tutto. Così ci ha abituato da sempre, balzando tra vari stili e diversi generi ma riuscendo a mantenere una certa coerenza che lega il tutto.

 

Visualizza questo post su Instagram

 

Venerdì.

Un post condiviso da Salmo Official (@lebonwski) in data:

Salmo è prima di tutto un Artista. Si, con la “A” maiuscola. Non ha mai seguito il trend, o meglio, ha sempre cercato di prendere una direzione personale che potesse distinguerlo da tutti gli altri. Lui fa parte di una categoria di rapper molto ristretta (si contano sulla punta delle dita di una mano), ovvero quella categoria che quando pubblica qualcosa ha un impatto interno alla scena fortissimo. Lo stesso discorso lo si può fare con altri artisti di alto calibro come Marracash, Fabri Fibra o Guè Pequeno. È come se fossero i croupier del gioco, che dettano gli standard e alzano l’asticella ogni qualvolta pubblicano qualcosa. Salmo fa parte di questo gruppo elitario.

Concentrandoci sulle poche informazioni che abbiamo ricevuto tramite i profili social dell’autore, riguardo “Playlist” sappiamo che “probabilmente sarà l’ultimo disco fisico“.Tralasciando la remota ipotesi che possa essere l’ultimo album, questo vorrebbe dire che i prossimi saranno esclusivamente editi sulle piattaforme streaming.

Soffermandoci sul titolo viene da pensare a una minuziosa selezione delle tracce (un po’ come si crea una classica playlist, ovvero selezionando un tot di tracce che seguono un filone principale, che sia un concept album?). È comunque un titolo piuttosto generico, che lascia spazio all’immaginazione, la mia è solo una delle tante ipotesi che possono essere prese in considerazione.

Altro dettaglio importante che sappiamo, sempre tramite i profili social del rapper, è che sono presenti cinque featuring “nascosti”. Nella tracklist non saranno presenti i nomi delle collaborazioni che scopriremo solo ascoltando il CD, come ha recentemente fatto Travis Scott con “Astroworld“. Spazio all’ascolto dunque.

Per sapere concretamente cosa ci ha riservato Salmo questa volta dobbiamo aspettare ancora un po’. In ogni caso l’hype comincia a alzarsi e le aspettative sono alte se si guarda al passato. Ci si può attendere una nuova rotta musicale (l’ennesima), che consacrerebbe l’Elvis del rap italiano come uno dei più versatili e capaci sul piano meramente sonoro. Ciò che si spera mantenga è la sua attitudine hardcore che lo ha contraddistinto fino ad ora. A

Adesso diamo tempo al tempo. In fondo si sa, l’attesa fa parte del piacere e sicuramente domani, venerdì 21 settembre, con il nuovo singolo “90 Min“, sarà ancora migliore.

Salmo

Foto di Angelo Mendula e Roberto Graziano Moro.

Commenti