In vista dell’uscita del suo primo progetto “Oro Cromato”, abbiamo avuto l’occasione di realizzare un’intervista a Cromo, giovane rapper genovese.

Viso pulito e sorriso smagliante. Con queste due caratteristiche descriverei Cromo, anche se dietro, in realtà, ci sono tutti i sogni di un ragazzo che ce l’ha fatta.

Continuate a leggere per sapere cosa ci ha detto sia sul nuovo disco, che su altri aspetti della sua musica:

“Oro Cromato” è il tuo disco d’esordio: raccontaci un po’, come è stato scriverlo? La penna era più pesante rispetto ai brani scritti in passato?
«Sì, diciamo che ho dovuto raggiungere un certo livello di maturità per poterlo scrivere, però sono contentissimo, perché va a racchiudere un po’ tutto quello che ho provato nell’ultimo periodo della mia vita e sono riuscito a fare quello che volevo, ovvero fare ogni pezzo diverso dall’altro con una sua particolarità. Quindi sì, ci ho dovuto mettere sicuramente più impegno rispetto al Cromo di prima, ma sono contento».

Hai avuto carta bianca sugli argomenti da trattare e, in generale, sulla realizzazione dei brani o la Atlantic Records/Warner ti hanno seguito passo per passo?
«No, mi hanno lasciato abbastanza libero. Ho avuto la possibilità di scrivere tutto quello che volevo, di lavorare a quello che mi piaceva, quindi mi hanno subito dato corda e mi hanno aiutato molto in questo, perchè mi hanno fatto sentire più a mio agio».

Hai la fortuna di lavorare con producer di grande livello, sia storici (come Don Joe) che giovani (come Young Snapp): come è nato il rapporto con loro due e come ti comporti con i beat? Nel senso, stai in studio con loro durante la realizzazione delle strumentale, seguendo la produzione, o li ascolti una volta ultimati?
«È figa come domanda! In alcuni casi, tipo “Cromito Loco”, abbiamo lavorato insieme con Demo alla base: lui stava facendo la base in studio, io ci ho scritto sopra subito e in un quarto d’ora abbiamo chiuso il pezzo. Con Yung Snapp, come hai nominato te, è già diverso, perchè lui abita a Napoli e quindi per me andare a Napoli ogni volta che fa una base è un po’ difficile: ci sentiamo comunque telefonicamente e insomma, lavoriamo pari passo ugualmente. Però, in alcuni casi ho lavorato di più col produttore e in altri a distanza».

Quanto credi sia stata importante per la tua carriera la puntata a Real Talk? E secondo te servirebbero più format del genere?
«Sì, ne servirebbero eccome! È una bella figata, perchè a me comunque piace esternare la mia personalità, soprattutto lì. Generalmente io tendo a distaccare tanto la persona dal personaggio: al giorno d’oggi vedi tanti rapper che ormai sono proprio presi dal loro personaggio, invece un format del genere secondo me è giusto, perchè ti dà la possibilità di esternare diciamo le tue qualità, le tue capacità e mi ci trovo benissimo».

Sei del 98, molto giovane: cosa ne pensa la tua famiglia della carriera che stai intraprendendo? ti supporta?
«Mi supporta, sì. Mia madre all’inizio non è che ci credesse molto, ma perchè non sapeva niente di musica rap, di quello che volevo fare. Però comunque ora sono contenti!»

Tu sei noto anche per le due doti di freestyler: solitamente, chi inizia ad aver successo con il rap, questa arte l’abbandona piano piano. Tu invece ne fai ancora? «Ogni tanto sì, diciamo che non posso più andare ai contest, perché sarebbe un po’ ingiusto nei confronti degli altri, quindi sì, lo faccio ma così, con gli amici, non me lo tolgo come passatempo».

E ora a cosa punti?
«Spero che questo disco venga capito e venga recepito dai fan, perchè essendo il primo progetto che mi chiedevano da un sacco di tempo era giusto secondo me darglielo così. Ci abbiamo lavorato bene ed è un progetto molto particolare che, secondo me, non si sente in giro».

Dopo la nostra conversazione, non ci resta dunque che fare i nostri migliori auguri a Cromo per il suo album. Se volete incontrarlo, scambiarci due parole e farvi autografare “Oro Cromato”, vi lascio di seguito le date degli instore!

Cromo instore

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