“Best Bars” è la nuova rubrica nella quale raccoglieremo le barre più importanti dei nuovi dischi di rap italiano di questo 2018. Il primo episodio vede protagonisti Johnny Marsiglia e Big Joe con “Memory”.

E’ uscito finalmente “Memory”, il nuovo album di Johnny Marsiglia e Big Joe che molti di noi aspettavano da tanto tempo. “Memory”, come lo slot nel quale salviamo innumerevoli ricordi della nostra vita: fotografie, video, canzoni.

L’album, sin dal suo titolo, vuole essere – per gli artisti e per gli ascoltatori – un viaggio dentro sé stessi. In particolar modo, un viaggio nella Palermo che i due artisti hanno vissuto intensamente sin dalla tenera età, con i suoi pregi ed i suoi difetti. È dai tempi di Stokka & MadBuddy che in Italia non usciva musica di un certo spessore che rappresentasse con orgoglio e con attenzione il capoluogo siciliano.

Johnny Marsiglia ed il suo socio, Big Joe, non hanno mai nascosto il legame inscindibile con la loro città nei loro lavori precedenti, ma nessun altro disco come “Memory” è riuscito ad imprimere quel senso di appartenenza unico legato non solo ad una città, ma ad uno stato mentale cui ci si imbatte da quelle parti. Il disco non pretende di descrivere Palermo bensì di raccontarla, senza filtri, come fosse il contesto di una lunga ed intensa opera introspettiva. “Memory” è l’autobiografia di Johnny Marsiglia e Big Joe.

Per questo motivo abbiamo deciso di raccogliere le “Best Bars” contenute nel disco, per dimostrarvi quanto detto prima.  Abbiamo provato a non focalizzarci esclusivamente sul contenuto ma anche sulla forma e lo stile, nonostante spesso e volentieri le due cose vadano di pari passo all’interno dei brani.

Iniziamo.

La vita mi scorre davanti ed io la riassumo,
autostrade con i miei, in sette su una Fiat Uno
Quando la macchina sparì da sotto casa, io pensai fosse uno scherzo,
l’idiozia di qualcuno.. Giuro”

Le barre in questione sono tratte da “Clessidra”, il primo singolo estratto dal disco, e sono un sunto di ciò che sarà poi la narrazione contenuta in “Memory”. Grazie ad una vivida scrittura per immagini, Johnny Marsiglia rivive la sua adolescenza attraverso un episodio legato ad un doppio filo al contesto in cui vive. La Fiat Uno è – allo stesso tempo- simbolo di coesione e di nostalgia per Marsiglia, così come nella barra successiva diventa pretesto per spiegare come, in certe situazioni, possa capitare che ciò che per te importante te lo tolgano da sotto gli occhi, senza che tu possa avere nessuna possibilità di reagire o qualcuno da incolpare. Non perché Palermo sia soggetta ad episodi simili più di altre città. Semplicemente perché a Palermo accade, a prescindere dalle altre città.

“Devo fare i conti con me stesso e i miei sogni,
per dare un senso agli sforzi,
tutto il resto è in secondo piano,
perché non ho un secondo piano,
prendo tutte le strade ma contromano”

La Pioggia, Gli Applausi” è uno dei pezzi più belli del disco, nonché del 2018 di questo rap italiano. Un brano dove chiunque può immedesimarsi e dove Palermo passa momentaneamente in secondo piano per lasciar spazio ai timori ed alle riflessioni dell’artista. La strada che lo ha portato a scrivere quest’album è stata lunga e tortuosa, composta da mille domande, dubbi ed insicurezze. Johnny ci ha provato ad intraprendere altre strade, a guardare altrove, ma tutte le domande portavano sempre e solo ad un’unica risposta, il rap. Tutto il resto passa in secondo piano, così come le altre possibili strade, prese contromano perché non adatte alle sue necessità ed ai suoi desideri.

“Luna Piena, tu che vai a cena,
io da stamattina, che ti sogno di schiena,
davvero,
vedi sei quasi come quelle modelle vere,
che splendevano sulla parete di Totò il barbiere”

È impressionante come Johnny Marsiglia sia in grado di descrivere la routine folkloristica che si vive quotidianamente nei quartieri di Palermo. Da qui anche il titolo, “RETROGRAME (Zisa 3:00)”. Il brano ci dimostra ancora una volta le qualità di scrittura dell’artista palermitano che costruisce una giornata tipo attorno alla figura del fantomatico “Totò il Barbiere”. Perché a Palermo, parte della vita di tutti i giorni è rimasta incontaminata, estroversa e poco formale. Il barbiere, in questo caso, è teatro di discussioni che sono ben lungi dal riguardare solo il taglio di capelli. Molti altri sono i temi in cui ci si può imbattere: le donne, il calcio, gli “sbirri”, le parentele.  La citazione che abbiamo scelto racchiude tutte queste caratteristiche di cui vi abbiamo parlato, con la narrazione che si sposta alle prime esperienze ed alle prime ragazze, che – come fosse la chiusura di un cerchio – conducono anch’esse a “Totò Il barbiere”. Senza dimenticare  l’esplicito omaggio a “Luna Piena” di Fabri Fibra, s’intende.

