Dopo “Queen”, non ci saranno più dubbi: Nicki Minaj è la regina del rap.

L’ultimo album di Nicki Minaj (2014) era uscito dopo un periodo molto difficile per la rapper, durante il quale aveva dovuto fronteggiare la fine di una storia d’amore pluridecennale. “The Pinkprint” aveva, di conseguenza, mostrato il lato più vulnerabile di Onika anche se non erano mancati momenti epici come la collaborazione con Beyoncé (“Feeling Myself“), la hit “Anaconda” e quella mina hip hop che porta il nome di “Only” con Drake e Weezy.

Lo scorso anno, Nicki ha ingaggiato una feroce faida con Remy Ma: quest’ultima, infatti, aveva accusato la prima di sabotare la propria carriera. Le due non si sono risparmiate colpi e potete farvi un’idea dando un ascolto a “No Frauds” e a “Shether“. E pensare che le due sono state amiche a lungo…

Molte cose sono cambiate nel rap femminile a partire dal 2014, da ultimo l’esplosione di Cardi B sulla scena mediatica. “Invasion Of Privacy” ha, fin da subito, macinato grandi numeri regalando all’artista ben due #1 nella Billboard Hot 100 e facendo la storia del rap in rosa. Inevitabile il confronto con Nicki Minaj: i media hanno iniziato ad additare Cardi come la nuova “queen of rap“, quella che sarebbe riuscita una volta per tutte a fare piazza pulita della first lady della Young Money. Tutto ciò mentre la rapper di “Chun Li” si era volontariamente rinchiusa in un silenzio durato quattro mesi durante i quali si è completamente scollegata dai propri social.

Quello che sarà di Cardi nessuno lo sa: su di lei grava l’ingrato compito di dimostrare di non essere un semplice personaggio creato a tavolino per riempire il vuoto (momentaneo) lasciato da Nicki e sarà il futuro a decidere se ci sia posto per lei nella storia. Certo è che l’Atlantic Records, la sua label, ha dato del filo da torcere ad Onika negli ultimi mesi: stando a quando denunciato da pagine musicali ed insiders su Twitter, l’etichetta li avrebbe contattati promettendo loro del denaro se avessero smesso di promuovere la musica della rapper della Young Money.

Queste le premesse…

 

Visualizza questo post su Instagram

 

Listen to #Queen on @spotify now!!!!!

Un post condiviso da Barbie® (@nickiminaj) in data:

Queen” è un lavoro completamente differente rispetto agli album precedenti di Nicki Minaj: non troverete, infatti, né il pop rap di “Pink Friday” né la EDM di “Roman Reloaded“. Onika non ha rinunciato ad inserire tracce più pop che si distinguono comunque per la loro maturità sia quanto a suoni (“Bed“), quanto ai testi (“Nip Tuck“, “Come See About Me“). Troverete una grande varietà di tracce: si va dal rap con influenze elettroniche di “Majesty” con Eminem al rap anni ’90 di “Barbie Dreams“, dalla trap di “Sir” e “Rich Sex” alla hardcore di “Coco Chanel” in collaborazione con una Foxy Brown in gran forma. Ottime le strumentali, affidate a J. Reid, Bo1-da, Metro Boomin, Kane Beatz, Mike Will Made It e Murda Beatz.

Certo, non mancano alcuni punti deboli – come alcune tracce filler (“Run & Hide“, “Thought I Knew You“) ed una cattiva disposizione dei brani nella tracklist, ma sono da apprezzare la varietà delle basi, i flow, il controllo del respiro, le punchline e i featuring equilibrati e ben azzeccati nonché la capacità di Nicki Minaj di utilizzare toni di voce differenti.

“Queen” irrompe nel rap game (“Had to drop Queen on ‘em like a guillotine“) per ricordare a tutti noi chi comanda: Nicki Minaj è riuscita a dar vita ad un solido album rap che farà parlare di sé, nel bene e nel male.

La corona di “queen of rap” è una sola… ed è sua. Buon ascolto!

Commenti