La fine di un primo ciclo di eventi con ottimi risultati.

In data 18 giugno si è svolto l’ultimo incontro del freestyle lab organizzato da L’Over e Localflow con la partecipazione di Drimer. Il rapper trentino, sempre disponibile a dare suggerimenti e dritte alle nuove leve, ha così concluso una triade di giornate dedicate alla doppia acca.

La sera stessa, presso il sempre prolifico Parco della Musica di Padova, si è poi svolta una battle di freestyle vinta dall’MC Shit Vicious. Padova, visti anche i vari talenti già sbocciati e capaci di ottenere vittorie importanti in ambito nazionale, si conferma un polo del freestyle veneto, da cui potrebbero presto uscire altri giovani interessanti.

La giornata è stata molto istruttiva, con simulazioni ed “esercizi” dalle ore 18:30 alle 20:00 circa, quando poi Drimer ha prestato il microfono agli sfidanti e si è seduto in giuria insieme a noi di Rapologia e a NIKKè (che presto ci darà delle ottime notizie) che ha passato una giornata dietro alla consolle, davanti ad una buona cornice di pubblico.

Alberto Breda, il vincitore, alla fine della sfida ci ha raccontato un po’ del suo passato (nonostante la giovanissima età):

«Il personaggio denominato THAT’S THA SH*T si divide in due diverse personalità: una dedicata alla stesura di testi e una incentrata sul freestyle (Shit Vicious appunto).
Mi sono avvicinato tantissimi anni fa alla musica rap, con l’intento di fondere questa musica con altri generi che hanno influenzato la miacarriera artistica (hardtek, drum n bass, dubstep et similia).
Controverso e spinto, cerco di distinguermi con tematiche molto crude, spesso affrontate in maniera ironica e dunque fuorviante»

Questi eventi sono particolarmente importanti, per avvicinare i neofiti e i semplici curiosi al mondo della doppia Acca, garantendo una pseudo-rigorosità del metodo e ponendo dei paletti (come il dover andare a tempo), che troppo spesso in altre situazioni vengono scavalcati con poco riguardo.

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Mi chiamo Marco Carboni e sono uno studente nato a Pesaro. Ho la fortuna di vivere l'HipHop a 360 gradi, producendo per le realtà locali, organizzando un evento chiamato Carpe Riem ma soprattutto scrivendo e descrivendo una cultura che è molto più di quanto può apparire