Settimana impegnativa per Nicki Minaj, in guerra su vari fronti per il suo album Queen.

Lo scorso 10 agosto Nicki Minaj ha lanciato Queen, il suo quarto progetto discografico. L’album ha debuttato alla #2 della Billboard Hot 200 piazzando 185.000 copie nella prima settimana di vendita. Certi retroscena hanno però indispettito la femcee che si è lasciata andare a dichiarazioni infuocate…

Con una serie di tweet Onika si è infatti scagliata contro Spotify e Billboard. Alla piattaforma di streaming, Nicki Minaj ha rimproverato di non aver promosso Queen a dovere: Spotify avrebbe infatti voluto punire la femcee, che ha scelto Apple per il lancio del disco.

La rapper ha fatto leva sul paragone con Drake, il cui album (Scorpion) era presente in pressoché tutte le playlist della piattaforma, mentre Queen no.

La piattaforma ha negato tutto ma, confrontando l’onnipresenza di Drake con l’assenza di Queen, non possiamo che dare ragione alla femcee. Inoltre Nicki Minaj si è trovata senza il sostegno della propria etichetta che non intende supportarla in alcuna battaglia contro Spotify. Il prossimo 17 agosto uscirà il nuovo album di Ariana Grande, sotto contratto – come la rapper – con la Republic Records, intenzionata ad evitare rappresaglie.

Onika ha avuto parole anche per Travis Scott, che con il suo Astroworld le ha strappato la #1. Il rapper avrebbe raggiunto il vertice della principale classifica americana grazie al merchandise ufficiale, comprensivo di abiti ed altro materiale.

Tuttavia, quello che ha fatto inferocire la rapper è che il merchandise di Travis, pur non avendo nulla a che fare con l’album, è stato conteggiato da Billboard per i numeri di Astroworld. Le copie che invece Nicki ha venduto insieme ai biglietti del tour e alla propria merce ufficiale non hanno ricevuto lo stesso trattamento: la femcee ha quindi chiesto alla celebre testata di cambiare le regole per il conteggio e di farlo immediatamente.

Nel mirino di Onika è finita anche Kylie Jenner, colpevole di aver promosso il tour del fidanzato approfittando dei propri milioni di followers su IG. Inevitabile il polverone mediatico sollevato dai tweet di Nicki: l’aver coinvolto la compagna di Travis  non ha fatto altro che ingigantire la questione.

Vari leak ed una promozione inadeguata sono forse le ragioni dello “scarso” successo dell’album.

Fermo restando l’eventuale responsabilità di Spotify e l’ingiustizia compiuta da Billboard, penso che le cause dello “scarso” successo dell’album siano anche da cercare altrove.

Il disco arriva a quattro anni di distanza dall’ultimo, ha subito il leak di due tracce e di un video, è stato posticipato una volta e la rapper aveva ventilato un ulteriore posticipo a ridosso della release. Il suo team non ha promosso adeguatamente i singoli estratti e, al momento dell’uscita, in classifica non c’era alcuna traccia forte che potesse trascinare le vendite.

In questi giorni Nicki è impegnata in una campagna promozionale di per sé pazzesca: peccato che la polemica gratuita faccia da protagonista. Tutto ciò rischia però di oscurare la qualità di Queen, album solido e di un certo spessore (qui per la nostra recensione).

Ferma restando la legittimità di esprimere la propria opinione, gli artisti dovrebbero lasciare che sia la loro musica a parlare. Inoltre, ad un certo punto della propria carriera, classifiche e vendite non dovrebbero più contare: dopo dieci anni nel rap game, dopo aver collezionato record su record, dopo aver ricevuto svariati riconoscimenti ed essere stata incoronata come nuova queen of rap, a che pro tutto questo?

Nicki Minaj ha fatto benissimo a denunciare certe ingiustizie, ma staremo a vedere se questo aiuterà o meno il disco. Cosa pensate dell’intera faccenda? Fatecelo sapere nei commenti!

AGGIORNAMENTO: nelle scorse settimane, Billboard ha annunciato di aver rivisto e modificato le regole per il conteggio delle vendite. Forse la femcee non aveva tutti i torti…

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