È una serie di attimi e di ricordi,
dimmi un po’ come va, dove sei, cosa fai
dove sono i tuoi sogni?
I miei non cambiano mai, sempre con me,
anche nei momenti più inutili,
sempre con me,
anche se a volte, avrei voluto distruggerli

Passione” – per definizione – è un particolare momento della vita affettiva caratterizzato da uno stato di violenta e persistente emozione. La passione è anche il sentimento cardine di cui sono permeate le rime che compongono il brano omonimo di “Memory”. Si fatica a trovare delle barre più intense di altre, dato che tutta l’atmosfera del pezzo è fortemente emotiva, dolorosa a tratti. Non deve essere stato semplice scrivere questo brano, così come per nessun essere umano è semplice mettere a nudo la propria anima. La musica è lo strumento principe dell’espressione umana? 

“Lui è mega-preso e lei ricambia senza mai una pausa,
ama ascoltarlo anche quando la sua voce è esausta
gli fa: Adoro il tuo vocabolario, un Treccani
allora aspetto ansiosamente che mi sbrani.
L’amore causa sbalzo e vuoto sotto i piedi
brindisi e momenti in cui nei bicchieri ci anneghi
notti in piedi,
che vuoi che sappia la gente che ignori volentieri
che lei è una Bentley nel traffico dei tuoi pensieri”

Per “L’Amore Causa” ci siamo spinti un po’ oltre, selezionando praticamente metà della seconda strofa, perché due barre erano poche per renderne bene il concetto. Qui Johnny Marsiglia continua con la sua lucida scrittura introspettiva dedicando queste barre alla sua musa, alla musica. Il brano, al primo ascolto, potrebbe sembrare un classico pezzo d’amore, ma è scorrendo tra le rime che svela le profondità che non rende note in superficie. Johnny ritrae il suo rapporto con la musica come se fosse quello con una donna: la pazienza, l’affetto reciproco, il desiderio, le difficoltà e la privacy sono tutte questioni che ognuno di noi si è sempre trovato ad affrontare con la propria Lei. Un esempio di scrittura raffinata ed originale.

“Non serve che mi dici
J non sei Michael, J non sei Jason Williams, J non sei Magic,
J non sei parte dell’Hall of Fame, non sei un Hall of Famer,
non sei Doctor J, non sei J.Cole,
non sei Jay Dee, non sei Jay-Z, non sei P. Diddy ai tempi di Biggie,
fino ai tempi in cui aveva in mano il culo di J.Lo., senti sì?”

Slot1” è il brano conclusivo del viaggio in cui “Memory” ci ha accompagnato. Questa volta le prospettive sono presenti e future, il passato ha già avuto una importante voce in capitolo. Marsiglia ci tiene a raccontarci i suoi sogni e le sue speranze pur restando con i piedi per terra. Perché è facile che nel gioco del rap le incomprensioni la facciano da padroni, calpestando umiltà ed ambizioni degli artisti. Marsiglia dedica quindi queste barre a chi crede che, per il solo fatto di avere una J. prima del suo cognome, abbia l’obiettivo di percorrere le orme di qualcun altro. Ed è proprio da queste citazioni che escono fuori tutte le sue ispirazioni legate ai mondi del rap e del basket. Vengono citati quindi i cestisti Michael Jordan, Jason Williams, Magic Johnson e Julius Erving e gli artisti J.Cole, J.Dilla, Jay-Z, P.Diddy e Notorius Big.

Concludiamo le “Best Bars” con una riflessione finale che prende spunto proprio dalle ultime barre citate. “Memory” è un disco unico nel panorama attuale del rap italiano, per approccio e per contenuti. Come abbiamo potuto vedere, la lettera J è propria di tanti personaggi che – a loro modo- hanno scritto pagine importanti della storia moderna, sia essa della musica che dello sport. Che J. Marsiglia non sia destinato a continuare questa importante tradizione sul suolo italiano? Noi crediamo proprio di sì.

Memory Johnny Marsiglia Big Joe

Grafica di Matteo Da Fermo.

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