“East Atlanta Love Letter”, il nuovo album di 6lack.

In mezzo alle mille figurine di mumble-trapper di ogni sorta, ogni tanto si trovano anche dei diamanti grezzi, uno di questi è 6lack (pronunciato “black“).

6lack è uno di quei nomi che mettono d’accordo quasi tutti, vuoi per una ricerca sonora interessante che unisce trap a un’attitudine soul (alla Bryson Tiller, però fatta bene). Vuoi per una discreta abilità come liricista, che gli garantisce il rispetto anche di coloro che non si accontentano di una bella voce, e una base orecchiabile.

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East Atlanta Love Letter” è il secondo disco per lui, arrivato a due anni di distanza dal tanto apprezzato “Free 6lack“. Il secondo album è da sempre considerato la prova del nove per i fan e gli artisti, perché una prima uscita fortunata può capitare, ma è difficile ripetersi senza qualità. Proprio per questo il livello di attesa era molto alto.

Per mantenere le aspettative, l’artista ha deciso di andare contro tendenza rispetto a molti dischi, poche collaborazioni, di spessore e differenti tra loro: J. Cole, Future, Khalid e Offset. Quattordici tracce per quasi cinquanta minuti di ascolto, con quasi cinque brani sopra i quattro minuti, quasi un terzo del disco.

Per chi avesse già seguito 6lack dal primo disco, questo lavoro non sarà una sorpresa, poca evoluzione sonora, con un percorso che continua in modo regolare ciò che era stato inviato due anni fa. Per chi fosse un neofita, di certo sarà una bella sorpresa, proprio per la direzione personale che ha deciso di intraprendere l’artista.

In attesa di vedere lo sviluppo che avrà questo artista, e la percezione che avrà il pubblico rispetto a questa nuova uscita, godiamoci il momento perchè “East Atlanta Love Letter” è fuori, e ce lo possiamo godere. Buon ascolto!

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Brianzolo trapiantato a Venezia per motivi scolastici, studente per necessità, scrivo di rap per passione. Non conosco differenze tra undeground e commerciale, ma mi sveglio ascoltando Nas e mi addormento con Kanye nelle cuffie e pensando alle Kardashian.