CyHi The Prynce ha avuto un ruolo importante nella realizzazione di “Astroworld” e “Ye”. Ma in che modo?

È passato quasi un mese dall’uscita di “Astroworld”, il disco della consacrazione di Travis Scott. Ma cosa rappresenta “Astro” per il rap mondiale? Ad oggi può risultare azzardato affermarlo, ma la sensazione più concreta è che – forse – Travis Scott è riuscito a far coesistere dentro quest’album quasi ogni sfumatura dell’Hip-Hop dei nostri giorni. Ad oggi regna incontrastato le chart mondiali ed in giro non si fa che parlare d’altro – seppur con diversi gradi di conoscenza –  tra chi si accontenta del drop iniziale di “Stargazing” e chi invece preferisce approfondire la semantica nascosta dietro l’ermetica “Stop Tryng To Be God”. Attenzioni morbose che non hanno mancato di indispettire colleghi altrettanto illustri, in uscita con progetti importanti nello stesso periodo, come Nicki Minaj.

Una sorte diversa è toccata invece a “Ye” di Kanye West, che ha concentrato nel mese di giugno tutto il suo potere mediatico canalizzando totalmente l’attenzione sulla serie dei “dischi da sette tracce”.  Peccato che la critica al riguardo sia durata più o meno quanto i dischi di cui parliamo, davvero poco. Forse soltanto Pusha-T è riuscito a tenere alta l’attenzione impreziosendo col tempo il suo “Daytona”. Vanto di cui non può godere “Ye” che è stato definito da molti come il lavoro più scarno e sottotono di Kanye West. Fatto sta che Kanye rimane un personaggio di spicco e – a discapito delle continue figuracce collezionate in diretta televisiva – tutto ciò che ruota attorno al suo processo creativo continua a catturare l’attenzione dei fan di tutto il mondo.

Ma cosa accomuna i due artisti ed – in particolare – i due dischi cui abbiamo accennato?  La risposta è CyHi the Prynce.  Il rapper della Georgia è uno di quegli artisti che non gode di una particolare fama tra gli ascoltatori ma – tra gli addetti ai lavori – è ritenuto un elemento indispensabile per la riuscita di un progetto di alto livello. Se il tema del ghostwriting rimane ad oggi un tabù ancora insoluto è altrettanto vero che la realizzazione di un disco rap di una certa caratura richieda oggi un quantitativo non indifferente di creatività, stimolo ed attitudine. Elementi che andranno ad influenzare ogni aspetto del progetto, dal suo concept primario sino alle diverse sfumature di liriche e strumentali.  Per far sì che ciò avvenga  succede quindi che dietro ad un disco non ci siano soltanto artisti e produttori, ma una schiera di personaggi che – pur lavorando dietro le quinte – sono fondamentali affinché tutto proceda per il verso giusto.

Il ruolo che CyHi the Prynce ha avuto nella realizzazione di questi due album è stato quello di spingere i due artisti a dare il meglio di sé, in particolar modo Travis Scott. In un’intervista rilasciata a Complex, lo stesso CyHi ha affermato di aver lavorato in modo molto intenso sull’approccio di Trav ai suoi stessi testi, definendo quest’ultimo una persona profonda e cosciente di sé e di questa cultura. Motivo per cui “Astro” non avrebbe dovuto semplicemente portare il suo nome ma – piuttosto – trovare l’equilibrio tra Jaques Webster e Travis Scott.  L’obiettivo che Trav si è infatti posto con il proprio team è stato quello di realizzare un album che potesse competere con i grandi nomi del pop internazionale, come Sam Smith o Adele, rendendo superflua la distinzione del genere e suonando quindi come un classico senza tempo.

Ma non pensate che CyHi the Prynce abbia assunto un ruolo simile esclusivamente per questi due progetti. Come dimenticare la mastodontica mole di lavoro nascosta dietro “My Beautiful Dark Twisted Fantasy” di Kanye? Per l’occasione Ye affittò un intero studio di registrazione nelle Hawaii ed invitò praticamente tutti gli artisti di rilievo della scena Hip-Hop, per poter condividere e realizzare non solo un disco, ma un vero e proprio ritratto di quel che sono le celebrità in America, con i loro vizi, le loro discrepanze, i loro privilegi ed i loro demoni. Tra quegli artisti CyHi the Prynce fu tra i primi ad essere chiamati.

Nella stessa intervista CyHi afferma come dietro il suo lavoro ci sia un ragionamento di base dal quale parte tutto. Ad esempio, come suonerebbe Nelson Mandela se rappasse. Perché l’Hip-Hop è il vessillo principale della black culture ed in quanto tale ha l’obiettivo di rappresentare al meglio la propria storia. O come debbano essere poste le metafore ed il wordplay in relazione al brano ed alla strofa e di come quest’ultime riescano a colpire l’ascoltatore:  “e in questo Lil Wayne è un maestro”. CyHi ha affermato anche di come Marvin Gaye e Tupac Shakur siano le fonti di ispirazione principale per raggiungere la perfezione.

Tupac

A tal proposito, conosciamo tutti le azzardate dichiarazioni rilasciate da Kanye sulla schiavitù in America e sul presidente Trump. Lo stesso Kanye che con superficialità ha affermato di come si sia servito del suo team per produrre l’album lasciando qualche idea sparsa di tanto in tanto. Forse un’ingrata giustificazione derivante dalla scarsa soddisfazione per il suo stesso progetto. Eppure CyHi ha affermato come il nuovo disco non sia stato partorito in poche settimane ma in svariati mesi di lavoro, a discapito delle poche tracce che lo compongono; che una volta entrati in studio, lui e Kanye, avevano la ferma intenzione di creare un disco perfetto, riguardo le melodie che lo componevano ma anche per i temi affrontati. Un disco che “se lo avessero preso gli alieni, ne sarebbero stati affascinati”, testuali parole. Un disco che potesse esser quindi un’esperienza più che un prodotto. Forse ci sono riusciti solo in parte, ma la scelta della location ed il metodo di lavoro dimostrano come l’arte non sia affatto un gioco.

Questi aneddoti raccontati in prima persona dallo stesso CyHi sono una preziosa testimonianza dell’importanza che l’Hip-Hop detiene in America, di quanto pesino le sue parole e di come queste continuino ad influenzare una buona percentuale della popolazione. Il lavoro che ci sta dietro è pari a quello delle opere d’arte che hanno fatto la storia dell’umanità e – ad oggi –  è corretto che l’Hip-Hop venga annoverato tra queste.

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  • Ascolta anche l’album “No Dope On Sundays” di CyHi the Prynce
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